a sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi è stata nominata vicepresidente nazionale dell’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. La nomina da parte del presidente Gaetano Manfredi rafforza il suo impegno nell’Associazione, dove già ricopre incarichi nazionali come delegata Pari opportunità, famiglie, inclusione e pace, affidandole ora una responsabilità nella presidenza.
Un incarico di rilievo che rafforza il ruolo istituzionale di Perugia nel panorama nazionale e riconosce alla città, attraverso la propria sindaca, una maggiore responsabilità nella costruzione delle proposte dell’ANCI e nel confronto sulle politiche per i territori.
«Ringrazio il presidente Gaetano Manfredi per la fiducia. Accolgo questa responsabilità con la consapevolezza che i Comuni sono il luogo in cui le istituzioni incontrano ogni giorno la vita delle persone e dove i diritti devono tradursi in servizi, opportunità e risposte concrete. Dare forza ai Comuni significa dare forza alla democrazia, contrastare le disuguaglianze e ricostruire fiducia attraverso l’ascolto e la partecipazione».
La vicepresidenza rappresenta un ulteriore passo nel percorso di Ferdinandi all’interno dell’ANCI, con una responsabilità più ampia nella rappresentanza delle amministrazioni e nella definizione delle proposte da portare al confronto con il Governo e le altre istituzioni.
«Porterò in questo ruolo l’esperienza di Perugia, una città che vuole fare della cura delle persone, della partecipazione e della coesione sociale il cuore delle proprie politiche. Il mio impegno sarà contribuire al lavoro dell’ANCI perché ai Comuni siano riconosciuti risorse, strumenti e capacità di scelta adeguati alle responsabilità che assumono. Farò del mio meglio, portando anche la voce delle tante colleghe e dei tanti colleghi che ogni giorno, nei Comuni, affrontano responsabilità crescenti e lavorano con dedizione per dare risposte alle proprie comunità, tenendo insieme i bisogni del presente e le opportunità da costruire per le nuove generazioni.
Le grandi sfide del Paese attraversano le nostre città, i quartieri e i piccoli centri. È qui che le politiche pubbliche devono dimostrare di saper migliorare la vita delle persone, ed è per questo che la voce dei territori deve avere un peso nelle decisioni nazionali».




