Palazzo della Penna: ecco i dati sulle attività culturali
Il 20 e 21 febbraio in centro storico torna lo Sbaracco
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Dopo la cerimonia di deposizione di una corona di alloro presso il parco Vittime delle Foibe dello scorso 10 febbraio, la città di Perugia ha dedicato un’ulteriore giornata di riflessione sul “Giorno del Ricordo” e le vicende del confine orientale, con un incontro dedicato agli studenti delle scuole del Capoluogo presso la sala dei Notari.
All’evento dal titolo “Le foibe e l’esodo: far rivivere il ricordo” hanno partecipato la sindaca Vittoria Ferdinandi, il vicesindaco Marco Pierini, Raffaella Rinaldi del comitato 10 febbraio, sezione Umbria, Alessandro Di Micco del CPS di Perugia, Costanza Bondi dell’Isuc, Franco Papetti dell’associazione fiumani italiani nel mondo, Roberto Biselli del teatro di Sacco, Giovanni Stelli della società di studi fiumani ed Alberto Stramaccioni dell’Isuc.
Presenti in sala, oltre a ragazzi e ragazze delle scuole perugine, l’On. Emma Pavanelli, rappresentanti delle forze dell’ordine ed alcuni consiglieri comunali.
Nel corso degli interventi Roberto Biselli del teatro di Sacco ha recitato un estratto dello spettacolo “Autodafè di un esule. Viaggio in Istria”.
Il giorno del Ricordo è stato istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 con l’obiettivo di conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale.
DICHIARAZIONI
Aprendo l’incontro il vicesindaco ed assessore alla Cultura Marco Pierini ha parlato di “giornata importante” non solo per ricordare, ma soprattutto per approfondire la tragedia immane avvenuta ai confini orientali dell’Italia sfociata nelle efferatezze delle foibe e dell’esodo degli italiani dalle terre dell’est.
Compito delle Istituzioni, secondo Pierini, è di diffondere la cultura del ricordo e della riflessione su quegli eventi soprattutto tra i più giovani; da qui la scelta di invitare in sala i ragazzi e ragazze delle scuole di Perugia.
Nel corso del suo saluto Pierini ha poi voluto ricordare la figura di Piero Gobetti, di cui ricorre proprio nella giornata di oggi (26 febbraio 2026) il centenario della morte. Nel sottolineare che il giornalista e filosofo fu, in soli 25 anni di vita, fondatore di tre riviste e di una casa editrice, il vicesindaco ha spiegato che Gobetti è stato l’esempio di un giovane che tentò, con passione ed impegno, di cambiare il paese, pagando con la vita. Ha quindi rivolto un invito ai ragazzi e ragazze presenti affinché seguano idealmente il suo esempio, non smettendo di credere alle proprie idee e di impegnarsi per contribuire a rendere migliore il nostro Paese.
Nell’accogliere con piacere i ragazzi e ragazze delle scuole presenti in sala dei Notari che ha definito “cuore della cultura e della vita civica e politica”, la sindaca Vittoria Ferdinandi ha voluto innanzitutto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito ad organizzare un evento così importante, finalizzato non solo a commemorare e ricordare una dolorosa pagina di storia, ma anche ad approfondirla e comprenderla.
La sindaca ha tenuto a rimarcare, in particolare, che le Istituzioni devono lavorare per fare in modo che questi appuntamenti non rimangano mai contenitori vuoti, ma momenti utili per interrogarsi sul senso di una storia dolorosa ancora attuale.
Ferdinandi ha evidenziato che una democrazia matura non sceglie e non seleziona le pagine della storia, ma si impegna a custodire la verità storica integrale senza pregiudizi.
Dopo aver citato le foibe, la sindaca ha posto poi l’accento sulla seconda tragedia che coinvolse gli italiani dell’est, ossia quella dell’esodo coatto, dell’obbligo per molti connazionali di abbandonare le proprie case e terre per la paura di rappresaglie e persecuzioni.
E non fu facile, come tanti esuli hanno confermato, per loro essere accolti in altre città e territori.
Perugia – spiega la Prima Cittadina – è da sempre una città accogliente e simbolo della pace, valori questi che al confine orientale per tanti anni sono stati dimenticati in favore di una cultura volta all’oppressione del “diverso”.
Tutto questo dolore, nella vicenda orientale, ma anche in tanti altri fatti storici avvenuti in Italia, ci insegna che ogni forma di totalitarismo, autoritarismo, nazionalismo aggressivo ed odio razionale ed etnico ha la finalità di cancellare la dignità umana, ossia uno dei valori posti alla base della nostra Costituzione e della Repubblica.
Oggi siamo qui – ha continuato – per cercare di capire cosa ha reso e rende possibile una tale disumanizzazione; possiamo solo rispondere che ciò avviene quando si tenta di cancellare le persone, etichettandole come diverse. E’ proprio per questi motivi e per evitare che fatti così tragici si ripetano che la comunità è chiamata a riscoprire i valori posti alla base della libertà e della democrazia, continuando a lottare per riaffermare le conquiste del passato, perché queste non sono mai definitive.
Secondo Ferdinandi ancora oggi si deve lavorare per costruire comunità democratiche e libere, nonché un’Europa della pace e della cooperazione sulla scorta di quanto fecero i nostri Padri Costituenti dopo i tanti dolori e le tragedie che la storia aveva lasciato loro in eredità.
Per la sindaca, infine, è compito di tutti, cittadini ed istituzioni, con massimo senso di responsabilità conoscere e comprendere le pagine dolorose della storia, perché essa diventi maestra di vita; ma occorre farlo senza facili semplificazioni, lasciando da parte gli slogan e le inutili polarizzazioni.















