Ok all’odg per la sicurezza di via Strozzacapponi
Ok all’odg per la sicurezza di via Strozzacapponi
Il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli e 5 astensioni l’ordine del giorno presentato da Federico De Salvo, Laura Tanci e Riccardo Vescovi (Anima Perugia) avente ad oggetto “Sostegno alle famiglie con minori affetti da adhd per l’accesso ai percorsi di parent training”.
In aula il consigliere De Salvo ha ricordato che l’Adhd (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività) è un disturbo del neuro-sviluppo che incide in modo significativo sulla vita scolastica, sociale e familiare dei minori. La stessa Regione Umbria, con deliberazione di giunta n. 1044 del 3 settembre 2012, ha inserito nelle “Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento dell’Adhd” il riconoscimento del parent training e degli interventi comportamentali in famiglia come condizione sine qua non per il trattamento del disturbo.
L’odg riporta una stima in base a cui in provincia di Perugia sarebbero presenti circa 3.350 minori tra i 6 e i 17 anni con Adhd. I dati ufficiali regionali del registro Adhd (2017) riportavano tuttavia appena 83 soggetti in terapia farmacologica, a dimostrazione di un forte scarto tra la realtà epidemiologica attesa e i casi effettivamente presi in carico dal sistema sanitario. I livelli essenziali di assistenza (Lea), stabiliti a livello nazionale con Dpcm 12 gennaio 2017, garantiscono la copertura sanitaria per le terapie farmacologiche, ma non includono espressamente il parent training tra le prestazioni obbligatorie a carico del servizio sanitario nazionale. In Umbria il parent training non risulta incluso tra i servizi socio-sanitari garantiti gratuitamente o in convenzione, con la conseguenza che le famiglie sono costrette a rivolgersi al settore privato, sostenendo interamente i costi. Numerosi studi internazionali – rilevano ancora i proponenti – hanno evidenziato una forte correlazione tra Adhd e condizioni di disagio socioeconomico; ne consegue che l’assenza di un’offerta pubblica gratuita di Parent Training produce una discriminazione strutturale, poiché sono proprio le famiglie economicamente più fragili, e quindi più frequentemente coinvolte, a restare escluse da un trattamento raccomandato dalle linee guida. Tale discriminazione produce conseguenze rilevanti non solo per i minori e le loro famiglie, ma anche per la collettività, poiché le complicanze dell’Adhd non trattato in modo adeguato tendono a protrarsi nel tempo e possono trasmettersi da una generazione all’altra.
Visto che gli enti locali hanno competenze in materia di politiche sociali e sostegno alla genitorialità e possono intervenire per garantire pari opportunità, promuovere l’equità di accesso ai servizi e prevenire discriminazioni legate al reddito, l’odg formula i seguenti impegni per l’amministrazione: valutare l’attivazione di interventi di parent training rivolti ai caregiver di minori con diagnosi di Adhd in collaborazione con Afas quali soggetto attivo nella promozione di iniziative socio-sanitarie e di sostegno alla genitorialità sul territorio; garantire l’accesso prioritario ai nuclei familiari in condizioni di disagio socioeconomico; coinvolgere i pediatri di libera scelta del territorio comunale affinché possano contribuire alla promozione degli interventi di parent training e alla partecipazione delle famiglie interessate.
Chiara Calzoni (Perugia Civica) è intervenuta per motivi di tipo “scientifico” e “istituzionale”. La consigliera ha sostenuto che “l’unica terapia con efficacia clinica dimostrata è quella farmacologica”. Ha poi introdotto una distinzione tra “parent education” (“informazione generale, incontri educativi o di sostegno non strutturato, che hanno dimostrato una efficacia simile al placebo”) e “parent training”, “da solo non sufficiente”, ma “efficace se si affianca alla terapia farmacologica”. Si tratta è quindi “un intervento complementare e non alternativo a quest’ultima”. Calzoni ha affermato che già esiste un percorso strutturato della Usl per il trattamento Adhd; eventualmente, quindi, ci si dovrebbe porre il problema dell’accessibilità, della continuità, del potenziamento e del coordinamento con altri servizi di tale percorso. Il Comune, per la consigliera, dovrebbe quindi concentrarsi sul rafforzamento di ciò che esiste, migliorare l’integrazione e non costruire percorsi sostituitivi che possono anche confondere le famiglie dei pazienti. Infine, Calzoni ha introdotto una riflessione sul metodo di lavoro: appunti di natura tecnica presentati in commissione non sono volti a bloccare gli atti e non dovrebbe suscitare una chiusura.
Laura Tanci (Anima Perugia) ha asserito che in commissione la discussione non è stata bloccata. L’odg specifica che la terapia farmacologica è alla base dell’intervento e propone un intervento di tipo sociale, non sostitutivo rispetto a quello di competenza della Usl.
Elena Fruganti (FdI) ha ricordato di essersi astenuta in commissione dopo che le proposte da lei presentate erano state respinte. La consigliera ha poi preannunciato un voto di astensione anche in Consiglio, visto che il capogruppo del Pd sui social ha utilizzato la posizione emersa in commissione da parte della minoranza, “responsabile e del tutto prudenziale”, in termini “denigratori”.
Edoardo Gentili (FI) ha presentato un emendamento per introdurre un ulteriore impegno per l’amministrazione comunale: attivarsi presso la Regione affinché si faccia carico di tale servizio come avviene in altri territori. L’emendamento è stato accettato (26 voti favorevoli).




