Partecipare per prevenire: il convegno alla sala dei Notari

A portare i saluti istituzionali sono state la sindaca Vittoria Ferdinandi e la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa. Tra gli interventi introduttivi, quello del direttore generale Roberto Gerardi

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20 gennaio 2026
- Redazione
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Si è aperto questa mattina nella Sala dei Notari il convegno “Partecipare per prevenire. Un impegno condiviso per legalità e buona amministrazione”, promosso dal Comune di Perugia e dalla Commissione consiliare d’inchiesta e approfondimento contro il fenomeno delle infiltrazioni mafiose. Un appuntamento molto partecipato, accreditato dagli Ordini degli Avvocati e dei Giornalisti, che ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del mondo professionale e dell’amministrazione comunale.

 

Ad aprire i lavori, moderati dalla presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, sono stati i saluti istituzionali. “Questa iniziativa – ha sottolineato Ranfa – è stata fortemente voluta dal Comune di Perugia, promossa dalla Commissione antimafia e organizzata nei suoi dettagli dal segretario e direttore generale Roberto Gerardi, che ringrazio, insieme a tutti i consiglieri e ai commissari che hanno ritenuto questo momento importante e significativo». Ranfa ha inoltre evidenziato il valore formativo del convegno: “È un momento di confronto ma anche di formazione su temi come la legalità e l’anticorruzione, che per un’amministrazione pubblica non devono essere solo principi, ma parte integrante dell’agire politico quotidiano”. Un ringraziamento sentito è stato rivolto alle autorità civili e militari presenti, la cui partecipazione «carica di un significato ancora più intenso questo momento”.

 

Nel suo intervento, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha richiamato il senso profondo dell’iniziativa e il valore del lavoro condiviso tra istituzioni. “È uno dei primi eventi dell’anno e desidero augurare a tutti un buon 2026, all’insegna della collaborazione leale e del confronto interistituzionale che ogni giorno mettiamo al servizio della nostra città”, ha affermato. La sindaca ha ringraziato i relatori, “protagonisti del lavoro che quotidianamente nel nostro Paese viene svolto nel nome della verità, della trasparenza e della volontà antimafia”, sottolineando con particolare apprezzamento il ruolo di Avviso Pubblico, realtà alla quale il Comune di Perugia ha scelto di aderire sin dall’inizio del mandato.

 

“Sono orgogliosa di vedere questa sala piena – ha aggiunto Ferdinandi – e di constatare la partecipazione non solo dei professionisti, ma soprattutto delle donne e degli uomini dell’amministrazione comunale, oggi protagonisti di un percorso fondamentale”. La sindaca ha poi richiamato il valore simbolico della Sala dei Notari, “luogo che racchiude secoli di storia civile e politica della città”, e il significato del titolo del convegno: “Partecipare per prevenire richiama un tempo e un impegno precisi. La legalità non è un concetto astratto, ma si costruisce attraverso l’integrità dell’azione pubblica e la capacità delle istituzioni di essere ponte tra i valori costituzionali e la vita quotidiana delle comunità”.

 

A soffermarsi sul significato dell’evento è stato Roberto Gerardi, segretario e direttore generale del Comune di Perugia. “Partecipare per prevenire – ha detto – non è un titolo scelto per la sua risonanza civica; è la formula inversa attraverso cui la Repubblica si riappropria del proprio motore originario: il diritto di chi è governato di rendere migliore chi governa e la pubblica amministrazione. Prevenire, infatti, non significa soltanto evitare il danno, ma anticipare il bene, rendendo superfluo il ricorso successivo a rimedi straordinari”.

 

Il direttore ha inquadrato il tema della partecipazione nel contesto costituzionale, ricordando che tra i principi della sovranità popolare e del buon andamento della pubblica amministrazione, richiamati dagli articoli 1 e 97 della Costituzione, c’è un “ponte invisibile”: “Se il popolo è assente, l’efficienza si affievolisce; se l’amministrazione è chiusa, la sovranità si esaurisce. L’iniziativa di oggi punta a essere la pietra di tensione di quel ponte: rende solido ciò che altrimenti resterebbe astrazione”.

“Partecipare per prevenire – ha proseguito il direttore generale – significa affidare a cittadini, imprese, scuole, ordini professionali la funzione di co-autori dell’azione amministrativa, non più soltanto destinatari della stessa. Pericle diceva che ‘quelli che pensano insieme difendono la città prima che il nemico appaia’. Un modo per chiedere unità di pensiero, coesione civica, partecipazione consapevole. E la ‘difesa’ non è più soltanto dai nemici alle porte: è dall’inefficienza, dalla disaffezione, dalla passività. Dal contesto, insomma, che favorisce la cattiva amministrazione e i reati contro la stessa. Pensare insieme prima, significa costruire la regola prima che l’eccezione si affacci”. Questo, dunque, il senso del convegno: “Partecipare per prevenire non è un invito generico, è la strategia che fa della democrazia un sistema anticipante, non reagente. I pubblici dipendenti, dal canto nostro, hanno la possibilità non solo di fare cose ma di cambiare la società, di essere agenti del cambiamento. Se usciremo da questa sala con la consapevolezza che la città si difende prima con il pensiero condiviso e non con il grido isolato, allora avremo onorato non solo Pericle, ma il futuro che stiamo costruendo”.

 

Fausto Cardella, già procuratore generale della Repubblica e oggi presidente della commissione consiliare d’inchiesta e approfondimento contro il fenomeno delle infiltrazioni mafiose del Comune di Perugia, si è soffermato sul significato della istituzione di un organismo del genere presso un ente locale. “Come sottolineato dal procuratore generale Sergio Sottani nella prima delle audizioni che si sono svolte in commissione – ha ricordato -, il pericolo di infiltrazioni è pesante, anche se non ci sono tracce di radicamento mafioso nel territorio. Ciò grazie alle forze di polizia e alla magistratura, che hanno saputo intervenire in modo costante e tempestivo per contrastare questo fenomeno. E la presenza di una commissione di inchiesta e studio, intanto, dice da che parte sta un ente, dove si vuole collocare una città”.

“Il testo unico degli enti locali – ha proseguito Cardella – affida al sindaco compiti in materia di ordine pubblico e sicurezza ancillari e di supporto rispetto a quelli delle autorità preposte, in particolare il prefetto, il questore e i rappresentanti di altre forze di polizia. Un sindaco, tuttavia, ha compiti primari nella individuazione degli aspetti sociali di pericolo, di quelle condizioni da cui possono sorgere rischi per l’ordine e la sicurezza. Per questo, la commissione lavora per dare all’amministrazione informazioni utili per l’elaborazione delle politiche sociali, di inclusione e di supporto all’ordine pubblico e per l’individuazione delle migliori prassi per la legalità. Il contrasto alla criminalità mafiosa non può prescindere dalla repressione giudiziaria, ma questa non è sufficiente se non accompagnata da misure sociali e di sostegno alla cultura della legalità. Cerchiamo dunque di supportare la pubblica amministrazione, perché una pubblica amministrazione che funziona è il migliore antidoto alla illegalità”.

 

 

Negli interventi introduttivi è intervenuto anche Fabrizio Ricci, presidente della Commissione d’inchiesta dell’Assemblea legislativa dell’Umbria su criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio, che ha offerto un’analisi articolata sull’evoluzione delle mafie e sui rischi di una loro progressiva “normalizzazione” nei circuiti dell’economia legale. Ricci ha evidenziato come le organizzazioni criminali puntino sempre più a infiltrarsi nei settori strategici, dagli appalti pubblici all’urbanistica, e come il riciclaggio rappresenti oggi uno dei principali strumenti di collegamento tra economia illegale ed economia apparentemente sana. “La prevenzione – ha sottolineato – è la strategia anticipante fondamentale: passa dallo studio, dall’analisi dei dati, dalla formazione e dall’adozione di strumenti innovativi capaci di individuare per tempo i rischi di infiltrazione”.

 

La sessione mattutina è poi entrata nel vivo con contributi di alto profilo dedicati al nuovo Codice degli appalti, con la consigliera dell’autorità Nazionale Anticorruzione, Consuelo de Balzo sui pilastri del nuovo Codice degli Appalti, Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico e sul ruolo che tale organizzazione supporta gli enti locali nella prevenzione ai fenomeni mafiosi e correttivi, Italo Borrello dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) sui doveri dell’antiriciclaggio delle pubbliche amministrazioni, criticità e prospettive e Damiano Marinelli, presidente regionale Unione Nazionale Consumatori, che ha trattato il ruolo dei consumatori e degli utenti nella difesa della legalità sul tema del sovraindebitamento, usura ed estorsione dei consumatori.

 

Il convegno proseguirà nel pomeriggio con ulteriori approfondimenti moderati dal giornalista Alvaro Fiorucci sul ruolo delle amministrazioni pubbliche nella prevenzione della corruzione, sulla trasparenza come strumento di buona amministrazione e sulle attività della Commissione consiliare antimafia del Comune di Perugia.

 

Saranno presenti:

-Raffaele Cantone, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia “Il ruolo delle amministrazioni pubbliche nella prevenzione della corruzione”

-Roberto Gerardi – Segretario e Direttore Generale del Comune di Perugia:

“L’Amministrazione locale come presidio: strumenti e strategie di prevenzione della corruzione del Comune di Perugia”.

-Enrico Carloni, membro della Commissione consiliare d’inchiesta ed approfondimento contro il fenomeno delle infiltrazionimafiose – Comune di Perugia:

“La trasparenza come strumento di prevenzione e di buona amministrazione”.

 

 

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