La IV commissione consiliare cultura, nel corso della seduta di martedì 14 aprile, ha trattato tre atti.
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E’ stato approvato con 16 voti a favore l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri Carini e Mazzanti, del Gruppo Pensa Perugia: Iniziative di sensibilizzazione per la celebrazione del Giorno della Memoria
Illustrando l’atto Cesare Carini, dopo aver ricordato la genesi del Giorno della memoria, ha riferito che le celebrazioni della ricorrenza assumono un significato particolarmente rilevante per le giovani generazioni, che non hanno un contatto diretto con i testimoni di quegli eventi.
Per questo il Comune ha aderito al progetto “Treno della Memoria”, quale esperienza capace di avvicinare studenti e cittadini ai luoghi simbolo della deportazione e dello sterminio. In seguito la giunta ha assegnato un contributo all’Istituto “Alessandro Volta” di Perugia per sostenere la partecipazione al progetto “Treno della Memoria, ma un’estensione è allo stadio anche per altri istituti.
Per i proponenti è necessario rafforzare e valorizzare, anche per l’anno in corso, le iniziative promosse in occasione del Giorno della Memoria, favorendo il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni culturali, delle istituzioni e della cittadinanza tutta.
Per questo i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-a promuovere e sostenere, in occasione del Giorno della Memoria, iniziative culturali, educative e commemorative diffuse sul territorio comunale, con particolare attenzione al coinvolgimento delle istituzioni scolastiche;
-a valorizzare l’esperienza del progetto “Treno della Memoria” come buona pratica di educazione alla memoria e alla cittadinanza, favorendone la conoscenza e la partecipazione;
-a ribadire, attraverso atti e iniziative pubbliche, l’impegno del Comune di Perugia nel contrasto a ogni forma di antisemitismo, razzismo, negazionismo e discriminazione, nel solco dei valori costituzionali;
-a dare adeguata comunicazione delle iniziative promosse, affinché il Giorno della Memoria sia vissuto come un momento condiviso di riflessione, consapevolezza e responsabilità collettiva.
Impossibilitata ad essere presente l’assessora Francesca Tizi ha trasmesso un intervento scritto in cui evidenzia che l’odg richiama in maniera puntuale il senso della ricorrenza del Giorno della memoria, non solo come data di commemorazione formale ma soprattutto occasione di riflessione civile e di responsabilità collettiva.
Il Comune in ciò non parte da zero, ma da un’attività già avviata da tempo: si pensi, ad esempio, al sostegno al progetto “Treno della memoria”, nonché la continuità delle iniziative organizzate per celebrare il Giorno della memoria, ecc.
Tizi ha quindi accolto con favore gli impegni contenuti nel dispositivo confermando l’intendimento volto a potenziare le attività già avviate.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha detto che l’odg è condivisibile nello spirito ma con alcune precisazioni nella premessa e negli obiettivi.
Nella premessa va evidenziato che è ancora possibile avere testimonianze dirette della Shoà, come accaduto in passato proprio a Perugia (incontro con Terracina, Sami Modiano, ed altri); ciò è prezioso perché vale di più di qualsiasi viaggio nei luoghi dell’orrore.
Nel ricordare quanto fatto in passato dal Comune di Perugia sul tema, Varasano ha sostenuto che numerose iniziative sono state organizzate nella passata consiliatura per tutto il corso dell’anno e non solo nel giorno della memoria. Ciò in accordo con le associazioni, come Italia-Israele, ed altre. Questo anche per contrastare la nuova diffusione dell’antiebraismo storico, sfociato in tempi recenti nell’odio verso Israele.
L’invito quindi è di adottare un metodo adeguato, con l’obiettivo di fare di più, coinvolgendo gli ultimi testimoni rimasti in vita della shoà, le scuole e le associazioni.
Marko Hromis (PD) ha condiviso l’odg, concordando inoltre con quanto detto da Varasano: in particolare ha spiegato che le legittime critiche nei confronti del governo israeliano a volte possono sfociare in violenze e discriminazioni nei confronti del popolo ebraico.
Nel 2022, ossia prima dello scoppio della guerra israelo-palestinese, sono stati registrati in Italia 241 episodi di antisemitismo, saliti a 943 nel 2025, record storico per il nostro paese.
Ciò conferma una congiuntura internazionale complessa, a fronte della quale le istituzioni hanno il compito di non soffiare sulle ceneri mai spente, evitando i facili accostamenti ed alzando il livello di guardia su questi temi.
Per Edoardo Gentili (FI) il Comune di Perugia già nel recente passato si è mosso in maniera virtuosa, in continuità con quanto fatto in precedenza. Ciò su un tema delicato che conferma la diffusione costante degli episodi di discriminazione avvenuti anche sul territorio umbro e perugino. Davanti a questo quadro occorre riflettere ed agire per evitare che qualcuno continui a soffiare su un odio che ha le sue radici nel passato, ma che oggi è riemerso.
Secondo Gentili tutte le forze politiche insieme devono lavorare per disinnescare le violenze, partendo dal contrasto alle distorsioni che sono avvenute durante manifestazioni pubbliche.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (PD) ha ricordato che la giornata della memoria deve essere una commemorazione di tutte le vittime della shoà, ossia ebrei, rom, sinti, dissidenti politici, persone omosessuali e transessuali.
Rispetto a quanto detto da Gentili e Varasano, Zurlo ha detto di non avere alcuna ombra rispetto sia alla condanna di alcuni atti posti in essere dal governo di Israele sia delle discriminazioni subite dai cittadini ebrei nel mondo.
Per il capogruppo non si può dire che oggi Israele sia una grande democrazia: lo è stata in passato, ma oggi non è più così essendo in mano a dei fondamentalisti religiosi.
Ciò che sta facendo Israele ai paesi vicini è un abominio che va condannato, così come vanno condannati i gesti violenti e discriminatori messi in atto nei confronti delle singole persone di nazionalità ebraica, del popolo ebraico e dello stato di Israele, la cui esistenza non deve essere messa in discussione.
In replica finale Cesare Carini ha spiegato che l’atto vuole rimarcare una progettualità che il Comune di Perugia ha portato avanti nel tempo e continua a valorizzare ancora oggi.
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Successivamente è stato approvato con 11 voti a favore l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Mencaglia, del Gruppo Fratelli d’Italia: Promozione di una ristorazione più inclusiva e accessibile alle persone affette da celiachia.
Mencaglia ha spiegato che la celiachia è una patologia autoimmune permanente che richiede, come unica terapia efficace, l’adozione rigorosa di una dieta priva di glutine, con particolare attenzione alla prevenzione delle contaminazioni crociate.
A tal proposito la Legge 4 luglio 2005, n. 123 riconosce la celiachia come “malattia sociale” e richiama, tra l’altro, l’esigenza di garantire opzioni adeguate nella ristorazione collettiva pubblica. La normativa nazionale ed europea riconosce la necessità di tutelare la salute delle persone affette da celiachia e di garantire un’informazione corretta e trasparente sugli alimenti somministrati; infatti la possibilità di accedere a un’offerta alimentare sicura e adeguata non rappresenta un privilegio, ma una condizione essenziale di inclusione, soprattutto in contesti di ristorazione, aggregazione e socialità.
L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha sviluppato il programma “Alimentazione Fuori Casa (AFC)”, finalizzato a supportare le attività di ristorazione attraverso formazione, procedure e protocolli operativi volti a garantire un servizio realmente sicuro per le persone celiache.
Nel territorio comunale – continua Mencaglia – sono numerose le attività di ristorazione che non prevedono alcuna proposta senza glutine, oppure offrono soluzioni estremamente ridotte. Tale situazione comporta, di fatto, una limitazione della libertà di scelta e una forma di esclusione per le persone affette da celiachia
Stante ciò Mencaglia impegna l’Amministrazione:
-A definire e adottare linee di indirizzo comunali volte a promuovere una ristorazione più inclusiva nei confronti delle persone affette da celiachia;
– a favorire nell’ambito delle attività di informazione ed accompagnamento degli operatori economici già svolte dagli uffici comunali competenti, la diffusione di conoscenze corrette in materia di celiachia e sicurezza alimentare nel rispetto del ruolo istituzionale del suap e del principio di neutralità amministrativa”.
– A promuovere, in collaborazione con AIC Umbria e con le associazioni di categoria del settore, anche con il coinvolgimento della competente asl favorendo la messa a sistema delle iniziative già attivate e la definizione di forme stabili di coordinamento anche attraverso la valutazione della sottoscrizione di un protocollo d’intesa”.
– a rafforzare e rendere maggiormente integrati i criteri qualitativi e le forme di premialità già previsti negli strumenti regolamentari, programmatori ed attuativi dell’ente, in materia di commercio, somministrazione di alimenti e bevande ed eventi pubblici, fiere e mercati valorizzando in particolare gli operatori economici che adottino buone pratiche in materia di inclusione alimentare, delle persone affette da celiachia, anche attraverso il coinvolgimento della competente asl, ed in collaborazione con l’aic Umbria”.
– A valorizzare pubblicamente le attività virtuose, anche attraverso strumenti di comunicazione istituzionale, al fine di incentivare buone pratiche, favorire la diffusione di modelli positivi e aumentare la consapevolezza nella cittadinanza e nei visitatori.
– A monitorare nel tempo l’attuazione delle presenti linee di indirizzo e a riferire nelle sedi competenti sugli strumenti adottati e sugli esiti delle azioni intraprese.
Il Presidente dell’Associazione Italiana Celiachia AIC Umbria APS Samuele Rossi, nel raccontare l’attività svolta dall’associazione, ha confermato la valenza di malattia sociale della celiachia. Ha quindi accolto con favore quanto proposto dall’odg che consente di fare sensibilizzazione, ma anche di migliorare la qualità della vita dei celiachi e di fornire un’opportunità per gli imprenditori.
L’assessore Andrea Stafisso, con una nota scritta, ha comunicato che l’Amministrazione ha già adottato una strategia organica volta a promuovere l’inclusività alimentare e la tutela della salute pubblica. In quest’ottica tutte le proposte contenute nell’odg sono già operative e declinate in specifici provvedimenti amministrativi e nei principali atti programmatori del Comune di Perugia.
Nella nota inviata dall’assessora Francesca Tizi, invece, si sottolinea che nell’ambito del capitolato della refezione scolastica del Comune di Perugia sono individuate specifiche diete speciali legate ad intolleranze, nonché preparazioni su piani di lavoro dedicati per evitare contaminazioni; ed ancora confezionamenti adeguati e sigillati dei prodotti, formazione ed informazione al personale sulle diete speciali, controlli sulla conformità delle procedure descritte.
Anche l’assessore David Grohmann ha trasmesso un intervento scritto nel quale ha sottolineato l’importanza del tema proposto, evidenziando tuttavia che il Comune non dispone di strumenti giuridici per imporre all’attività privata l’introduzione di menù senza glutine. Peraltro offrire prodotti senza glutine richiede spazi adeguati, nonché un’adeguata preparazione del personale dedicato, elementi non sempre applicabili per le micro imprese e le attività stagionali.
Alla luce di ciò è necessario che ogni azione dell’Amministrazione si configuri come mero indirizzo ed incentivo, e mai come imposizione creando un sistema virtuoso e coordinato.
Grohmann ha quindi apprezzato l’odg nelle intenzioni, confermando che l’Amministrazione non si sottrarrà dal ruolo di facilitatore nel pieno rispetto della libertà economica.
L’assessore Fabrizio Croce ha condiviso la valutazione positiva dello spirito dell’odg, confermando quanto illustrato nella relazione dal collega Stafisso (incontri con le associazioni, inserimento criteri di premialità ecc.).
Ha poi aggiunto che l’Amministrazione, in caso di accoglimento dell’odg, potrà certamente avviare una campagna di sensibilizzazione rivolta alle attività ricettive affinché chi effettua ristorazione possa segnalare la sussistenza dell’opzione “gluten free” nei menù.
Federico Phellas (PD) ha parlato di tema cui l’amministrazione è molto sensibile tanto da essersi dotata di una specifica delega assessorile. Il consigliere ha proposto alcuni emendamenti all’atto accolti da Mencaglia.
Gli stessi riguardano: l’inserimento nelle premesse della circostanza secondo cui l’Amministrazione ha già attivato strumenti e iniziative volte e promuovere l’inclusione alimentare; l’indicazione della necessità di coinvolgere nel percorso la competente Asl.
In merito agli impegni, il secondo è stato sostituito come segue: “a favorire nell’ambito delle attività di informazione ed accompagnamento degli operatori economici già svolte dagli uffici comunali competenti, la diffusione di conoscenze corrette in materia di celiachia e sicurezza alimentare nel rispetto del ruolo istituzionale del suap e del principio di neutralità amministrativa”.
Nel terzo impegno è stato aggiunto “anche con il coinvolgimento della competente asl favorendo la messa a sistema delle iniziative già attivate e la definizione di forme stabili di coordinamento anche attraverso la valutazione della sottoscrizione di un protocollo d’intesa”.
Sostituzione del quarto impegno con il seguente: “ a rafforzare e rendere maggiormente integrati i criteri qualitativi e le forme di premialità già previsti negli strumenti regolamentari, programmatori ed attuativi dell’ente, in materia di commercio, somministrazione di alimenti e bevande ed eventi pubblici, fiere e mercati valorizzando in particolare gli operatori economici che adottino buone pratiche in materia di inclusione alimentare, delle persone affette da celiachia, anche attraverso il coinvolgimento della competente asl, ed in collaborazione con l’aic Umbria”.
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Infine è stato discusso l’Ordine del giorno presentato dal Consigliere Mencaglia, del Gruppo Fratelli d’Italia: Valorizzazione dell’identità storica di Corso Vannucci e Piazza della Repubblica attraverso il ripristino, mediante restauro o ricostruzione filologica, dei lampioni storici documentati dalla cartolina d’epoca allegata e installazione di informativa multimediale sulla linea tranviaria storica di Perugia.
Mencaglia ha riferito che foto del primo novecento documentano la presenza della linea tranviaria che attraversava Corso Vannucci, per anni elemento fondamentale per la mobilità urbana dell’epoca: essa rappresenta quini un patrimonio storico da riscoprire e valorizzare, anche in chiave educativa e turistica.
Nelle foto sono visibili lampioni con struttura metallica, braccio ricurvo e stile tipico del tempo, diventati, nel corso degli anni, una testimonianza iconica della “Perugia che fu”, in grado di arricchire ancora oggi la percezione estetica e identitaria del luogo.
Secondo Mencaglia, come accaduto in altre città, tali lampioni dovrebbero essere reintrodotti (mediante recupero se esistenti o riproduzione fedele), inserendo, accanto ad essi, un pannello informativo o un QR code per raccontare la storia del tram in Corso Vannucci.
Fatte queste premesse, il capogruppo impegna l’Amministrazione:
-A verificare, tramite gli uffici competenti, l’eventuale esistenza dei lampioni storici, accertando se siano conservati in magazzini comunali o presso altri depositi e valutandone lo stato di conservazione.
-Qualora i lampioni originali fossero reperibili, a valutare la possibilità di procedere al loro restauro conservativo e alla successiva ricollocazione nella posizione originaria, compatibilmente con il contesto urbano attuale e con le esigenze di sicurezza.
– Qualora i lampioni originali non fossero più disponibili o non fossero recuperabili, ad avviare un progetto di ricostruzione filologica basato sulla documentazione fotografica e storica, realizzando manufatti analoghi per forme, materiali e stile.
– A prevedere, contestualmente al progetto, la realizzazione di un pannello informativo o QR code che rimandi alle immagini storiche e al contesto urbano della Perugia di inizio Novecento e alla storia della linea tranviaria di Corso Vannucci.
– A valutare la possibilità di utilizzare, ove appropriato e nel rispetto delle procedure vigenti, lo strumento dell’ArtBonus per favorire la realizzazione dell’intervento attraverso forme di mecenatismo culturale.
L’assessore Fabrizio Croce ha riferito che da una ricerca è emerso che i lampioni originari (realizzati a fine ‘800) sono rimasti in servizio fino al 1960 circa. L’unico lampione salvato fu installato da Spagnoli alla Città della domenica, mentre il comune nel tempo ne ha fatte realizzare alcune copie installate di fronte alla prefettura, davanti all’Unistra ed in piazza Matteotti.
Mencaglia, alla luce di quanto riferito da Croce, ha proposto di valorizzare le copie dei lampioni già esistenti, fatti realizzare nel tempo dal Comune.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (PD), ritenendo superata larga parte dell’odg, ha chiesto di ritirare l’atto, valutando poi la presentazione di un altro testo.
Mencaglia non ha ritirato l’atto, ma ha chiesto di rinviarlo al fine di poterlo modificare/emendare.
Francesca Pasquino ha suggerito di convocare in audizione nella prossima seduta l’assessore Stafisso che ha competenze sul tema.
La discussione è stata quindi rinviata.




