Ha preso il via oggi, presso la residenza per anziani Fontenuovo, il progetto sperimentale “Anziani e Bambini Insieme”, promosso dal Comune di Perugia e ideato da Teresa Spataro nell’ambito della sua tesi di laurea magistrale in Politiche e Servizi Sociali.
All’incontro inaugurale erano presenti la Dott.ssa Spataro, l’assessora all’Istruzione Francesca Tizi, la consigliera Laura Tanci, il coordinatore del servizio educativo comunale “Il Tiglio”, Bruno Manganelli insieme alle maestre, Cristina Ciacci, Manuela Babini, Beatrice Ciliani, Passeri Catia assistente sociale referente attività sociali Fontenuovo, Simonetta Cesarini Direttrice sanitaria della struttura insieme alle educatrici, Francesca Ragni, assistente sociale e conselor, autrice del libro “Dietro il sipario dell’Azheimer” dove viene rappresentata l’esperienza della residenza di Fontenuovo con i contributi di Simonetta Cesarini, Valentina Chiavini e Massimo Boccolacci.
L’iniziativa nasce dall’esperienza quindicennale del progetto ABI – Anziani e Bambini Insieme di Unicoop Piacenza ed è stata adattata al contesto perugino con l’obiettivo di promuovere relazioni intergenerazionali, contrastare la solitudine degli anziani e favorire nei bambini lo sviluppo di empatia e capacità relazionali .
Il progetto è stato presentato in IV Commissione consiliare il 6 maggio 2025 su impulso del consigliere Riccardo Vescovi e approvato il 25 giugno 2025. Successivamente sono stati avviati incontri di coordinamento tra i servizi coinvolti che hanno portato alla definizione operativa delle attività.
Il percorso prevede 12 incontri settimanali, con attività ogni martedì della durata di circa un’ora. Le attività si svolgeranno principalmente presso la residenza Fontenuovo, con alcuni appuntamenti ospitati presso il nido “Il Tiglio”, per facilitare la partecipazione degli anziani.
Il calendario degli incontri proseguirà nelle seguenti date:
24 marzo, 31 marzo, 14 aprile, 21 aprile, 28 aprile, 5 maggio, 12 maggio, 19 maggio, 26 maggio, 9 giugno, 16 giugno, 23 giugno.
Coinvolti circa 40 partecipanti: 20 bambini tra i 3 e i 6 anni e 20 anziani, selezionati in base a criteri di idoneità e partecipazione. Le attività, completamente gratuite, saranno guidate da educatori, insegnanti e operatori specializzati e comprenderanno laboratori di lettura, giochi tradizionali, attività creative, orto e giardinaggio, musica e momenti di condivisione.
Il progetto si inserisce in un contesto demografico caratterizzato da un forte squilibrio tra le generazioni – in Umbria circa 24 anziani ogni 10 bambini – che rende sempre più centrale la costruzione di percorsi di integrazione sociale e relazionale .
L’Umbria poi si caratterizza da una riduzione del tasso di natalità (calato dal 5,7 per cento del 2022 al 5,6 per cento del 2023), da un indice di vecchiaia in forte crescita dal 2013 (sfiorando il 238 per cento nel 2024), con un numero di ultrasessantacinquenni pari a 230.358 unità (oltre un quarto della popolazione) a fronte di 96.819 giovani fino ai 14 anni (11,3 per cento, in calo del 2,9 per cento dal 2023). Proprio il rapporto tra anziani (over 65) e bambini (da 0 a 14 anni) colloca l’Umbria tra le regioni più “vecchie” d’Italia (preceduta solo da Liguria, Sardegna, Molise e Friuli-Venezia Giulia). Un contesto, dunque, dove è necessario puntare alle relazioni e all’educazione intergenerazionale, con benefici attesi sia per le persone anziane (grazie al miglioramento della salute psicofisica, alla riduzione della solitudine e alla valorizzazione delle competenze) sia per i bambini (con lo sviluppo della capacità di ascolto e di empatia).
L’iniziativa sarà oggetto di monitoraggio in itinere e valutazione finale, con l’obiettivo di verificarne l’efficacia e la possibile replicabilità su scala più ampia, fino alla prospettiva di un vero e proprio centro intergenerazionale sul territorio comunale .
“Questo progetto nasce da un dato semplice, ma molto forte: la nostra comunità sta cambiando. In Umbria abbiamo sempre meno bambini e sempre più anziani, con un rapporto ormai molto squilibrato tra le generazioni – ha dichiarato l’assessora Francesca Tizi –. Da qui l’idea, che considero estremamente importante, di non leggere questo dato solo come un problema, ma come un’opportunità. Mettere in relazione bambini e anziani significa costruire legami che fanno bene ad entrambi: per gli anziani vuol dire contrastare la solitudine e valorizzare competenze ed esperienze; per i bambini significa crescere sviluppando empatia e capacità relazionali. È un progetto semplice ma con un potenziale molto grande, che rafforza la comunità e costruisce un modello replicabile”.
“Siamo contenti di questo primo passo – ha sottolineato la consigliera Laura Tanci – un progetto fortemente voluto insieme a Riccardo Vescovi, che oggi non ha potuto essere presente. È una giornata emozionante: i bambini portano gioia agli anziani e ricevono in cambio tempo, esperienza e competenze. Si sta costruendo una rete preziosa che come Comune vogliamo sostenere e strutturare nel tempo”.
Un momento di forte valore sociale ed educativo, sottolineato anche dal coordinatore pedagogico Bruno Manganelli: “Oggi è un bel momento di condivisione tra pezzi di città e tra fasce d’età diverse che si incontrano. È bello vedere la spontaneità dei bambini insieme a quella degli anziani che vivono un’esperienza comune”.
L’assistente sociale della Fondazione Fontenuovo, Passeri Catia , arriva la conferma dell’importanza di questi percorsi:
“Non è il primo progetto intergenerazionale nella nostra struttura – ha evidenziato la coordinatrice sanitaria – ma ogni volta si confermano gli effetti positivi. Dopo l’interruzione dovuta al Covid, tornare a queste esperienze è fondamentale. Per i nostri anziani, spesso fragili, questi incontri sono quasi terapeutici: stimolano attenzione, affettività ed emozioni. I bambini, con la loro spontaneità, riescono a creare un legame empatico autentico che riattiva energie e relazioni”.
Grande soddisfazione anche da parte dell’ideatrice del progetto:
“Sono molto felice ed entusiasta – ha commentato Teresa Spataro – perché oggi ho visto concretamente la sinergia tra servizi, Comune e territorio. Questo progetto nasce dalla mia tesi, ma vedere realizzato ciò in cui ho creduto, ovvero il valore delle relazioni intergenerazionali, rafforza ancora di più il senso di comunità”.









