Prima installazione nelle scuole perugine del “tampon box”
Prima installazione nelle scuole perugine del “tampon box”
«Sostenere le mamme, la vita e le famiglie non significa essere di estrema destra. Sono impegni che dovrebbero trovare una condivisione ampia, oltre le appartenenze politiche. Accostare un’iniziativa educativa ad ambienti estremisti, senza indicare elementi precisi, rischia di alimentare una contrapposizione che non aiuta né la scuola né le famiglie».
Lo afferma Nicola Volpi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle polemiche relative al ciclo di incontri “Genitori 4.0”, promosso dal Movimento per la Vita di Perugia e in programma il 6 e il 20 novembre presso la scuola secondaria Dante Alighieri di San Sisto.
«Il programma è pubblico: si parlerà di alleanza tra scuola e famiglia, sviluppo dell’intelligenza e rapporto dei figli con il mondo digitale. Interverranno il dirigente scolastico Federico Ferri e il neurologo e psicoterapeuta Pierluigi Brustenghi. L’iniziativa è proposta con il sostegno della Fondazione Perugia ed è rivolta a genitori, insegnanti ed educatori. La fascia d’età indicata riguarda i figli delle famiglie destinatarie: non viene presentato un percorso didattico rivolto direttamente agli alunni».
«Chi sostiene che questi incontri possano mettere in discussione diritti, libertà e uguaglianza dovrebbe indicare quali contenuti del programma giustifichino tale preoccupazione. Il riferimento all’estrema destra è un’affermazione pesante, che richiede fatti e motivazioni. L’identità dell’associazione promotrice, da sola, non dimostra che l’iniziativa abbia finalità propagandistiche».
Per Volpi, «chiedere trasparenza sulle modalità organizzative e sulle garanzie di pluralismo è pienamente legittimo. È altrettanto necessario rispettare le associazioni e le persone coinvolte, valutando le proposte nel merito. Le posizioni del Movimento per la Vita possono essere condivise o criticate, attraverso un confronto fondato sui contenuti effettivi».
«La scuola pubblica appartiene a tutti. Il pluralismo si tutela valutando le proposte per i loro contenuti e per la loro finalità educativa, riconoscendo spazio a sensibilità diverse nel rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Le critiche sono legittime, ma devono fondarsi su elementi concreti, senza attribuire preventivamente etichette che delegittimano gli interlocutori».
«Accompagnare i figli nell’uso delle tecnologie è una difficoltà concreta per tante famiglie. Servono occasioni di approfondimento, competenze e collaborazione con la scuola. La politica contribuisca con osservazioni puntuali e proposte, rispettando il lavoro del dirigente, dei relatori e degli organizzatori», conclude Volpi.




