IV commissione: approvato l’odg sul congedo paritario
IV commissione: approvato l’odg sul congedo paritario
E’ stato approvato con 10 voti a favore e 5 astenuti l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza: Sostegno alla proposta di legge sul congedo paritario e impegno del Comune di Perugia in vista della Legge di Bilancio.
Illustrando l’atto Lorenzo Falistocco (AVS) ha riferito che la proposta di legge presentata alla Camera dalle opposizioni ha posto al centro del dibattito parlamentare la necessità di introdurre un congedo paritario, fondato sul principio di una effettiva condivisione della responsabilità genitoriale.
La proposta prevede un rafforzamento dei congedi destinati ai genitori, nella prospettiva di garantire a ciascun genitore un periodo di congedo adeguatamente retribuito e non trasferibile.
In sostanza il principio del congedo paritario rappresenta uno strumento per contrastare la divisione sessualizzata del lavoro di cura e per evitare che la maternità continui a tradursi in una penalizzazione delle donne nel mondo del lavoro.
Garantire anche ai padri un periodo significativo di congedo contribuisce a promuovere una diversa cultura della genitorialità e della corresponsabilità.
Un diritto alla cura effettivamente esigibile deve essere accompagnato da una adeguata copertura economica, magari nella prossima legge di bilancio, affinché il ricorso al congedo non diventi una scelta riservata alle famiglie economicamente più solide
In ragione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-A esprimere il sostegno del Comune di Perugia alla proposta di legge sul congedo paritario presentata dalle opposizioni parlamentari, assumendo i principi quale riferimento per una riforma organica delle politiche di maternità, paternità e condivisione del lavoro di cura;
-A chiedere al Comune di Perugia di portare presso l’Anci la necessità che questa legge venga sostenuta
-A chiedere al Governo e al Parlamento di sostenere e dare attuazione ai principi contenuti nella proposta di legge sul congedo paritario, anche attraverso l’inserimento nella prossima Legge di Bilancio delle necessarie risorse finanziarie;
-A sostenere una copertura economica piena e adeguata dei periodi di congedo, affinché l’utilizzo del congedo da parte di entrambi i genitori non comporti una penalizzazione economica per le famiglie;
-A trasmettere il presente ordine del giorno al Governo, ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, ai Ministri competenti e ai parlamentari eletti in Umbria, chiedendo che il sostegno espresso dal Consiglio comunale di Perugia alla proposta di legge sul congedo paritario sia portato all’attenzione del Parlamento nell’ambito della discussione sulla prossima Legge di Bilancio;
-A riferire al Consiglio comunale sulle iniziative intraprese a seguito dell’approvazione del presente ordine del giorno e sulle eventuali risposte ricevute dalle istituzioni nazionali.
L’assessora Costanza Spera ha parlato di una questione di carattere nazionale ma che coinvolge il Comune di Perugia anche alla luce delle politiche sul territorio che si stanno mettendo in campo per fornire servizi sempre più “giusti”.
Partendo dai dati sui temi del lavoro, occupazione femminile e cura dei figli, Spera ha sostenuto che sulla questione occorre avviare una riflessione approfondita al fine di trovare soluzioni che eliminino ogni disuguaglianza e discriminazione.
Il congedo paritario non trasferibile si lega strettamente al tema indicato, perché contribuisce a ridurre l’attuale “asimmetria” nella cura dei figli nel nostro Paese. Non è solo una misura di conciliazione vita/lavoro, ma anche uno strumento per trasformare i rapporti di potere all’interno della società e delle famiglie.
La genitorialità deve essere una responsabilità condivisa fin dalla nascita ed accompagnata, quindi, con servizi precisi, tra cui l’adeguata retribuzione del congedo, affinché questo sia un diritto trasversale e non un privilegio e si raggiunga un riconoscimento generale della cura familiare.
Elena Fruganti (FdI) ha spiegato che la bocciatura del disegno di legge è avvenuta per la mancata copertura economica della proposta. Ha quindi chiesto di sapere, alla luce di ciò, su cosa l’attenzione della maggioranza si concentri per superare questo scoglio e , nel merito, da quale età del bambino si pensa di far partire l’equivalenza tra la cura che possono dare la madre ed il padre.
Rispondendo ai quesiti Lorenzo Falistocco ha spiegato che, se una misura viene condivisa da un Governo, le risorse adeguate per finanziare la stessa possono essere individuate agevolmente.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha detto di notare nell’odg aspetti di interesse, ma anche un tempismo “elettorale”.
Nel concordare con la proposta, Varasano ha espresso qualche perplessità sulle modalità suggerite dalla maggioranza per l’individuazione delle risorse necessarie per finanziarla.
Per Laura Tanci (Anima Perugia) l’elemento centrale della proposta è rappresentato dalla “non trasferibilità” del congedo perché ciò consente di garantire una piena cura sia nei confronti del bambino che della donna che ha partorito.
Il capogruppo del PD Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha parlato di atto di buon senso che tende a superare l’atavica impostazione secondo cui il compito di cura spetta necessariamente alle donne. Ciò infatti provoca ripercussioni importanti nella vita delle donne e della società in generale che occorre superare.
Per Zurlo l’atto promuove un preciso indirizzo politico su cui occorre avere il coraggio di esprimersi con chiarezza.
Riccardo Vescovi (Anima Perugia) ha spiegato che quella attuale è una generazione di padri che sta cercando di andare in discontinuità con la cultura del passato.
In questo percorso la politica può dare una direzione, partendo proprio dal congedo parentale non trasferibile, strumento fondamentale per cambiare le ataviche impostazioni.
Per Vescovi, quindi, la proposta rappresenta una priorità non rimandabile.
Margherita Scoccia ha sostenuto che il congedo parentale dovrebbe essere completamente ristrutturato, facendo sì, ad esempio, che ne possano beneficiare adeguatamente anche le cosiddette partite iva e dunque i lavoratori autonomi.
Circa le metodologie per far fronte a queste richieste, vi sono strumenti (es. conferenza Stato-Città) che possono essere attivati per individuare una soluzione che dia risposte a tutta la società e non solo a parti di essa.
Secondo Marko Hromis (PD) il problema esiste e per risolverlo sarebbe sufficiente “copiare” le positive esperienze già diffuse in altri paesi europei. Occorre quindi intervenire prima possibile, individuando le risorse adeguate per concretizzare la proposta, visto che la stessa è prioritaria per il nostro Paese.
Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha parlato di indirizzo politico importante finalizzato a raggiungere la piena parità all’interno delle famiglie. In questo contesto serve una normativa nazionale specifica che recepisca questa “battaglia di civiltà”, facendo sì che i figli possano essere cresciuti effettivamente sia dalla madre che dal padre.
Per Nicola Volpi (FdI) l’odg nello spirito è condivisibile e dovrebbe essere allargato anche a contesti lavorativi più ampi (es. lavoratori autonomi), al fine di colmare le disuguaglianze sociali. Tuttavia non è così scontato riuscire a trovare le risorse adatte per realizzare questa azione, se non aumentando le tasse. Volpi ha comunque concordato con Scoccia che la sede opportuna per approfondire il tema è la conferenza Stato-Città.
Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria) ha sostenuto che le risorse per dar corso alla proposta potrebbero essere reperite anche altrove, ad esempio riducendo le spese militari, pari oggi a 33 miliardi.
Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha detto di credere nella parità dei carichi di cura all’interno della famiglia, onde poter conciliare i tempi tra casa e lavoro. Tuttavia, pur in una prospettiva liberale, serve realismo, evitando le fughe retoriche. Quando si parla di congedi, ci sono tre punti da evidenziare: il primo riguarda la sostenibilità economica e le opportune coperture finanziare; il secondo aspetto riguarda la libertà d’impresa e le difficoltà, quindi, di imporre congedi obbligatori e rigidi ai datori di lavoro. Il terzo aspetto è connesso all’autonomia delle famiglie: occorre evitare cioè un’ingerenza così importante da parte dello Stato in questo contesto. Pertanto Calzoni, nel condividere l’obiettivo dell’odg, tuttavia ha espresso perplessità per l’intelaiatura dell’atto perché contiene molteplici criticità.
In replica finale Lorenzo Falistocco ha sostenuto che la misura proposta non è economicamente invasiva, ma evidentemente non è tra le priorità dell’attuale Governo.




