Via Birago Zona 30: la commissione approva l’odg all’unanimità
Via Birago Zona 30: la commissione approva l’odg all’unanimità
Nella seduta del 5 novembre della III commissione consiliare, presieduta da Cesare Carini, sono state trattate tre pratiche.
Sulla prima, illustrata dall’assessore Pierluigi Vossi (mobilità), relativa al declassamento di una strada vicinale in località Migiana di Monte Tezio, è stato espresso parere favorevole a maggioranza.
E’ stato poi approvato all’unanimità, dopo l’intervento di Vossi, Paolo Festi (presidente di Fiab Perugia Pedala) e dell’architetto Marco Piazza, l’odg presentato da Francesca Pasquino (Pd) e Lorenzo Falistocco (Avs) finalizzato a promuovere l’attuazione prioritaria della Zona 30 nel quartiere di via Birago-piazza Birago quale progetto pilota della strategia “Perugia Zone 30”.
L’atto, illustrato dalla consigliera Pasquino, richiama innanzitutto gli indirizzi già approvati dal Consiglio comunale e le previsioni contenute nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), che individua proprio il quartiere di via Birago come uno degli ambiti destinati alla realizzazione di una Zona 30. Viene inoltre ricordato che la giunta comunale ha già approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo a nove Zone 30 distribuite in diverse aree della città.
Nella presentazione è stato evidenziato come via Birago presenti caratteristiche particolarmente favorevoli per diventare il primo progetto sperimentale: la presenza di scuole, servizi sanitari, attività commerciali e importanti flussi pedonali, unita alla vicinanza dei parchi della Pescaia e di Sant’Anna, configura infatti un contesto adatto ad applicare il modello della “città dei 15 minuti”.
Con l’atto si impegna la sindaca e la giunta a individuare la Zona 30 di via Birago-piazza Birago come progetto pilota prioritario nell’ambito dell’attuazione della strategia “Perugia Zone 30”, predisponendo un cronoprogramma di realizzazione degli interventi. L’ordine del giorno chiede inoltre di destinare le necessarie risorse economiche all’attuazione del progetto, anche attraverso la partecipazione a bandi e programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei, di avviare un percorso partecipativo che coinvolga residenti, attività economiche, istituzioni scolastiche e associazioni del quartiere nella definizione e nel monitoraggio delle misure previste e di garantire la connessione e la continuità tra la Zona 30 e gli itinerari ciclabili individuati dal Piano urbano della mobilità sostenibile. Infine, si invita l’amministrazione a promuovere campagne informative e iniziative dedicate alla mobilità attiva, alla sicurezza stradale e all’uso dello spazio pubblico, favorendo gli spostamenti a piedi e in bicicletta e monitorando nel tempo gli effetti degli interventi realizzati sulla sicurezza, sulla qualità urbana e sulle abitudini di mobilità dei cittadini.
Durante le audizioni, l’assessore Vossi ha ricordato che il Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato dalla precedente amministrazione nel 2019, aveva già individuato l’area di via Birago come uno degli ambiti maggiormente rispondenti alle caratteristiche proprie di una Zona 30. Ha sottolineato come si tratti di un intervento di tipo urbanistico finalizzato soprattutto alla sicurezza stradale e alla fruibilità di spazi caratterizzati da elevata densità abitativa e frequentazione. L’assessore ha inoltre evidenziato che l’attuale amministrazione ha già manifestato la volontà di intervenire per mettere in sicurezza l’area e che sono in corso attività progettuali per incrementare la mobilità sostenibile, tra cui il progetto Bici in Comune sviluppato insieme a Sport e Salute. Ha infine assicurato il proprio impegno nel sollecitare in giunta l’individuazione delle risorse necessarie per avviare gli interventi.
Paolo Festi, intervenuto portando i saluti di Maurizio Zara di Legambiente, ha espresso piena condivisione rispetto alle finalità dell’ordine del giorno. Ha osservato che il dibattito sulle Zone 30 è aperto da tempo e che, nonostante gli obiettivi di promozione della mobilità sostenibile appaiano da tutti condivisi, il numero di automobili pro capite non ha registrato significative diminuzioni dal 2019. Per questo motivo ritiene necessario passare dalla fase della discussione a quella operativa, anche attraverso interventi sperimentali e reversibili. Ha inoltre richiamato il valore simbolico della giornata del 15 novembre dedicata alle vittime della strada, sottolineando come una Zona 30 non comporti semplicemente una limitazione della velocità, ma una vera e propria ridefinizione dello spazio urbano a vantaggio dell’intera collettività.
L’architetto paesaggista Marco Piazza, anche a nome dell’urbanista Matteo Lanfaloni, ha poi illustrato il lavoro svolto negli ultimi due anni insieme al quartiere per definire una proposta finalizzata ad aumentare la sicurezza e la vivibilità dell’area attraverso un approccio partecipato e anche tenendo conto di esperienze già realizzate in altri centri, come Milano, Terni e Trento. Secondo i progettisti, il modello ipotizzato per via Birago potrebbe peraltro essere adattato anche ad altri contesti urbani della città.
Nel successivo dibattito sono intervenuti Leonardo Varasano (Progetto Perugia) e Federico De Salvo (Anima Perugia), che hanno condiviso la valutazione secondo cui via Birago rappresenta un contesto particolarmente adatto per la sperimentazione di una Zona 30. Paolo Befani (Fratelli d’Italia) ha invece invitato l’amministrazione a estendere l’attenzione anche a Ponte San Giovanni, esprimendo rammarico per il fatto che nella piazza principale del quartiere si sia scelto di prevedere un parcheggio.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd) ha colto una significativa evoluzione nel dibattito sul tema, ricordando che la consigliera Margherita Scoccia in passato aveva interpretato le Zone 30 come strumenti dalla finalità sanzionatoria. Pasquino ha ribadito che l’obiettivo dell’iniziativa non è semplicemente la riduzione della velocità dei veicoli, ma una più ampia riqualificazione dello spazio urbano in funzione della qualità della vita dei residenti, mostrando concretamente alla città cosa significhi realizzare una Zona 30.
In conclusione, Falistocco ha ringraziato i commissari intervenuti e, in particolare, gli ospiti che hanno reso noto il lavoro progettuale sviluppato nel quartiere.




