Natalità e famiglia, respinto l’odg dell’opposizione

Volpi: “servono politiche strutturali”

date
01 aprile 2026
- Redazione
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Si è svolta ieri la seduta della IV Commissione consiliare nel corso della quale è stato respinto l’ordine del giorno presentato dai gruppi di opposizione sulle misure comunali a sostegno della natalità e della famiglia.

Un atto costruito a partire da un presupposto chiaro: il calo demografico è oggi una delle principali emergenze sociali ed economiche, con effetti diretti sul sistema dei servizi, sul welfare e sulla sostenibilità delle comunità locali.

L’ordine del giorno proponeva un approccio concreto e integrato, finalizzato a rendere strutturali le politiche per la famiglia, superando la logica degli interventi frammentati. In particolare, si prevedeva il rafforzamento e la stabilizzazione delle misure già esistenti, l’introduzione di agevolazioni economiche e fiscali più incisive, il sostegno alle giovani coppie e alle famiglie numerose, nonché interventi mirati per l’accesso alla casa e ai servizi.

Grande attenzione veniva inoltre dedicata ai servizi per l’infanzia e alla conciliazione vita-lavoro, con proposte come l’ampliamento degli orari dei nidi, il potenziamento dei servizi estivi, l’attivazione di forme innovative come il babysitting di comunità e il rafforzamento dei percorsi educativi e di supporto alle famiglie.

L’atto individuava anche strumenti di programmazione e governance fondamentali, come la previsione di risorse dedicate nel bilancio comunale, il coinvolgimento della Regione e dei fondi europei, il rilancio della Consulta comunale della famiglia e l’introduzione della Valutazione d’Impatto Familiare nelle politiche dell’ente.

“C’è rammarico – dichiara il consigliere Nicola Volpi – perché si trattava di un atto serio, costruito su dati e su esperienze già presenti a livello nazionale e regionale, che puntava a dare continuità e struttura alle politiche per la famiglia.”

“Ma il punto politico è ancora più evidente – prosegue Volpi –: mentre si parla di famiglia in termini generali, oggi a Perugia registriamo criticità concrete su servizi fondamentali. Penso alla mancata riattivazione della culla per la vita e alla sospensione del Centro per la famiglia, strumenti che rappresentano presidi reali di sostegno alla genitorialità e alle situazioni di fragilità.”

“È difficile immaginare nuove politiche – aggiunge – se non si riesce a garantire piena operatività a servizi essenziali. Le famiglie hanno bisogno di risposte concrete, accessibili e continuative.”

“Su un tema come quello della natalità – conclude Volpi – serve una visione chiara e condivisa. Perugia può essere un territorio pilota, ma servono scelte coraggiose, programmazione e investimenti strutturali. Noi continueremo a lavorare in questa direzione.”

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