È stato approvato all’unanimità in prima commissione l’ordine del giorno presentato da due gruppi di maggioranza volto a garantire la partecipazione a distanza alle sedute del Consiglio comunale per le consigliere che si trovano in stato di gravidanza a rischio o in congedo obbligatorio di maternità. L’iniziativa nasce dalla volontà di far sì che l’impegno istituzionale non venga interrotto da condizioni di salute o tutele legate alla maternità.
Il vigente regolamento del Consiglio comunale – ricorda l’odg – prevede, come norma generale, la partecipazione in presenza. Tuttavia, l’esperienza maturata durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha già dimostrato la piena fattibilità tecnica, giuridica e organizzativa delle sedute telematiche, garantendo trasparenza e regolarità senza pregiudicare l’attività amministrativa.
A livello normativo, una circolare del Ministero dell’Interno del 2022 ha chiarito che gli enti locali hanno la facoltà di disciplinare stabilmente la modalità mista o in videoconferenza, a patto di adottare un apposito regolamento locale che ne definisca condizioni e limiti. Attualmente, il regolamento della giunta comunale è già stato modificato in tal senso, rendendo opportuno – secondo l’odg – un allineamento tra gli organi dell’ente per garantire coerenza interna.
L’atto discusso impegna formalmente l’amministrazione a intraprendere un preciso percorso tecnico e normativo che includa: una istruttoria tecnico-giuridica volta a disciplinare, nel rispetto della normativa vigente, la partecipazione da remoto alle sedute del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, con particolare riferimento alle consigliere in gravidanza a rischio o in congedo obbligatorio di maternità; una valutazione in merito all’opportunità di modificare direttamente il regolamento consiliare o di adottare un regolamento autonomo sulle sedute telematiche o miste.
Questi i principi minimi che secondo l’odg andranno osservati in sede di predisposizione o modifica di un testo regolamentare: identificazione certa delle partecipanti e tutela dei dati personali; pubblicità e trasparenza delle sedute; tracciabilità e regolarità delle votazioni; esclusione della modalità da remoto per le deliberazioni a scrutinio segreto o per le materie riservate; obbligo di autorizzazione preventiva da parte della presidenza del Consiglio comunale.
L’odg invita anche a una contestuale valutazione degli eventuali profili organizzativi e finanziari connessi all’attivazione delle sedute da remoto, comprese le esigenze di aggiornamento delle piattaforme digitali, del supporto tecnico e della gestione delle registrazioni, al fine di garantirne la fattibilità economica e la sostenibilità operativa.
Nel corso della seduta è stato sentito il parere del dirigente dell’Unità operativa Organi istituzionali, Comunicazione e Partecipazione, Emilio Buchicchio. Il dirigente ha ricordato che attualmente per il Consiglio non sono previste sedute con partecipazione in modalità mista. Al riguardo andrebbe peraltro valutata con gli uffici competenti l’eventuale necessità di lavori di adeguamento della sala consiliare e di aggiornamento o sostituzione degli apparati informatici a oggi utilizzati per le sedute.
Dall’assessorato al bilancio è pervenuta la disponibilità a reperire le eventuali risorse aggiuntive necessarie per l’adeguamento della sala e degli apparati informatici.
Alla luce delle audizioni e del dibattito, i proponenti hanno chiarito che l’odg mira a prevedere la possibilità della partecipazione in remoto specificamente qualora ricorrano due fattispecie: gravidanza a rischio e congedo obbligatorio di maternità. L’atto è stato quindi emendato per esplicitarne meglio la portata.
Secondo la minoranza, l’indirizzo espresso attraverso l’odg è positivo e anzi stimola un ragionamento più ampio per allargare le fattispecie della partecipazione in modalità telematica e mista in caso di impedimenti gravi e comprovati. Quelle indicate dai proponenti sono state comunque ampiamente condivise. Giudicato positivo dalla minoranza anche un eventuale adeguamento della sala consiliare, da secoli sede assembleare dei decisori e quindi uno dei luoghi più importanti della città. E’ emersa, inoltre, la proposta di interloquire con Anci per affrontare con direttive nazionali il tema dello status di consigliere comunale, per cui si rilevano disparità di trattamento rispetto ad altre figure elettive.
La maggioranza ha sottolineato che il focus dell’atto è contribuire a superare il gender gap anche in ambito politico e istituzionale. Ciò non toglie che si possano affrontare altri aspetti connessi alla partecipazione in modalità telematica e mista, specie in una fase di revisione del regolamento consiliare.




