Sicurezza a Fontivegge: in sei mesi oltre 500 presidi
Sicurezza a Fontivegge: in sei mesi oltre 500 presidi
Stanno prendendo il via in questi giorni, e per tutto il mese di aprile, gli interventi sperimentali del Comune di Perugia, su 150 ippocastani distribuiti lungo vari viali e aree verdi della città.
Le attività sono state programmate in collaborazione con A.Fo.R., che supervisionerà gli interventi che verranno eseguiti da una ditta incaricata.
Le alberature interessate dall’intervento sono nelle seguenti aree: parte di via Benucci a Ponte San Giovanni, via Brunamonti a Porta Pesa/Monteluce, parco della Pescaia; parco dei Rimbocchi.
L’endoterapia consiste nell’iniettare nel tronco dell’albero piccole quantità di prodotto specifico, così da proteggerlo dall’interno senza disperdere sostanze nell’ambiente.
La procedura non determina rischi per la collettività in quanto l’intervento è articolato in quattro fasi: foratura del tronco, iniezione del prodotto tramite una “siringa” apposita, disinfezione ed infine occlusione del foro con un tappo in materiale biodegradabile.
Tutte le fasi sono svolte in presenza dell’operatore della ditta incaricata, che indossa l’attrezzatura necessaria a completare l’iniezione e non lascia nessun materiale che possa entrare in contatto con la cittadinanza.
Il trattamento endoterapico sugli ippocastani per contrastare la cosiddetta “Cameraria ohridella” viene effettuato tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando l’albero è in fase di ripresa vegetativa e può distribuire efficacemente il prodotto al suo interno, garantendo una protezione più duratura durante la stagione.
Questa attività sperimentale fa seguito a quella già effettuata alcuni mesi fa (tra autunno ed inverno) su alcuni esemplari di pini presenti sul territorio comunale per contrastare la presenza della cosiddetta “processionaria”, un insetto che può danneggiare gravemente le piante e rappresentare un rischio per persone e animali domestici, nel periodo in cui le sue larve sono ancora giovani e più sensibili all’intervento. Questa tecnica si affianca alla lotta “balistica”, già utilizzata negli anni precedenti, creando un sistema di difesa più completo ed efficace.




