Paciotti replica all’opposizione: “La violenza non è mai la risposta, ma chi parla solo di scontri ignora i lavoratori del sud in protesta da un mese e una generazione senza futuro”
Perugia 20/10/2026 – La destra rimane cieca davanti alle istanze concrete del paese, in un sistema capitalistico che dimostra tutta la sua violenza ogni giorno che affama un lavoratore o toglie il futuro ai propri giovani. Dal governo, nessuna soluzione, solo repressione. Da questi concetti parte il discorso del consigliere PD Nicola Paciotti tenutosi in apertura dei lavori del consiglio comunale del 19/10/2026 in riferimento alle manifestazioni attualmente in corso nelle piazze europee.
Il consigliere sottolinea come la destra alimenti una narrazione riferita ai soli scontri: “Mentre i lavoratori del sud sono in protesta da quasi un mese e piangono seduti sull’asfalto, li ignorano; mentre i giovani chiedono un futuro migliore, parlano solo degli scontri di mezza giornata. Gli scontri e i saccheggi senza rivendicazioni fanno il solo gioco della repressione e sono utili solo a silenziare le proteste: la condanna è netta e la solidarietà a chi ci protegge ed è stato ferito è dovuta e scontata, base fondante del nostro essere rappresentanti dello Stato”.
“La violenza non è mai la risposta, le più grandi conquiste della nostra società sono state ottenute con la forza dei numeri, pacifici, ma comunque decisi e fermi sulle proprie posizioni” ribadisce Paciotti, “Doversi giustificare ogni volta per dire che si è dalla parte della legalità è come dover confermare che si è contro l’omicidio, contro lo sfruttamento, contro la mafia: dover ribadire l’ovvio serve solo a spostare l’attenzione dalla nostra responsabilità collettiva alle singole colpe individuali”.
Caroaffitti, emergenza abitativa, classi pollaio, futuro incerto, pensioni inesistenti per i giovani, pressione fiscale altissima, sanità colabrodo, salari fermi, economia stagnante, carovita fuori controllo, beni essenziali divenuti beni di lusso, welfare assente: è questa la descrizione plastica delle difficoltà che sta vivendo la società e che ha spinto tante e tanti a scendere in piazza, non a spaccare le vetrine. Non è rubricabile a “semplice disagio sociale” e la forza brutale della repressione non è la risposta attesa da un governo che si vanta di definirsi democratico. Ignorare le istanze e ridurle a mero scontro violento non apre la strada alla risoluzione del problema, ma solo alla creazione di ulteriore disagio. Quando si arriverà al limite? Forse, si è già superato il confine.
“Siamo e saremo sempre dalla parte della legalità, e uno Stato realmente democratico si misura anche nell’uso che fa della forza, il cui monopolio si muove all’interno dei confini di legittimità” conclude il consigliere Paciotti, “I criminali vanno fermati e puniti e lo Stato deve rispondere con fermezza, sempre nei limiti che gli impone la legge. Abbiamo però il dovere di andare oltre. Le cause del disagio di giovani e lavoratori sono palesi: dobbiamo lavorare per risolverle e ridare dignità al nostro popolo”.




