IV commissione: respinto l’odg per il restauro di due elementi storici di Ponte San Giovanni

Illustrato l’atto per consentire l’accesso della polizia locale al SDI

date
17 febbraio 2026
- Redazione
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La IV commissione consiliare cultura, nel corso della seduta di martedì 17 febbraio, ha trattato due ordini del giorno.

E’ stato respinto con 10 voti contrari e 6 a favore l’ordine del giorno presentato dal consigliere Paolo Befani (FdI) Restauro e valorizzazione di due elementi storici del territorio di Ponte San Giovanni, possibilmente tramite lo Strumento dell’ART BONUS.

L’atto era stato già discusso durante le sedute del 13 e 20 gennaio.

In particolare Paolo Befani ha riferito che a Ponte San Giovanni è presente una pietra miliare risalente a circa un secolo fa, testimonianza del tracciato originario della Strada Tiberina, di rilevante valore storico e topografico, poiché anche sede di un punto fiduciale.

Nel quartiere, inoltre, agli estremi di strada dei Loggi, erano presenti due cippi lapidei risalenti presumibilmente al XIX secolo, che costituivano elementi identitari della memoria storica locale. Uno dei due è stato restaurato grazie all’associazione ProPonte, l’altro, quello che era posto all’incrocio con strada Tuderte, è stato oggetto di un incidente stradale circa tre anni fa, quindi rimosso dall’Amministrazione comunale e trasferito presso il cantiere comunale di Santa Lucia, dove, secondo informazioni raccolte, risulterebbe tuttora conservato.

Visto il significato dei reperti per la comunità e tenuto conto dell’utilità dello strumento di art bonus per finanziare restauri di monumenti cittadini, con l’odg Befani impegna l’Amministrazione:

-ad inserire il restauro e la ricollocazione della pietra miliare e del cippo di Ponte San Giovanni tra le opere ammissibili al progetto Art Bonus del Comune di Perugia;

-qualora tale inserimento non fosse possibile, a disporre in tempi brevi gli interventi di recupero, restauro e valorizzazione dei due reperti attraverso le risorse comunali ordinarie;

-a favorire la collaborazione con le associazioni e i cittadini del quartiere per promuovere la conoscenza e la tutela dei beni storici locali.

Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha riferito che i due cippi stradali sono testimonianze materiali di civiltà e di un’evoluzione storica relativa al tema del viaggio.

Nel merito il consigliere ha sostenuto che uno dei due manufatti non può essere considerato (come invece detto da qualcuno) simbolo della marcia su Roma, in quanto non era disposto lungo il tracciato che fu seguito. Ha quindi rivolto un invito ad evitare sulla materia pregiudizi ideologici, appoggiando l’idea di finanziare il restauro con art bonus.

La comandante della polizia locale Nicoletta Caponi, impossibilitata a partecipare, ha tramesso una nota scritta in cui si evidenza che i cippi lapidei, non essendo contemplati dall’art. 23 del codice della strada, non possono essere autorizzati in quanto potrebbero interferire con il traffico veicolare creando pericolo per la circolazione.

Giuseppe Severini, presidente emerito del Consiglio di Stato, ha parlato, con riferimento ai due manufatti oggetto di dibattito, di due pietre miliari (segnali stradali). Si tratta di beni immobili perché incorporati al suolo, pur se momentaneamente rimossi. I beni immobili, se di interesse storico, sono considerati dalla normativa come beni culturali quando di proprietà pubblica. Nel caso di specie essendo facilmente ravvisabile l’interesse storico dei due manufatti, stante la funzione ricoperta dagli stessi, si deve partire dall’idea che si tratta di beni culturali. In quanto tali gli enti pubblici ai sensi dell’art. 1 comma 3 del codice dei beni culturali ne hanno il dovere della conservazione, del restauro e di garantirne la pubblica fruizione e valorizzazione.

Per l’inserimento in art bonus è tuttavia necessario che si sia dato avvio al procedimento per il riconoscimento di bene culturale di cui all’art. 12 del relativo codice, con verifica da parte della Soprintendenza della natura del manufatto (passaggio di oltre 70 anni e valore storico).

Il capogruppo del Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha confermato il voto negativo della maggioranza non essendo emersi elementi innovativi rispetto alla precedente discussione in commissione.

Secondo Leonardo Varasano, invece, sarebbero emersi elementi nuovi nel corso della seduta, tra cui anche il fatto che è posto in capo al Comune di Perugia l’obbligo di conservare e restaurare il bene culturale in oggetto.

In ogni caso ha richiesto di ribadire l’invito alla soprintendenza di partecipare alla commissione essendo il parere di detto ente dirimente.

Per Chiara Calzoni (Perugia Civica) non è condivisibile negare la salvaguardia di un bene storico sulla base di valutazioni arbitrarie, perché si rischia di impoverire la memoria collettiva.

Alla luce delle valutazioni espresse dalla comandante Caponi sull’impossibilità di ricollocare i manufatti lungo la strada, ha chiesto di sapere se sia ipotizzabile di posizionarli semmai in altro luogo, un’area verde o un museo.

Su questo aspetto il presidente Severini ha sostenuto che per prima cosa occorre valutare con attenzione se sia possibile ricollocare il manufatto nella sua posizione originaria, non potendo essere considerato, pur dopo il restauro, un nuovo bene essendo preesistente. Per ragioni prudenziali potrebbe essere ragionevolmente spostato di qualche metro al fine di garantire sicurezza ma anche conservazione del significato storico dello stesso.

In replica finale Paolo Befani (FdI) ha sostenuto che la posizione della maggioranza è mutata nel corso del dibattito in commissione, visto che in prima seduta aveva espresso parere positivo avanzando anche alcuni emendamenti accolti dallo stesso proponente.

Poi durante la seconda riunione, alla luce delle valutazioni ideologiche espresse dall’assessore Zuccherini, l’atteggiamento della maggioranza è mutato.

Befani, ritenendo preliminare la conservazione del bene (pietra di indicazione stradale risalente a fine ‘800) che è stato rimosso in quanto oggetto di un incidente, ha chiesto quindi alla maggioranza se vi siano margini di una condivisione, eliminando la parte dell’odg riferita alla cosiddetta “pietra miliare”, risalente al Ventennio.

Su questa proposta Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha ribadito il voto contrario della maggioranza anche alla luce della linea dell’Amministrazione espressa nella scorsa seduta dall’assessore Zuccherini.

Il consigliere Edoardo Gentili (FI) ha sostenuto che l’Amministrazione ha in capo l’obbligo della tutela dei manufatti ove considerato (come nel caso di specie) bene culturale, non essendo ammessa discrezionalità politica se non per la questione dell’inserimento in art bonus. Sullo stato della conservazione del bene depositato presso la sede del cantiere (danneggiato da un incidente) ha chiesto, in ogni caso, di avere dagli uffici una relazione più dettagliata. Gentili ha detto di essere a conoscenza del fatto che un’associazione sarebbe disponibile a finanziare il recupero del bene; ha quindi rivolto un invito all’Amministrazione di considerare la circostanza dell’inserimento in art bonus con attenzione onde non arrecare indirettamente un danno ad un bene di sua proprietà.

Stefano Nuzzo (M5S) ha chiarito, nel metodo, che pur avendo i due manufatti il valore di bene culturale, tuttavia non tutto ciò che appartiene al passato richiede automaticamente un intervento pubblico di restauro e valorizzazione. L’idea, cioè, che ogni traccia della memoria debba essere recuperata è un assunto discutibile e non da dare per scontato.

Nel caso di specie non vi sono pregiudizi politici o ideologici, ma sussiste la valutazione di quale sia il reale valore storico dei beni in discussione.

L’età, secondo Nuzzo, non coincide necessariamente con la rilevanza e, comunque, si scontra con le disponibilità economiche dell’Ente da impiegare per priorità.

Per Cesare Carini (Pensa Perugia) la questione è chiara visto che tutto gravita intorno al valore di beni culturali dei manufatti indicati, di competenza della Soprintendenza., Tale valutazione, al momento, è ancora mancante. Nulla quaestio, invece, sugli obblighi imposti dalla legge in quanto tali; cosa differente è la scelta politica di inserire un bene in art bonus.

In chiusura Befani ha confermato che obiettivo dell’atto era di recuperare un bene (con Art bonus) senza spese in capo al Comune. Inoltre ha fatto notare come un cippo gemello, rispetto a quello danneggiato, in passato sia stato riposizionato circa 15 anni fa, a spese di un’azienda del territorio, dal Comune di Perugia durante il governo di un’Amministrazione di centro-sinistra. Ha infine confermato che vi sarebbe un Mecenate disponibile a finanziare il recupero del bene con art bonus, senza che ciò sia legato ad alcuna valutazione politica.

***

Infine è stato illustrato l’ordine del giorno urgente presentato dal M5S “Richiesta alla Giunta Comunale di attivarsi presso il Ministero dell’Interno e i suoi rappresentanti territoriali (Prefettura e Questura) per consentire alla Polizia Locale di Perugia l’accesso al Sistema d’ Indagine Interforze (S.D.I.)”.

Dopo aver ricordato che la polizia locale concorre al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza, Antonio Donato ha riferito che presso il Ministero dell’Interno è istituito il sistema informativo del Dipartimento della pubblica sicurezza (SDI) il cui accesso è consentito alle Forze di polizia, ma può essere esteso ad altre amministrazioni o enti pubblici per specifiche finalità di polizia, mediante convenzioni.

Pur avendo ampliato le proprie attività in materia di sicurezza, ad oggi la polizia locale, non potendo accedere al SDI, non è in grado di verificare la situazione personale di eventuali individui fermati, con la conseguenza di dover rivolgersi alla Questura aumentando i tempi delle procedure.

Si sottolinea inoltre che in numerosi Comuni italiani sono stati già avviati protocolli operativi con Prefetture e Ministero dell’Interno per consentire alla Polizia Locale l’accesso, totale o parziale, allo SDI, a dimostrazione della praticabilità tecnico-giuridica dello strumento.

Ritenendo che sia necessario colmare un ritardo che limita l’efficacia della Polizia Locale nel contribuire alla sicurezza urbana, con l’odg i consiglieri impegnano l’Amministrazione:

-ad attivarsi formalmente presso il Ministero dell’Interno, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e i rappresentanti territoriali dello Stato (Prefettura e Questura), per ottenere l’abilitazione della Polizia Locale di Perugia all’accesso al Sistema d’Indagine (S.D.I.).

-a richiedere l’avvio di un percorso tecnico con la Prefettura, volto alla sottoscrizione di un protocollo operativo che disciplini: livelli di accesso (profilazione utenti); modalità di consultazione; tracciatura e audit; formazione obbligatoria del personale; integrazione con la Centrale Operativa; misure di sicurezza informatica previste dal CED Interforze.

-a coinvolgere il Comandante della Polizia Locale, al fine di individuare gli operatori da abilitare e le procedure necessarie, in modo da garantire l’utilizzo dello SDI in piena sicurezza e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

-a riferire periodicamente alla Commissione competente e al Consiglio Comunale sullo stato di avanzamento del percorso istituzionale.

L’atto verrà ora posto all’attenzione di tutti i gruppi consiliari al fine di poter individuare eventuali modifiche da apportare utili per condividere il documento.

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