Partecipazione della sindaca alla manifestazione di Genova: interrogazione dell’opposizione e risposta di Ferdinandi

I consiglieri di opposizione hanno fatto riferimento a iniziative svoltesi a Genova nel settembre 2025

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12 gennaio 2026
- Redazione
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In rappresentanza dei consiglieri di opposizione, Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha illustrato l’interrogazione: “Partecipazione della Sindaca a iniziative svoltesi a Genova il 17 settembre 2025 e presenza alla manifestazione organizzata da Musica for Peace”, riferendo che con determina dirigenziale del settembre 2025 è stata autorizzata la partecipazione della sindaca Vittoria Ferdinandi a due eventi istituzionali, ossia l’Assemblea dei sindaci di Anci Liguria e la cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico Internazionale di Genova.

 

Nella giornata del 17 settembre 2025 – ha riferito la consigliera – a Genova si è svolta anche una manifestazione pubblica riconducibile all’area denominata “Pro-pal”, iniziativa di carattere politico-ideologico su temi di politica internazionale, non promossa né organizzata da istituzioni pubbliche, cui ha partecipato anche la sindaca di Perugia.

 

Alla medesima iniziativa era presente anche Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, figura pubblica il cui nome è emerso in un rilevante dibattito nazionale a seguito di indagini giudiziarie che hanno posto l’attenzione su presunti legami con il finanziamento di organizzazioni terroristiche.

 

Secondo gli istanti, il sindaco rappresenta l’intera comunità cittadina e non una sola parte politica, ed è pertanto chiamato a prestare particolare attenzione a iniziative che, pur non istituzionali, possono assumere una forte valenza simbolica: è pertanto essenziale evitare che la partecipazione personale a un’iniziativa politica possa essere interpretata come avallo implicito di messaggi, soggetti o orientamenti non compatibili con il ruolo istituzionale ricoperto. Inoltre la presenza del sindaco di un capoluogo di regione a una manifestazione politica con soggetti poi emersi come altamente controversi impone oggi un chiarimento politico esplicito.

 

Pertanto i consiglieri chiedono di sapere:

-se la sindaca fosse consapevole, al momento della partecipazione alla manifestazione del 17 settembre 2025, della presenza di Mohammad Hannoun e del ruolo politico pubblico da lui svolto in quel contesto;

 

-se la sindaca ritenga oggi di prendere esplicitamente le distanze da Hannoun e dalle posizioni a lui riconducibili, alla luce delle vicende giudiziarie emerse successivamente;

 

-se la partecipazione a tale manifestazione sia stata una scelta politica consapevole, e se la sindaca intenda confermarla o riconsiderarla alla luce degli sviluppi successivi.

 

***

La sindaca Vittoria Ferdinandi, nell’esprimere anzitutto soddisfazione per un Consiglio comunale molto partecipato, ha sottolineato che nessuno ha scelto di non chiarire le domande legittime poste dall’opposizione, ricordando di aver posto in prima persona l’urgenza in modo da affrontare il tema nel primo consesso possibile. Ciò perché la sua azione politica “continua a essere alimentata da un convincimento molto profondo, quello secondo cui l’impegno pubblico deve e può essere prima di tutto un atto di verità”.

 

“La verità – ha proseguito – soprattutto quando si lega a contesti complessi e dolorosi, merita di essere difesa da facili semplificazioni e strumentalizzazioni. Il confronto democratico è prerogativa delle nostre istituzioni e questi sono i luoghi in cui parlarne. L’opposizione ha presentato interrogazioni con impianti abbastanza traballanti, ai limiti della calunnia, ma nei luoghi deputati; meno legittimo è stato, parallelamente, alimentare una campagna mediatica che ha tentato di piegare un’indagine giudiziaria a fini propagandistici e politici con il risultato di cercare di screditare un movimento ampio, trasversale, plurale e pacifico, di cui rivendico con forza di essere stata parte”. “Fare questo – ha aggiunto – svilisce il Consiglio comunale a un simulacro di se stesso, a un teatro scevro di qualsiasi contenuto, con dibattiti e confronti consumati all’esterno con insinuazioni e non fatti. Il Consiglio è, invece, il luogo del confronto politico serio, sui fatti reali, sul rispetto delle istituzioni e dei principi costituzionali”.

 

“Credo ancora – ha proseguito Ferdinandi – che il nostro impegno fondamentale sia costruire fiducia nei cittadini attraverso il rispetto della verità dei fatti. Hanna Arendt diceva che quando la verità dei fatti è distrutta, manipolata, piegata, la libertà politica è in pericolo. Qui oggi non si tratta di me, ma di difendere la qualità della nostra democrazia e il confine tra confronto politico e delegittimazione; difendere quella verità dei fatti non è un fatto personale, individuale, ma responsabilità istituzionale e dovere pubblico”.

 

Secondo Ferdinandi “mettere in discussione la partecipazione personale di un individuo a una manifestazione libera, pacifica e autorizzata significa mettere in discussione i principi stessi dello stato di diritto. Io ero a Genova come membro della direzione nazionale Anci, in una missione istituzionale. Abbiamo scelto di scendere in una piazza che stava rivendicando i valori dell’umanità, del diritto costituzionale, dei diritti umani fondamentali e l’ho fatto nell’esercizio di un diritto sancito dalla Costituzione. Non c’era alcuna sovrapposizione tra la mia partecipazione e il mio ruolo istituzionale perché non c’erano fasce tricolori, simboli riconducibili al nostro ente. Essere sindaca significa sì rappresentare una comunità plurale ma non significa non poter esercitare il proprio pensiero critico e non poter avere una coscienza politica che mi differenzia da voi. Una coscienza politica che nel momento in cui Mattarella giudicava come grave e non più tollerabile ciò che accadeva a Gaza mi ha fatto scegliere di essere al fianco di un movimento plurale e trasversale che ha ribadito solo ed esclusivamente i principi su cui si fonda la nostra democrazia. Non ero tenuta a sapere, perché non sono la questura di Genova, di chiunque fosse a quella manifestazione; non ho mai conosciuto né avuto alcun rapporto diretto o indiretto con Hannoun e chi ha provato a fare fotomontaggi – giustamente nelle mani dei legali della sindaca Silvia Salis – ha provato a strumentalizzare e piegare un movimento la cui dignità politica e morale non verrà cancellata da nessuna di queste strumentalizzazioni”.

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