La IV commissione consiliare cultura, nel corso della seduta di martedì 3 novembre, ha approvato con 10 voti a favore e 3 contrari l’Ordine del giorno presentato dai consiglieri Pasquino, Pannacci, Ermenegildi Zurlo (PD) e Falistocco (Avs): Attivazione della Giunta e della Sindaca presso ASL e Regione Umbria per garantire l’erogazione dell’IVG farmacologica (RU486) presso i Consultori del territorio perugino.
Francesca Pasquino (PD) ha riferito che in data 25 giugno 2026 una delegazione della Consulta per la Sanità del Comune di Perugia ha effettuato una visita alla Casa di Comunità di Ponte San Giovanni, accolta e guidata dalla Responsabile della struttura.
Nel corso del sopralluogo è emerso che presso il Consultorio interno alla struttura non viene al momento praticata l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) farmacologica tramite somministrazione di RU486, circostanza che induce a verificare se analoghe carenze siano presenti anche negli altri Consultori del territorio comunale;
Visto che la legge 194/1978 attribuisce ai Consultori un ruolo centrale nell’informazione, nell’accompagnamento e nelle procedure per l’IVG, sia chirurgica sia farmacologica, con l’odg i consiglieri impegnano l’Amministrazione a:
-attivarsi presso l’Azienda USL Umbria 1 e le competenti istituzioni regionali per fare chiarezza sulle ragioni per cui l’IVG farmacologica non è ad oggi praticata presso il Consultorio della Casa di Comunità di Ponte San Giovanni e per verificare lo stato di erogazione del servizio presso tutti i Consultori del territorio comunale;
-promuovere, d’intesa con ASL Umbria 1, una ricognizione puntuale dell’effettiva accessibilità dell’IVG farmacologica in ciascun Consultorio perugino, anche attraverso un monitoraggio periodico da restituire alla Consulta per la Sanità e al Consiglio Comunale;
-sollecitare, in un’ottica di leale collaborazione istituzionale, l’adozione dei provvedimenti necessari affinché il servizio venga attivato in tempi brevi in tutti i Consultori del territorio perugino, a garanzia di un diritto della donna riconosciuto dalla legge;
-riferire al Consiglio Comunale gli esiti dell’interlocuzione con ASL e Regione, nonché degli esiti del monitoraggio sull’accessibilità del servizio, in merito ai tempi e alle modalità di piena attivazione.
Cristina Gatti di UDI Perugia, nel sottolineare l’importanza del ruolo dei consultori per il sostegno alle donne e per la tutela della salute dei cittadini, ha spiegato che la legge istitutiva (1978) dell’Ivg, all’inizio solo chirurgica, punta a tutelare la maternità consapevole, onde scongiurare la piaga dell’aborto clandestino. L’IVG farmacologica (RU486) viene scoperta in Francia nel 1980, ma solo nel 2005 viene applicata in via sperimentale anche in Italia.
La pratica è comunque oggi molto consolidata anche nel nostro Paese ed è consentita sia nei consultori che in forma domiciliare (giusto provvedimento dell’Istituto superiore di sanità dell’ottobre 2023) e rappresenta un metodo molto meno invasivo rispetto all’Ivg chirurgica.
Purtroppo tutto questo non avviene in Umbria, dove non è stata presa in carico la decisione citata dell’ISS; ecco perché l’auspicio è che la Regione Umbria possa muoversi in questa direzione, applicando il metodo descritto già in vigore in regioni vicine (es. Toscana).
La rappresentante della Casa Internazionale delle Donne Perugia Giulia Gatti ha detto che occorre garantire la piena applicazione della legge 194 del 1978, rendendo l’interruzione farmacologica disponibile nei consultori. Ciò al fine di consentire alle donne una piena libertà di scelta sul metodo di Ivg da adottare, rimuovendo gli ostacoli soprattutto a tutela delle persone più fragili.
La presidente dell’Ordine della professione di Ostetrica della Provincia di Perugia e referente del Servizio Ostetrico Usl Umbria 1 Francesca Fiandra, ha riferito che l’Ivg farmacologica viene garantita da tutti i sei distretti del territorio. Nel 2025 i presidi ospedalieri dell’Usl Umbria hanno eseguito 368 IVG pari al 46% di tutte quelle eseguite in Umbria. L’Ivg farmacologica al momento è la procedura nettamente prevalente con 329 interventi su 368 ed è diventata quindi la regola. La procedura prevede la presa in carico della richiedente da parte del servizio consultoriale, con supporto pre e post Ivg in piena aderenza con la legge vigente.
L’ospedale è il luogo dove la donna accede in regime di day hospital per la somministrazione della terapia ed i successivi controlli fino al 14° giorno onde certificare il completamento del processo.
L’obiezione di coscienza nei presidi usl Umbria 1 è passata dal 63% del 2021 al 45% del 2025, ben al di sotto della media nazionale.
I consultori della Usl Umbria 1 – ha detto – sono un pezzo importante del percorso Ivg come confermano i dati del 2025: 360 colloqui, rilascio di 250 certificati, 144 controlli post intervento (+53%). Nei consultori non si somministra il farmaco, ma vengono svolte tutte le altre attività legate alla somministrazione che avviene in ospedale. Ciò dipende da un mancato completamento degli atti da parte della Regione che, pur avendo recepito le normative nazionali, deve ancora definire i documenti attuativi onde consentire ai consultori di procedere all’erogazione dell’IVG farmacologica.
L’assessora Costanza Spera ha confermato l’importanza di valorizzare e potenziare il personale sanitario in tutte le strutture pubbliche del territorio onde poter offrire servizi a tutela dei cittadini sempre più efficienti. Per Spera l’odg è ben orientato onde stimolare la regione a completare il percorso normativo, attuativo ed operativo, adeguandosi ad altre regioni vicine.
L’auspicio, quindi, è che nella ormai prossima definizione del piano socio-sanitario regionale questi temi possano trovare l’auspicato completamento, in aderenza con le linee guida nazionali.
In questo contesto rientra anche la questione volta al potenziamento dei consultori, strutture di prossimità da valorizzare in ogni modo possibile onde poter rispondere pienamente alle necessità della comunità e delle donne in particolare, garantendo accessibilità, parità ed uniformità di diritti. Senza dimenticare i benefici legati alla conseguente riduzione della pressione ospedaliera.
Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha chiesto di conoscere i tempi d’attesa e se a causa di ciò le donne siano costrette a rivolgersi ad altre regioni.
Edoardo Gentili (FI) ha chiesto di sapere se per procedere all’ivg farmacologica sia necessaria la presenza di un ginecologo; ciò vista la carenza di tali specialisti in tutte le strutture pubbliche della regione.
Elena Fruganti (FdI) ha chiesto di poter conoscere meglio l’iter tecnico legato all’Ivg farmacologica.
Francesca Fiandra ha riferito che tempi di attesa al momento non risultano in quanto i consultori evadono tutte le domande pervenute. Essendo molteplici le sedi dell’Usl Umbria 1, è normale che le donne vengono orientate ove è prevista la presenza giornaliera del ginecologo.
Metodo applicato: primo accesso con somministrazione del farmaco, secondo accesso dopo 48 ore; normalmente l’espulsione avviene all’interno della struttura ospedaliera, anche se non è escluso che ciò possa avvenire a livello domiciliare. In questi casi pieno supporto è fornito dai servizi alle donne trattandosi di vicende cliniche da tenere sotto controllo.
I controlli proseguono nei giorni successivi fino al 14° giorno ed anche dopo.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) si è detto contrario all’indirizzo politico contenuto nell’odg, sia perché il rispetto della normativa, come detto dalla dott.ssa Fiandra, è garantito, ma soprattutto per convinzioni profonde e personali. Il consigliere ha sostenuto che, oltre alla legge dello stato da rispettare, vi è una legge della coscienza che stabilisce che la vita è un dono ed occorre adoperarsi sempre per favorirla.
Nicola Volpi (FdI) ha condiviso in pieno l’intervento di Varasano, preannunciando un voto contrario sull’atto soprattutto per motivi personali di coscienza. Per il consigliere è chiaro dai dati che la normativa (legge 194) è stata recepita e viene pienamente applicata in Umbria.
Dietro a questo tema vi è una battaglia politica che la sinistra sta portando avanti da tempo per la somministrazione della Ru486 nei consultori; ora che la regione è governata da due anni dalla sinistra – sostiene Volpi – la “palla” è passata nelle mani della giunta Proietti.
Quanto ai consultori, il consigliere ha sostenuto che non sono in grado di sostenere questa pratica sanitaria visto che su di essi non si è investito. Ciò al momento non garantisce la sicurezza della salute pubblica.
Volpi ha comunque auspicato che le risorse derivanti dall’aumento delle tasse stabilito dalla regione tempo fa vada per il sostegno alla natalità ed alle famiglie ed ha posto l’accento infine sul contenuto dei primi due articoli della legge 194 – ha detto – spesso dimenticati.
Per Chiara Calzoni (Perugia Civica) una posizione liberale deve partire da un dato, ossia che la libertà delle donne nelle scelte deve essere effettiva. Dunque anche i diritti previsti dalla legge 194 vanno tutelati pienamente ed a 360 gradi. Occorre capire però se la soluzione migliore sia poter attivare la procedura dell’IVG farmacologica in tutti i consultori, aspetto su cui sorgono, visto quando emerso in commissione, delle perplessità.
L’obiettivo semmai dovrebbe essere di rafforzare una rete efficiente che già esiste, capace di garantire il servizio in maniera efficace dando risposte a tutte le donne.
Calzoni ha quindi respinto gli approcci generalizzati ed ideologici, ritenendo che si debbano pretendere servizi reali e concreti.
Ha quindi proposto un emendamento all’atto chiedendo (modifica del terzo punto del dispositivi) di sollecitare l’azienda asl Umbria 1 e la regione Umbria ad adottare sulla base di una preventiva ricognizione dei bisogni territoriali un modello organizzativo che garantisca a tutte le donne del territorio perugino un accesso effettivo, tempestivo e territorialmente adeguato all’IVG farmacologica individuando le strutture più idonee all’erogazione della prestazione ed assicurando il raccordo tra consultori e presidi sanitari nonché rispettando i requisiti clinici, organizzativi e professionali previsti dalla normativa vigente.
Ha chiesto inoltre di inserire un ulteriore impegno che prevede la richiesta ad Asl Umbria 1 di trasmissione dei dati relativi ai tempi di attesa, alle strutture erogatrici, ai volumi delle prestazioni ed agli eventuali ostacoli organizzativi nonché una relazione periodica sull’effettiva accessibilità del servizio nel territorio comunale.
Lorenzo Falistocco (AVS) ha confermato che l’Amministrazione sta portando avanti alcune politiche (es. sostegno e potenziamento dei consultori) in linea con il proprio programma di mandato. Per Falistocco il diritto alla piena autodeterminazione delle donne non è in contrasto con il diritto alla vita, citato dai consiglieri di opposizione; compito di uno Stato è di garantire la massima libertà di scelta alle donne in condizioni di parità tra loro.
L’odg va in questa direzione.
Edoardo Gentili (FI) ha sostenuto che per parlare di IVG farmacologica nei consultori non si può prescindere dall’organizzazione sanitaria e dunque da un potenziamento del personale sanitario nelle strutture. Ha quindi proposto un emendamento aggiungendo l’impegno: attivarsi con la regione ed asl Umbria 1 affinché venga effettuata una ricognizione del fabbisogno di personale medico specialistico con particolare riferimento alla figura del ginecologo presso i consultori al fine di individuare eventuali carenze di organico e programmare un adeguato potenziamento delle risorse professionali; sollecitare l’asl Umbria 1 e la regione ad adottare le misure necessarie per incrementare il numero dei ginecologi operanti nei consultori anche attraverso nuove assunzioni, procedure concorsuali, mobilità e ogni altro strumento previsto dall’ordinamento così da garantire una presenza specialistica adeguata; promuovere il miglioramento delle condizioni organizzative del personale sanitario impiegato nei consultori.
Francesca Pasquino (PD), in replica finale, ha detto che come è giusto rispettare le posizioni altrui, anche dettate dalla coscienza, allo stesso modo deve essere riconosciuta l’autodeterminazione delle donne come diritto, rispettandolo.
Per la consigliera, infine, i consultori devono essere valorizzati, diventando ciò che il legislatore aveva disegnato.
Dopo una pausa gli emendamenti della consigliera Calzoni e del consigliere Gentili sono stati accolti con alcune modifiche.
Emendamenti Calzoni:
1) sollecitare l’azienda asl Umbria 1 e la regione Umbria ad adottare sulla base di una preventiva ricognizione dei bisogni territoriali un modello organizzativo che garantisca a tutte le donne del territorio perugino un accesso effettivo, tempestivo e territorialmente adeguato all’IVG farmacologica individuando le strutture consultoriali più idonee all’erogazione della prestazione ed assicurando il raccordo tra consultori e presidi sanitari e rispettando i requisiti clinici, organizzativi e professionali previsti dalla normativa vigente, favorendo l’adozione dei provvedimenti necessari affinché il servizio venga attivato ove possibile in tutti i consultori del territorio perugino;
2) richiedere ad Asl Umbria la di trasmissione dei dati relativi ai tempi di attesa, alle strutture erogatrici, ai volumi delle prestazioni ed agli eventuali ostacoli organizzativi nonché una relazione periodica sull’effettiva accessibilità del servizio nel territorio comunale.
Emendamenti Gentili:
1)attivarsi con la regione ed asl Umbria 1 affinché venga effettuata una ricognizione del fabbisogno di personale medico specialistico con particolare riferimento alla figura del ginecologo presso i consultori al fine di individuare eventuali carenze di organico e programmare un adeguato potenziamento delle risorse professionali;
2)sollecitare l’asl Umbria 1 e la regione a valutare le misure necessarie per incrementare il numero dei ginecologi operanti nei consultori.
3)promuovere il miglioramento delle condizioni organizzative del personale sanitario impiegato nei consultori.
4) favorire una programmazione stabile del personale ginecologico nei consultori.




