L’assessore Vossi fa il punto sul Brt in Consiglio comunale

I consiglieri Peltristo e Gentili chiedono in aula le tempistiche per il completamento dell’opera

date
14 ottobre 2026
- Redazione
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In occasione del question time, Augusto Peltristo e Edoardo Gentili (Fare Perugia-Forza Italia) hanno chiesto chiarimenti sul progetto Bus Rapid Transit (Brt) relativo alla linea Castel del Piano-Fontivegge, con particolare riferimento alla proroga della dichiarazione di pubblica utilità, allo stato di avanzamento dei lavori e al cronoprogramma dell’opera.

I consiglieri ricordano che l’intervento, finanziato con fondi Pnrr, ha subito nel tempo diverse varianti progettuali e che, con una recente delibera, è stata disposta una proroga biennale della dichiarazione di pubblica utilità e delle occupazioni temporanee legate alle procedure espropriative. Secondo i proponenti, tale decisione pone interrogativi sui tempi di realizzazione dell’opera, sugli effetti per i proprietari coinvolti e sulla compatibilità con le scadenze previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Peltristo e Gentili evidenziano inoltre la necessità di garantire una informazione puntuale al Consiglio comunale e alla cittadinanza sull’andamento di un’infrastruttura strategica per la mobilità urbana, anche alla luce delle numerose procedure espropriative ancora aperte e delle modifiche intervenute durante l’esecuzione dei lavori.

Con l’interrogazione, i consiglieri hanno chiesto di conoscere lo stato di avanzamento dei lavori e le tempistiche previste per il completamento dell’opera, le ragioni che hanno reso necessaria la proroga delle procedure espropriative, l’andamento degli espropri ancora in corso, l’impatto delle varianti progettuali sui costi e sui tempi di realizzazione, l’eventuale rischio per i finanziamenti Pnrr, gli oneri aggiuntivi derivanti dalla proroga delle occupazioni e il cronoprogramma aggiornato dell’intervento.

L’assessore Pierluigi Vossi (mobilità) ha spiegato che entro il 30 giugno andavano messi a terra 7 chilometri su 13 per non perdere finanziamenti e ora si attendono ulteriori determinazioni del Ministero circa i termini di completamento. Nel frattempo proseguono i lavori. La dichiarazione di pubblica utilità, titolo che consente le espropriazioni, ha chiarito l’assessore, non ha a che fare con i tempi di conclusione del cantiere.  L’ultimazione dei lavori è collegata alle tempistiche del Pnrr e alle indicazioni del Mit. La proroga di due anni della dichiarazione di pubblica utilità disposta con deliberazione della giunta comunale n. 267/2026 non costituisce in alcun modo ritardo nell’esecuzione dei lavori, che procedono nel rispetto delle milestone del Pnrr. Si tratta, piuttosto, di un atto tecnico-amministrativo necessario e programmato, dovuto alla notevole estensione lineare della infrastruttura e alla densità del tessuto urbano attraversato. Vossi ha dato conto delle motivazioni cardine dell’atto di proroga, citando le normative e ricordando che l’amministrazione ha disposto una proroga unica e unitaria di due anni poiché frammentare le scadenze in base ai singoli tratti d’opera o singole varianti contrasterebbe con i principi di efficienza ed economicità, pregiudicando la gestione sinergica dei cantieri diffusi. L’assessore si è poi soffermato sulla complessità dei soggetti incisi e delle notifiche. La procedura coinvolge 144 ditte (con relativi comproprietari), escluse le aree demaniali. La quasi totalità è oggetto di acquisizione definitiva nonché di occupazione temporanea (80 ditte), ancora in corso. Sono 16 i complessi condominiali interessati. In tal caso tutti gli atti intermedi della procedura (decreti di occupazione d’urgenza, stima definitiva etc.) non possono essere notificate cumulativamente all’amministratore di condominio: è obbligatoria la notifica nominativa a ciascun comproprietario e ciò moltiplica esponenzialmente il carico di lavoro. Dando conto dello stato dei decreti di esproprio e delle cessioni volontarie, Vossi ha tra l’altro reso noto che a marzo è stato già siglato un accordo di cessione volontaria con la società partecipata Umbria Mobilità per la grande area destinata al capolinea di deposito e alle relative infrastrutture. L’atto di trasferimento immobiliare della proprietà è in corso di stipula.

Per quel che riguarda le varianti progettuali, sono state numerose in corso d’opera (una decina), dovute ai continui confronti con cittadini, imprese e associazioni di commercianti e artigiani, e ora se ne valuta un’altra nella zona di Settevalli.

Infine, l’assessore ha affermato che non ci sono oneri aggiuntivi per le procedure di esproprio e ha ribadito la piena disponibilità ad aggiornare i consiglieri sul cronoprogramma.

 

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