Consiglio comunale: sì al sostegno al progetto MOTA
Consiglio comunale: sì al sostegno al progetto MOTA
E’ stato approvato con 29 voti a favore l’ordine del giorno urgente della IV commissione, originariamente presentato dal gruppo Pd e da Carini (Pensa Perugia): Contrasto al Body Shaming e all’istigazione a pratiche discriminatorie mediante il linguaggio politico e istituzionale, in attuazione della l. 150 del 03/10/2025
Nell’illustrare l’atto Francesca Pasquino ha ricordato che il body shaming consiste in atti, espressioni o comportamenti che deridono, umiliano o discriminano una persona sulla base dell’aspetto fisico, del peso o di altre caratteristiche corporee. Si configura pertanto come una vera e propria forma di bullismo.
Ad oggi il body shaming non si configura come un reato a sé stante ma può ricondursi, in base alle circostanze, all’ipotesi di diffamazione o di stalking.
Secondo i proponenti, il Consiglio Comunale, in quanto espressione diretta della rappresentanza cittadina e luogo in cui prende forma la volontà della stessa cittadinanza, non può sottrarsi alla tutela della dignità di ogni individuo anche vigilando, con appositi interventi e strumenti, sulle forme e i contenuti della comunicazione e degli interventi che in esso, o in nome di esso, hanno luogo.
In particolare la comunicazione promossa dai soggetti che svolgono pubbliche funzioni in sede di Consiglio Comunale nelle sue varie forme (interventi consiliari, dichiarazioni pubbliche o contenuti diffusi sui media e sui social network) e il linguaggio utilizzato debbano quindi essere sempre improntati ai principi di responsabilità, rispetto, inclusività e tutela della dignità altrui.
Ritenendo che sia dovere dell’Amministrazione comunale mettere in campo tutti gli strumenti e le azioni previste per prevenire gli atti diretti e indiretti di body shaming, con l’odg i proponenti impegnano sindaca e giunta:
-a recepire i principi della L. 150 del 03/10/2025, estendendone l’applicazione al linguaggio e ai comportamenti comunicativi dei soggetti che svolgono pubbliche funzioni in sede di Consiglio Comunale;
-ad elaborare e adottare linee guida sul linguaggio istituzionale dei soggetti titolari di funzioni pubbliche, che vietino espressamente: espressioni di body shaming, interventi che istighino, incoraggino o giustifichino pratiche di derisione o discriminazione basate sul l’aspetto fisico, forme di ironia, allusione o delegittimazione che producano effetti discriminatori;
-ad integrare, in tal senso, il Regolamento del Consiglio Comunale, prevedendo che il/la Presidente del Consiglio possa richiamare e verbalizzare interventi che: contengano body shaming; istighino o legittimino comportamenti discriminatori;
-a prevedere strumenti di segnalazione e richiamo istituzionale, nel rispetto delle prerogative consiliari e della libertà di espressione, qualora tali condotte si verifichino anche al di fuori della sede consiliare e per mezzo di qualsiasi strumento di comunicazione pubblica;
-a promuovere percorsi formativi per amministratori e consiglieri sul linguaggio non discriminatorio e sull’impatto sociale dell’istigazione verbale;
-a sostenere iniziative pubbliche di sensibilizzazione contro il body shaming e ogni forma di discriminazione, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadinanza;
-a prevedere, in occasione della “Giornata nazionale contro il body shaming” (istituita con la L. 150 del 03/l 0/2025 e prevista per il giorno 16 maggio), eventi ed iniziative, promosse e/o patrocinate dall’amministrazione, a contrasto delle forme di discriminazione basate sull’aspetto fisico e a sostegno del linguaggio inclusivo e delle pratiche non discriminatorie.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia), dopo aver invitato tutti ad utilizzare sempre la lingua italiana, ha sostenuto che oggi rispetto al passato queste situazioni offensive sono sempre più gravi e diffuse, con conseguenti danni significativi per le vittime fino ad arrivare ai suicidi. Ben venga quindi il messaggio di unità sul tema da parte dal Consiglio che dovrà essere il primo a fornire esempi virtuosi.
Federico De Salvo (Anima Perugia) ha parlato di tema particolarmente attuale perché il body shaming è sempre più diffuso e può portare a molteplici e gravi conseguenze, differenti da individuo ad individuo a seconda della propria sensibilità. I suicidi, non a caso, sono la seconda causa di morte tra i giovani, a conferma dell’incidenza della salute mentale sulla qualità della vita delle nuove generazioni.
Attuare la norma di legge è quindi un qualcosa di positivo per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.
Per Margherita Scoccia un tema come questo va affrontato guardando alle giovani generazioni che spesso non hanno gli strumenti per difendersi dai linguaggi violenti.
Ma c’è un aspetto altrettanto importante, ossia ridare dignità alla politica ed a chi mette il proprio tempo per il bene comune. Nella sede consiliare, quindi, è fondamentale veicolare buoni esempi di correttezza e responsabilità, favorendo l’avvicinamento tra istituzioni e cittadini e garantendo il massimo rispetto delle opinioni di tutti.
Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha parlato di tema fondamentale, sostenendo che anche fuori delle stanze della politica vada osservato il massimo rispetto per gli altri e per le idee altrui.




