“Per la sinistra la priorità è finanziare il social freezing”

Nota della consigliera Fruganti

date
15 ottobre 2026
- Redazione
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“La sinistra che governa Perugia e l’Umbria ha le idee chiare su come trasformare i desideri in diritti: finanziandoli con le tasse dei cittadini. Dopo aver chiesto agli umbri pesanti sacrifici fiscali, propone di finanziare la crioconservazione degli ovociti per ragioni non mediche ma senza indicare quanti sarebbero i beneficiari, quanto costerebbe la misura, quali criteri regolerebbero l’accesso e quale sarebbe la copertura finanziaria”. Ad affermarlo la consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Perugia, Elena Fruanti, intervenendo sul tema del Social Freezing. “Sono queste le priorità della sanità regionale, mentre i cittadini aspettano risposte sulle liste d’attesa? – afferma Fruganti – C’è poi una questione culturale che ho sollevato in Consiglio comunale: il messaggio che si manda alle donne. Il social freezing viene presentato come uno strumento per scegliere quando diventare madri. Ma congelare gli ovociti non significa congelare il tempo biologico, né garantire una gravidanza futura. Significa conservare una possibilità dall’esito incerto, che dipende dall’età, dal numero di ovociti e dai risultati dei trattamenti successivi, che comportano procedure mediche invasive.

Il desiderio di maternità non può diventare uno slogan politico.

C’è una contraddizione profonda nell’idea di emancipazione che questa proposta sottintende. Alcune grandi multinazionali offrono il social freezing come benefit aziendale: invece di cambiare un’organizzazione del lavoro che penalizza la maternità, propongono alle dipendenti di rinviarla.

E adesso la sinistra vorrebbe che fosse la sanità pubblica a sostenere economicamente questa stessa logica!

Il mercato non può aspettare, la maternità invece sì?

Il rischio è che la donna venga considerata libera soltanto quando è sempre disponibile al lavoro, competitiva e produttiva, come se la maternità fosse un ostacolo da aggirare e il suo corpo un problema da programmare.

La vera emancipazione consiste nel costruire una società in cui la donna non debba scegliere tra maternità e realizzazione professionale.

Per questo servono lavoro stabile, accesso alla casa, servizi per l’infanzia, sostegno alla genitorialità e politiche concrete di conciliazione tra lavoro e famiglia, oltre ad un lavoro culturale sul valore della maternità”. “È su queste priorità che si misura una politica capace di sostenere davvero le donne e la natalità, nella direzione delle politiche familiari portate avanti dal Governo – sostiene ancora la consigliera di Fratelli d’Italia -. Difendere la libertà delle donne significa garantire informazioni corrette, senza alimentare illusioni. E difendere i contribuenti significa rendere conto di come vengono spese le risorse prelevate dalle loro tasche.

La sinistra Ferdinandi-Proietti dovrebbe rispondere a tre domande: quanto costa questa proposta, quale problema concreto risolve e perché dovrebbe essere una priorità dopo la stangata fiscale?

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