Partecipare per prevenire, anche il procuratore Cantone interviene sul tema

Ecco una sintesi degli interventi della sessione pomeridiana del convegno alla sala dei Notari

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21 gennaio 2026
- Redazione
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Numerosi e significativi gli interventi della sessione pomeridiana del convegno Partecipare per prevenire promosso il 20 gennaio dal Comune di Perugia alla sala dei Notari.

 

Alvaro Fiorucci (giornalista, moderatore)

Aprendo i lavori del pomeriggio, Alvaro Fiorucci ha richiamato il senso della giornata: la prevenzione come risposta non solo operativa, ma soprattutto culturale. Da giornalista che ha seguito nel tempo indagini e operazioni di contrasto, ha ricordato come i risultati di magistratura e forze di polizia siano fondamentali, ma non sempre sufficienti a intercettare le dinamiche più “sotterranee” delle infiltrazioni. Per questo, ha sottolineato la necessità di far crescere una consapevolezza diffusa: strumenti e norme esistono, ma funzionano davvero solo se accompagnati da una cultura della legalità capace di rendere cittadini e pubblica amministrazione più attenti, informati e responsabili.

Enrico Carloni (membro Commissione consiliare antimafia Comune di Perugia)

Trasparenza come strumento di prevenzione e buona amministrazione

Enrico Carloni ha inquadrato la trasparenza come una parola chiave della democrazia contemporanea: istituzioni conoscibili e comprensibili rafforzano il rapporto con i cittadini, garantiscono diritti (a partire dall’accesso agli atti) e costituiscono un presidio essenziale contro corruzione e cattiva amministrazione.
Ha però evidenziato anche un nodo cruciale: la trasparenza non coincide con la semplice pubblicazione di dati. Il rischio è quello di una “trasparenza opaca”, in cui la quantità di informazioni non produce comprensione, ma confusione; e in cui il cittadino, pur avendo accesso formale, resta lontano per difficoltà tecniche o disinteresse.
Da qui l’idea centrale: la trasparenza deve diventare cultura amministrativa, un modo di governare che “va incontro” ai cittadini rendendo procedure e decisioni realmente leggibili. Quando l’amministrazione funziona bene, è chiara nelle regole e offre servizi equi, riduce anche lo spazio dei favori e delle scorciatoie: la prevenzione più efficace è spesso quella indiretta, fatta di buoni servizi, regole chiare e pari trattamento.

 

Fausto Cardella (Presidente Commissione consiliare antimafia Comune di Perugia)

Prevenzione come azione concreta contro usura e vulnerabilità sociale

Fausto Cardella ha portato l’attenzione su un aspetto spesso decisivo: la prevenzione si misura anche nella capacità di intercettare fragilità economiche e sociali che possono trasformarsi in terreno fertile per usura, estorsione e dipendenze da canali “paralleli” di finanziamento.
Ha ricordato l’importanza di strumenti di sostegno che aiutino chi è in difficoltà ad accedere a percorsi regolari, evitando di cadere in forme di indebitamento patologico e in circuiti opachi. In questo quadro, Cardella ha valorizzato la collaborazione con le istituzioni e, in particolare, il ruolo delle amministrazioni locali nella diffusione delle informazioni e nell’orientamento dei cittadini verso opportunità e progetti di aiuto, sottolineando come un Comune attivo possa fare la differenza senza bisogno di interventi straordinari, semplicemente costruendo reti, accompagnamento e prossimità.

 

Raffaele Cantone (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia)

Prevenire la corruzione: creare contesti che riducono il rischio

Raffaele Cantone ha messo a fuoco un punto decisivo: la corruzione è un fenomeno antico e spesso nasce da una scelta individuale, ma non per questo è inevitabile. Si può prevenire intervenendo sulle condizioni ambientali che rendono più facile o più difficile deviare le funzioni pubbliche.
Ha richiamato l’approccio promosso dalle convenzioni internazionali e recepito in Italia con la normativa del 2012: non basta l’azione penale, che per sua natura intercetta spesso i fatti in modo casuale e solo dopo che sono avvenuti; serve invece un sistema che renda la pubblica amministrazione protagonista attiva della prevenzione.
In questo senso, Cantone ha richiamato tre assi fondamentali: organizzazione e controlli interni, trasparenza e attenzione ai conflitti di interesse. Ha evidenziato il valore (e insieme le difficoltà) dei piani anticorruzione: strumenti che dovrebbero mappare i rischi e costruire misure concrete (rotazioni, doppie verifiche, controlli, tracciabilità), ma che funzionano solo se sostenuti da investimenti e da una vera maturazione culturale dentro gli enti.

 

Roberto Gerardi (Segretario e Direttore generale Comune di Perugia)

Nuovo paradigma: legalità ed efficienza come obiettivo unico

 

Roberto Gerardi ha illustrato il cambio di paradigma che il Comune di Perugia sta adottando: superare un’impostazione solo “top-down” e far convergere legalità ed efficienza come binari inscindibili.
Queste alcune delle azioni intraprese in base al nuovo approccio:

  • coinvolgimento interno dei lavoratori per proporre miglioramenti organizzativi e superare i “silos” con strutture trasversali;
  • attenzione al benessere organizzativo (welfare aziendale) come elemento che rafforza l’integrità e riduce vulnerabilità;
  • spinta alla digitalizzazione come leva di accesso ai servizi, tracciabilità e controllo dei procedimenti;
  • introduzione di una piattaforma interna per mappare i rischi e aggiornare in modo continuo le misure, superando strumenti frammentati;
  • semplificazione della programmazione (documenti più sintetici e accessibili), tempestività di bilancio e strumenti di governance integrata;
  • rafforzamento della governance antiriciclaggio con responsabilità chiare e collegamento operativo agli indicatori UIF;
  • rilancio della partecipazione civica come trasparenza “sostanziale”, anche attraverso luoghi dedicati alla coprogettazione e al controllo sociale.

Nel suo insieme, il convegno “Partecipare per prevenire” del 20 gennaio ha unito la riflessione di scenario della mattina con il taglio operativo del pomeriggio, ribadendo che la legalità non è un principio astratto ma una pratica quotidiana fatta di trasparenza reale, organizzazioni solide, competenze, controllo diffuso e partecipazione.
Il messaggio emerso dai due appuntamenti è chiaro: la prevenzione si costruisce prima, nei processi, nelle regole, nella cultura amministrativa e nella capacità delle istituzioni di essere aperte, leggibili e responsabili, facendo della buona amministrazione il primo presidio contro corruzione e infiltrazioni.

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