Risparmio e uso razionale dell’acqua: le regole da osservare da giugno a settembre

Disposto il divieto di attingere dalla rete idrica per scopi diversi da quelli domestico e igienico-sanitario

date
29 maggio 2026
- Redazione
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Adottata l’ordinanza che disciplina il risparmio e l’uso razionale della risorsa idrica su tutto il territorio comunale, con l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini la disponibilità di acqua per i fabbisogni primari durante la stagione estiva. Il provvedimento (n. 924 del 28 maggio), una misura contingibile e urgente, resterà in vigore dal 1° giugno fino al 30 settembre 2026.

 

Le misure per evitare sprechi di acqua potabile sono adottate in quanto il Gestore del Servizio Idrico locale ha evidenziato come i consumi impropri d’estate causino anomali picchi di domanda e potenziali carenze idriche per il consumo umano. A ciò si aggiunge che, con l’avvicinarsi della stagione estiva, sono notevolmente aumentate le temperature e si assiste alle prime ondate di calore.

 

I divieti – Per tutta la durata dell’ordinanza, è fatto dunque divieto di prelevare acqua dalla rete idrica per scopi diversi da quelli domestico e igienico-sanitario. Nello specifico, non sarà consentito l’utilizzo dell’acqua potabile per: l’irrigazione di orti, giardini e superfici verdi; il lavaggio di autoveicoli, cortili e strade private; il riempimento di piscine e fontane ornamentali.

 

Eccezioni e attività produttive – L’ordinanza specifica che i prelievi sono consentiti esclusivamente per gli usi idropotabile, sanitario, zootecnico e per tutte le altre attività ugualmente autorizzate per le quali necessiti l’acqua potabile. Il riempimento di piscine oggetto di attività commerciale o associativa e l’irrigazione di strutture sportive sempre destinate a tali attività sono permessi solo previo contatto con il Gestore del Servizio Idrico per concordare modalità e precauzioni necessarie. Sono inoltre esclusi dai divieti i servizi pubblici di igiene urbana, per i quali, comunque, dovranno essere assunti comportamenti utili a contenere gli sprechi.

 

Sanzioni e controlli – L’inosservanza delle disposizioni comporterà l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro.

5 euro a un massimo di 500 euro.

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