Consiglio comunale: sì al sostegno al progetto MOTA
Consiglio comunale: sì al sostegno al progetto MOTA
E’ stato approvato con 19 voti a favore e 7 contrari l’odg dei capigruppo di maggioranza: Richiesta di eliminazione dell’art. 18 del DL n. 48/2025 (“Decreto Sicurezza”) e presa di posizione del Comune di Perugia ai tavoli ANCI a tutela del settore della “cannabis light”.
In sede di illustrazione Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia) ha spiegato che l’art. 18 del “Decreto Sicurezza”, convertito in legge dal Senato il 04/05/2025, introduce un divieto generalizzato alla coltivazione, trasformazione e commercializzazione delle infiorescenze di Cannabis sativa L., anche se contenenti THC (il principio “stupefacente” della cannabis) al di sotto dello 0,2% e dunque senza effetti psicoattivi.
Tale norma cancella in un colpo solo l’intero comparto della cosiddetta “cannabis light”, un settore nato in piena legalità, fondato sull’agricoltura sostenibile, la legalità, la tracciabilità e la scienza, che ha creato migliaia di posti di lavoro e innovazione imprenditoriale.
Secondo gli istanti il decreto, e la norma citata in particolare, sollevano diversi dubbi di legittimità costituzionale risultando quest’ultima priva di un reale scopo di tutela della salute pubblica, ma semplicemente punitiva per ragioni solo ideologiche e frutto di un’impostazione arbitrariamente proibizionista.
In ragione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-a condannare formalmente e pubblicamente l’approvazione dell’art. 18 del Decreto Legge n. 48/2025 (cd. “Decreto Sicurezza”), dichiarando la netta contrarietà del Comune di Perugia a questa norma ingiustificata e dannosa;
-a inviare tale posizione al Governo, ai Ministeri competenti, ai Parlamentari umbri, alla Regione Umbria e all’ANCI, affinché si apra un confronto istituzionale urgente per modificare o abrogare l’articolo in questione;
-a sostenere le aziende del territorio colpite da questo provvedimento, anche tramite iniziative di informazione, supporto legale e promozione pubblica delle buone pratiche del settore;
-a promuovere una rete nazionale tra Comuni contrari al decreto, in difesa dell’agricoltura legale e della libertà d’impresa, e a valutare il sostegno ad eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale o alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea;
-a informare i cittadini con campagne trasparenti e scientificamente fondate, contrastando lo stigma e la disinformazione sulla “cannabis light”, sulla base delle normative vigenti e delle sentenze nazionali ed europee.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha manifestato totale contrarietà sull’odg, pur nel pieno rispetto della libera impresa, ritenendo che la sicurezza e la salute si costruiscano in tanti modi ivi compreso il linguaggio. Al di là degli studi, peraltro non concordi tra loro, nel caso di specie si dà un segnale negativo soprattutto ai giovani, creando un enorme fraintendimento.
Per Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) l’art. 18 del decreto sicurezza ricomprende nei divieti anche le sostanze al di sotto del limite dello 0,2% Un limite che era stato introdotto proprio per distinguere gli effetti psicoattivi da quelli non psicoattivi. Peraltro tale divieto è stato introdotto da un momento all’altro, trasformando chi esercitava un’attività lecita in soggetto da perseguire. Ciò stona con quanto stabilito dall’Unione Europea che non prevede divieti nel caso di cannabis con THC al di sotto dei limiti.
Per Ferranti questa situazione, di fatto, sta mettendo in ginocchio imprenditori che hanno investito legittimamente nel settore.
Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha chiesto di sapere, quando si definisce una sostanza light, cosa si stia davvero comunicando? E soprattutto chi si assume la responsabilità di ciò?
Nessuno vuole fare proibizionismo, ma non è possibile sostenere che al di sotto di una certa percentuale le sostanze non abbiano effetti attivi; ciò in quanto ogni persona ha le proprie caratteristiche e reazioni e, dunque, il rischio non può mai dirsi azzerato.
Per Calzoni, inoltre, da studi effettuati sono emerse discrepanze tra quanto riportato sull’etichetta ed i contenuti effettivi del prodotto.
Infine sostiene la consigliera che non vi sono elementi per affermare che non vi siano margini di rischio; ciò impedisce di porsi contro una legge dello Stato specie su un tema sanitario.
Federico De Salvo (Anima Perugia) ha spiegato che l’odg vuole andare a sostenere sia una chiarissima legislazione italiana preesistente (dal 2016) che europea attuale sul tema della cannabis light, ponendosi a tutela di una filiera che non provoca alcun rischio per la salute pubblica e dei giovani in particolare.
Si ricorda infine che il settore produttivo in menzione non produce solo infiorescenze, ma anche prodotti cosmetici, tisane e abbigliamento; in ragione di ciò l’odg mira a difendere un comparto economico fermato improvvisamente da un decreto sicurezza contrastante con le direttive europee.
Paolo Befani (FdI) ha concordato con le parole espresse da Calzoni, preannunciando un voto contrario sull’odg, peraltro ostile al decreto sicurezza.
Per Befani non si può appoggiare alcun atto che possa spingere, pur se in maniera leggera, verso una cultura dello sballo.




