E’ stato respinto con 20 voti contrari e 8 a favore l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Scoccia “Proposta per la realizzazione di un Ospedale veterinario comunale gratuito h24 nella città di Perugia.
In sede di illustrazione, Margherita Scoccia ha spiegato che il progetto dell’Ospedale veterinario comunale gratuito h24 prevede la realizzazione di una struttura sanitaria pubblica con accesso gratuito per animali d’affezione, senza famiglia e ospitati in canili e gattili comunali, e per casi di emergenza sul territorio, estendibile alla cittadinanza secondo fasce di reddito. La struttura includerebbe tre aree distinte e comunicanti: una dedicata al pronto soccorso con infermeria, una chirurgica con due sale operatorie dotate di locali pre-operatori e sterilizzazione, e un’area per il personale con spogliatoi, servizi igienici e zona relax. Sono inoltre previsti reparti di degenza post-operatoria e terapia intensiva, box adeguati per cani e gatti, un laboratorio analisi e uno spazio per diagnostica per immagini (radiografie, ecografie e Tac), nonché ambienti dedicati alla formazione universitaria e alla ricerca.
Secondo la consigliera, tale necessità è sentita poiché, ad oggi, sul territorio comunale non esistono strutture pubbliche veterinarie che offrano un servizio h24, né un presidio ospedaliero veterinario in grado di garantire cure complesse per animali domestici appartenenti a famiglie in difficoltà o per animali vaganti e randagi.
Il progetto, per come proposto, potrebbe coinvolgere numerosi soggetti, tra cui il dipartimento di Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, con l’ospedale veterinario didattico di via San Costanzo per la collaborazione scientifica e formativa, l’Usl Umbria 1, l’Ordine dei medici veterinari, l’Istituto zooprofilattico, le associazioni animaliste e di volontariato nonché ulteriori soggetti pubblici e privati al fine di costruire una collaborazione scientifica, sanitaria, organizzativa e formativa utile alla definizione e sostenibilità del progetto.
Fatte queste premesse la proponente nel dispositivo invita l’Amministrazione: a elaborare uno studio di fattibilità tecnico, logistico ed economico; a definire un modello di collaborazione istituzionale tra Comune, Regione, dipartimenti, Izsum, Usl, Ordine dei medici veterinari finalizzato a rendere il progetto sostenibile; a promuovere l’attivazione di partenariati con la Usl Umbria 1, l’Università degli Studi di Perugia e le associazioni del terzo settore.
La consigliera ha rilevato che anche diverse testate giornalistiche hanno concesso spazio alla proposta e lo stesso piano sanitario regionale, uscito durante la discussione dell’odg, individua tra le linee guida il supporto a proprietari di animali domestici in difficoltà economiche. Quindi, a suo avviso, sarebbe necessario offrire una risposta alla città.
Francesca Pasquino (Pd) ha detto di aver letto più volte l’odg, sia nella formulazione originaria dell’agosto scorso sia in quella attuale, rilevando discrepanze rispetto alle comunicazioni che lo hanno accompagnato. A suo avviso, si è lasciato intendere che Perugia si sarebbe dotata di un ospedale veterinario gratuito aperto a tutti. La proposta di Scoccia, invece, richiama competenze già appannaggio della Usl e un accesso al servizio differenziato per reddito. Per la consigliera del Pd, quindi, c’è una distanza tra propaganda e realtà che fa pensare a un approccio populista. Pasquino ha anche rilevato che Scoccia non ha mai avanzato proposte simili nei dieci anni in cui è stata consigliera di maggioranza e poi assessora. Inoltre, in tempi di tagli ai fondi per la sanità e la disabilità, c’è una gerarchia delle priorità, pur riconoscendo che gli animali meritano tutela. Infine, la proposta difetta di copertura reale, di analisi dei costi, di identificazione della sede e di un cronoprogramma, mentre sarebbe bastato rafforzare ciò che già esiste in città.
Per Leonardo Varasano (Progetto Perugia), fermo restando il primato della persona umana, la programmazione sanitaria va orientata secondo il concetto “one health”, per cui la salute dell’essere umano è inseparabile da quella animale e dall’equilibrio degli ecosistemi. Andrebbero quindi messi a sistema gli strumenti già esistenti per andare incontro a chi si occupa di animali di affezione senza avere mezzi sufficienti. L’auspicio è che si torni a lavorare insieme sull’indirizzo espresso dall’atto, in sé valido.
Secondo Antonio Donato (M5s) su temi delicati come la tutela animale servono serietà, competenza e senso del limite istituzionale. A suo parere l’atto funziona benissimo “come slogan”, ma molto meno come proposta amministrativa, e in Consiglio comunale non si dovrebbero “vendere desideri senza dire chi paga e sulla base di quali norme”. Donato ha ricordato che il Comune può concorrere alla programmazione in certi ambiti e sollecitare altri enti come Regione e Usl, mentre non si dovrebbe dire ai cittadini che basta votare un atto per far comparire un ospedale gratuito: “gli animali non si tutelano con la propaganda”.
Edoardo Gentili (FI) ha parlato di inutili esagerazioni nel dibattito. Durante i lavori in commissione, nessuno dei potenziali partner e stakeholder ha bocciato in toto l’atto; inoltre non si può dire a Scoccia che ora non si può fare ciò che non ha fatto negli anni precedenti come consigliera di maggioranza e assessora. Inutili, a suo avviso, anche le critiche sulle presunte operazioni di marketing fatte comunicando all’esterno l’atto. La proposta di Scoccia, semplicemente, per Gentili ha indicato che l’Umbria potrebbe diventare un modello innovativo e, alla luce della riflessione in commissione, si è esagerato a demolirla nella sua interezza. L’indirizzo espresso, quindi, andrebbe vagliato.
Per Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) nell’odg non si parla di un percorso per migliorare l’esistente, anche alla luce del titolo, così come non si fa cenno dell’esigenza di risorse nazionali per la sanità “One health”. La maggioranza non è né contro gli animali né contro chi li gestisce, ma vorrebbe, semmai, una legge e risorse nazionali che aiutino gli enti locali a svolgere compiti su tale fronte.
In conclusione, Scoccia ha ribadito che la proposta è scaturita da un bisogno concreto: garantire cure veterinarie a chi non se le può permettere. Una proposta – ha quindi evidenziato – da applicare non indistintamente, ma ai redditi bassi. Perugia, secondo la consigliera, potrebbe fare un investimento in tal senso, come avvenuto altrove, e anche i professionisti e tecnici sentiti in commissione non hanno chiuso la porta a quanto prospettato e, anzi, c’è chi ha parlato di “investimento di civiltà”.




