Giovani e disagio: alla Notari l’anteprima del Kum

Ecco di cosa si è parlato

date
20 ottobre 2026
- Redazione
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La scuola come presidio di legalità e di valori, la formazione come occasione per trovare nuove prospettive e come esperienza di crescita personale, il lavoro come appartenenza attiva alla comunità. È questo il messaggio emerso da “Fuori classe. La scuola come argine del disagio”, l’anteprima del KUM! Festival che si è svolta questa mattina alla Sala dei Notari di Perugia, in collaborazione con Confcommercio Umbria e il suo Polo Formativo, composto da Università dei Sapori e Innovazione Terziario – Impresa sociale, in occasione dei 30 anni di attività.

Al centro dell’incontro, il ruolo che scuola, formazione, imprese e istituzioni possono svolgere insieme per affrontare il disagio giovanile, restituendo ai ragazzi opportunità concrete di crescita e di futuro.

Un tema che riguarda da vicino il polo formativo di Confcommercio Umbria, che da 30 anni è impegnato – tra le sue molteplici attività – anche nella formazione iniziale dei giovani tra i 14 e i 18 anni. Un’esperienza che va oltre l’acquisizione di competenze professionali: significa intercettare ragazzi che rischiano di rimanere ai margini del sistema educativo, accompagnarli nella costruzione della propria identità, valorizzarne le capacità e aiutarli a trasformare le fragilità in nuove possibilità. Negli ultimi 10 anni sono stati oltre 1000 gli allievi formati tra i 14 e 18 anni, molti dei quali immediatamente collocati nel mondo del lavoro.  A questo si aggiunge l’enorme impegno per la riqualificazione di persone disoccupate e lavoratori, per l’innovazione delle competenze e per la creazione di profili professionali di alto livello nel settore ristorazione.

Focus della giornata l’intervento dello psicoanalista Aldo Becce sul tema “Fuori classe. La scuola come argine del disagio”. Becce ha affrontato il tema dell’adolescenza come attraversamento rischioso, un passaggio delicato dal mondo dell’infanzia a quello degli adulti, nel quale la violenza può presentarsi come una tentazione. Al centro della sua riflessione, il ruolo della scuola, chiamata a essere non soltanto un luogo di prestazione e giudizio, ma uno spazio sicuro di incontro, capace di accendere il desiderio e accompagnare i giovani in questa fase cruciale della crescita.

 

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L’vento è stato aperto di Francesca Tizi, assessora del Comune di Perugia con delega all’istruzione e scuola, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale e della sindaca. “Per me è un piacere essere qui questa mattina, per un appuntamento importante e interessante, perché mette al centro il tema della formazione costante nel mondo della scuola. Un  tema che mi interessa non soltanto come rappresentante dell’Amministrazione, ma anche come docente”.

“Nell’affrontare questi argomenti dobbiamo necessariamente partire dai drammatici episodi di violenza che hanno avuto come protagonisti in questi giorni giovani e giovanissimi a Milano e in altre città italiane”, ha dichiarato nel suo intervento Stefano Lupi, presidente di Università dei Sapori e vicepresidente di Confcommercio Umbria.

“La repressione da sola non basta – ha aggiunto Lupi – dobbiamo interrogarci sulle ragioni del disagio sociale e su ciò che sta incrinando il rapporto tra le nuove generazioni e la comunità. La scuola deve tornare a essere, sempre di più, un presidio di legalità, di valori e di comunità civile, un luogo di integrazione collegato strettamente al mondo del lavoro. Le librerie distrutte rappresentano un segnale particolarmente preoccupante: colpire i luoghi della cultura significa mettere in discussione strumenti fondamentali di crescita e di emancipazione. Servono punti di riferimento credibili, percorsi educativi e occasioni concrete per costruire un futuro diverso”.

È proprio in questa prospettiva che si inserisce l’attività del Polo Formativo di Confcommercio Umbria. Nei percorsi rivolti ai ragazzi tra i 14 e 18 anni e gestiti da Innovazione Terziario – Impresa Sociale, la professionalizzazione si accompagna alla cura della persona e all’attenzione per le difficoltà che ciascuno porta con sé. L’obiettivo è contrastare la dispersione scolastica, recuperare talenti che rischierebbero di andare perduti e formare giovani capaci di diventare una risorsa per le imprese e per il territorio.

Un lavoro che richiede collaborazione e capacità di fare rete con tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano di educazione, fragilità e disagio giovanile. Perché nessun percorso di recupero può essere efficace se si limita a trasmettere competenze senza riconoscere la persona, le sue difficoltà e le sue potenzialità.

A dare concretezza a questo approccio sono state anche le testimonianze proposte nel corso della mattinata. Il cortometraggio “Prima della linea”, con regia e montaggio di Francesco Fabbri, ha raccontato, attraverso lo sport e in particolare il rugby, un’esperienza di crescita e inclusione di minori appartenenti a categorie vulnerabili e persone in condizioni di fragilità. Uno spaccato dei sentimenti e delle paure dei protagonisti raccontati in prima persona che ha suscitato profonda emozione nella platea.

Spazio poi alle esperienze di chi, attraverso la propria impresa, contribuisce ad accogliere e accompagnare le persone nel mondo del lavoro. Sono intervenuti Paolo Biancalana, della Locanda dell’Edera, e Giorgia De Pace, di Handmade Cafè. Testimonianze diverse, accomunate dal valore del rapporto tra formazione e impresa e dalla possibilità di costruire opportunità reali attraverso competenze, fiducia e responsabilità.

A chiudere l’incontro, Roberto Palazzetti, presidente di Innovazione Terziario, che ha richiamato la necessità di cambiare il rapporto tra sistema educativo e mondo produttivo. “Da anni lavoriamo per portare l’impresa nella scuola. Oggi è il momento di fare anche il percorso inverso: portare la scuola nell’impresa. Dobbiamo creare occasioni in cui i ragazzi possano incontrare da vicino il lavoro, scoprire le proprie attitudini, far crescere i propri talenti e sviluppare quella creatività di cui le aziende hanno bisogno per innovare e cambiare passo. Parliamo tanto di soft skill, ma per far fiorire i talenti e sviluppare le competenze occorre creare un ambiente favorevole, nel quale i giovani possano mettersi alla prova e trovare occasioni per esprimere il proprio potenziale”.

La mattinata si è conclusa con la consegna dei diplomi tecnici professionali agli allievi del quarto anno del percorso Tecnico di Cucina di Innovazione Terziario, che hanno superato gli esami nello scorso mese di luglio. Un momento che rappresenta il risultato concreto di un percorso formativo e personale e testimonia come la formazione possa aprire nuove prospettive, offrendo ai giovani competenze, opportunità professionali e strumenti per costruire il proprio futuro.

L’anteprima del KUM! Festival ha così ribadito una convinzione che guida da quasi trent’anni l’impegno del Polo Formativo di Confcommercio Umbria: investire nei giovani significa investire nella coesione sociale, nel futuro delle imprese e nella qualità della comunità. La formazione professionale può essere un argine alla dispersione e all’esclusione quando sa tenere insieme competenze, accompagnamento personale e opportunità di lavoro, dando a ogni ragazzo la possibilità di trovare il proprio posto nella società.

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