Il linguaggio istituzionale abbraccia il rispetto ed il contrasto al body shaming

L’intervento della consigliera Pasquino dopo l’approvazione dell’odg

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23 febbraio 2026
- Redazione
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“La giornata di oggi –  afferma in un anota la consigliera del Pd Francesca Pasquino – segna un momento storico per il consiglio comunale di Perugia: è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno per il contrasto al body shaming e all’istigazione a pratiche discriminatorie mediante il linguaggio politico e istituzionale, presentato dalla consigliera del Partito Democratico Francesca Pasquino e firmato dagli altri consiglieri PD.

La proposta, che già in sede di prima discussione aveva trovato pieno appoggio ed era stata fatta propria dall’intera commissione, è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale: maggioranza ed opposizione si sono trovate concordi nella lotta al body shaming in tutte le forme che esso può assumere a livello istituzionale, tramite l’inserimento di norme e linee guida apposite a livello di Regolamento Comunale.

Come già accaduto in sede di commissione, si è ribadita oggi, con maggior forza, la necessità da parte delle istituzioni, e soprattutto di chi le rappresenta, di contrastare qualsiasi manifestazione verbale di denigrazione e discriminazione a partire dai tratti fisici, impegnando l’amministrazione anche ad intraprendere azioni di sensibilizzazione, in particolare “Giornata nazionale contro il body shaming” prevista per il giorno 16 maggio.

“L’emergere di discorsi d’odio ai livelli più alti della pubblica amministrazione comporta il rischio concreto che tali discorsi si trasformino in vere e proprie politiche” ha dichiarato la consigliera Pasquino in sede di relazione dell’ordine del giorno in seduta consiliare, “È nostro dovere, come rappresentanti della comunità, prendere le distanze da ogni forma di violenza, alzare la voce contro questa ingiustizia. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a un fenomeno che provoca sofferenza e isolamento, non possiamo renderci protagonisti di pratiche d’odio. Abbiamo il dovere morale e politico di essere agenti di cambiamento, promuovendo un clima di rispetto e accettazione perché quando i discorsi d’odio sono poi più o meno direttamente giustificati, appoggiati, o rilanciati da figure politiche di primo piano diventa concreto il rischio che questi discorsi smettano di essere marginalizzati all’interno della società”.

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