Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato un ordine del giorno urgente sulla tutela delle Consigliere di parità regionali e territoriali, con 20 voti favorevoli e 6 astenuti. Tra i voti favorevoli anche quello del consigliere Edoardo Gentili (Forza Italia).
L’atto, presentato dai consiglieri Pasquino, Pannacci, Hromis, Ermenegildi Zurlo (PD), De Salvo e Tanci (Anima Perugia), Nuzzo (M5S), Falistocco (Avs) e Carini (Pensa Perugia), impegna la Sindaca e la Giunta a farsi promotrici, anche in sede Anci nazionale, di una posizione chiara a sostegno del mantenimento e del rafforzamento della rete territoriale delle Consigliere di parità.
Al centro del dibattito il recepimento delle direttive europee in materia di parità e trasparenza retributiva e le possibili modifiche normative che, secondo i proponenti, rischierebbero di indebolire o superare il sistema attuale basato su una rete diffusa sui territori.
Ad illustrare il documento è stata la consigliera Francesca Pasquino, che ha sottolineato come l’ordine del giorno non riguardi aspetti formali, ma “la tenuta di un presidio fondamentale per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Pasquino ha ricordato il ruolo delle Consigliere di parità, definite dal Codice delle pari opportunità come pubblici ufficiali impegnati nella promozione e nel controllo dei principi di uguaglianza e non discriminazione nel lavoro: “Una rete che da oltre vent’anni opera nei territori con funzioni concrete di ascolto, mediazione, supporto e intervento anche giudiziario”.
La preoccupazione espressa riguarda in particolare il rischio di una centralizzazione delle funzioni a livello nazionale senza adeguate articolazioni territoriali: “Senza presidi locali – ha evidenziato – le lavoratrici potrebbero perdere un punto di riferimento accessibile e vicino proprio nel momento del bisogno”.
Da qui la richiesta alla Sindaca e alla Giunta di assumere tre impegni: una presa di posizione pubblica, l’attivazione di un confronto in sede Anci e il dialogo con le istituzioni competenti per evitare una riduzione dei livelli di tutela.
Nel corso del dibattito sono emerse sensibilità diverse.
La consigliera di minoranza Fruganti ha riconosciuto le preoccupazioni espresse, sottolineando tuttavia come il percorso legislativo sia ancora in fase di definizione e come siano già emerse aperture verso il mantenimento di articolazioni territoriali: “Condividiamo l’obiettivo di rafforzare le tutele, ma riteniamo che non si possa parlare di un arretramento nelle politiche a favore delle donne”.
Di diverso avviso il consigliere di maggioranza Ermenegildi Zurlo, che ha ribadito la centralità del tema: “La parità di genere è un elemento strutturale per lo sviluppo sociale ed economico. Questo ordine del giorno rappresenta un contributo costruttivo per migliorare un impianto normativo che presenta criticità”.
Il consigliere Gentili, pur riconoscendo la necessità di un modello più strutturato e dotato di risorse, ha motivato il proprio voto favorevole richiamando l’importanza della prossimità territoriale: “La tutela funziona se resta vicina ai contesti locali. Centralizzazione e territorialità devono poter convivere”.
In sede di replica, Pasquino ha ribadito il senso dell’atto: “Non si tratta di una contrapposizione politica, ma della difesa di strumenti concreti di tutela. L’Europa chiede di rafforzare le protezioni, non di ridurle”.




