IVG farmacologica nei consultori: “è un dovere tutelare la salute pubblica”

Nota Pasquino

date
03 novembre 2026
- Redazione
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Tutelare i diritti delle donne significa tutelarne salute ed autodeterminazione. Garantire l’IVG farmacologica nei consultori significa schierarsi concretamente a favore dell’autodeterminazione delle donne. Con queste premesse è stato approvato l’ordine del giorno presentato oggi in IV commissione consiliare dalla consigliera del Partito Democratico Francesca Pasquino e sostenuto dalle testimonianze di specialiste provenienti dall’ambiente sanitario e consultoriale.

Ad una narrazione della tutela della salute riproduttiva femminile ideologica e puramente teorica, l’ordine del giorno ha risposto ribadendo la necessità di un sostegno concreto alla tutela delle donne e della loro libertà di scelta: la determina AIFA del 2020 e le indicazioni del Ministero prevedono infatti la somministrazione ambulatoriale della RU486 fino alla nona settimana, senza obbligo di ricovero, nell’ambito dei LEA, e altre regioni, come Puglia, Emilia Romagna e Toscana, hanno già legiferato in materia. L’Umbria non può rimanere indietro, ed è chiamata ad agire anche sull’adeguamento dei consultori stessi al fine di garantire concretamente l’erogazione del servizio.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno si auspica lo sviluppo di una sinergia tra comune, ASL Umbria 1 e Regione per verificare lo stato di erogazione del servizio di IVG farmacologica (RU486) e il monitoraggio del medesimo, a partire anche dal documento strategico prodotto dal convegno «Rilanciare i Consultori pubblici in Umbria», promosso dall’Unione Donne Italiane insieme al Comune di Perugia.

“Stiamo chiedendo che vengano applicate concretamente le normative in vigore che garantiscono e tutelano la salute riproduttiva delle donne” ha dichiarato in chiusura la consigliera Pasquino, “l’accesso all’IVG farmacologica in consultorio non è una concessione, ma garanzia di parità di opportunità per tutte le donne indipendentemente da reddito e condizioni. Anche l’opposizione, in sede di discussione, ha compreso l’importanza di tale impegno, e ringrazio sentitamente per il sostegno all’atto presentato. La salute delle donne e la loro autodeterminazione sono un imperativo a cui le istituzioni, oggi più che mai, sono chiamate a rispondere concretamente, senza ideologie o strumentalizzazioni”.

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