Ok alla partecipazione da remoto alle sedute per le consigliere in gravidanza a rischio o in congedo di maternità

Il Consiglio comunale approva l’atto illustrato in aula da Laura Tanci

date
23 febbraio 2026
- Redazione
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Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità (27 voti favorevoli) l’ordine del giorno sottoscritto da Laura Tanci, Riccardo Vescovi, Simone Cenci, Federico de Salvo (Anima Perugia) e Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria) per rendere possibile e disciplinare la partecipazione da remoto alle sedute del Consiglio da parte delle consigliere in gravidanza a rischio o in congedo obbligatorio di maternità.

 

L’atto, come spiegato da Tanci in aula, scaturisce dalla considerazione che in alcune situazioni, quali la gravidanza a rischio o il periodo di congedo obbligatorio di maternità, la presenza fisica in aula può risultare difficoltosa o impossibile, determinando una limitazione alla piena partecipazione democratica, diritto e dovere fondamentale dei componenti del Consiglio.

 

Dal primo esame del vigente regolamento del Consiglio comunale di Perugia non emergono disposizioni che, in modo espresso, vietino la partecipazione da remoto, ma si ritiene comunque opportuno demandare agli uffici e dirigenti competenti la verifica puntuale della compatibilità con le norme vigenti. Nell’atto si rileva, inoltre, che il regolamento della giunta comunale è già stato modificato prevedendo la possibilità di riunioni in modalità telematica o mista, e appare quindi opportuno promuovere un allineamento tra gli organi istituzionali dell’ente.

 

Questi gli impegni formulati per l’amministrazione: 1) avviare, per il tramite degli uffici competenti, un’istruttoria tecnico-giuridica volta a disciplinare, nel rispetto della normativa vigente, la partecipazione da remoto alle sedute del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, con particolare riferimento alle consigliere in gravidanza a rischio o in congedo obbligatorio di maternità; 2) valutare la soluzione regolamentare più idonea, considerando la possibilità di procedere mediante la modifica del regolamento consiliare o l’adozione di un regolamento autonomo sullo svolgimento delle sedute in modalità telematica o mista; 3) procedere, contestualmente, a una valutazione degli eventuali profili organizzativi e finanziari connessi all’attivazione delle sedute da remoto, comprese le esigenze di aggiornamento delle piattaforme digitali, del supporto tecnico e della gestione delle registrazioni, al fine di garantirne la fattibilità economica e la sostenibilità operativa; 4) qualora all’esito dell’istruttoria si ritenga opportuno procedere alla predisposizione di un regolamento o alla modifica di quello vigente, sottoporre al Consiglio comunale, entro un termine congruo, la relativa proposta.

 

In caso di redazione di un regolamento autonomo, sono stati indicati i principi minimi da rispettare: identificazione certa delle partecipanti e tutela dei dati personali; pubblicità e trasparenza delle sedute; tracciabilità e regolarità delle votazioni; esclusione della modalità da remoto per le deliberazioni a scrutinio segreto o per le materie riservate; obbligo di autorizzazione preventiva da parte della Presidenza del Consiglio comunale.

 

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha auspicato che questo sia solo un primo passo sulla via della rimozione di altre difficoltà e barriere incontrate dalle donne, come, ad esempio, le differenze stipendiali. Il consigliere ha ricordato di avere dapprima ipotizzato un allargamento delle fattispecie che giustificano il collegamento da remoto, ma di aver poi ha convenuto che è corretto trattare in modo autonomo, anche per motivi simbolici, quella su cui si focalizza l’odg. In futuro, a suo avviso, sarà comunque opportuna una regolamentazione di tutti i casi ammissibili.

 

Francesca Pasquino (Pd) ha assicurato alla consigliera Tanci il sostengo del gruppo Pd in tutte le azioni che vorrà portare avanti per tutelare la parità di genere e garantire la libertà delle donne di autodeterminarsi nei vari ambiti della vita, in particolare quando scelgono di essere madri e lavoratrici. Per la consigliera, in un Paese in cui le politiche di genere stentano ancora a decollare, anche una misura come l’introduzione del collegamento da remoto alle sedute consiliari non è una mera “comodità”, ma significa investire in un cambiamento culturale.

 

Tanci, in conclusione, ha ringraziato tutti i consiglieri per i contributi forniti e ha confermato l’impegno ad allargare le maglie della disciplina regolamentare, come proposto da Varasano, senza alcun proposito di “svuotare l’aula”, ma con l’intento di consentire a tutti di esserci anche nel caso di seri e documentati impedimenti.

 

 

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