La IV commissione consiliare Cultura, nel corso della seduta di martedì 17 marzo, ha trattato tre atti.
E’ stato discusso l’Ordine del giorno del consigliere Volpi (FdI): Riconoscimento del lavoro di cura familiare ai fini dell’accesso prioritario ai servizi comunali per le famiglie.
Dopo aver posto l’accento sulla normativa internazionale, nazionale e regionale vigente, Nicola Volpi ha spiegato che la legge regionale in vigore prevede che i Comuni, quali soggetti attivi delle politiche familiari, possano porre in essere azioni concrete di sostegno alla genitorialità e alla conciliazione, anche mediante strumenti regolamentari.
Volpi evidenzia che nei nuclei familiari in cui un componente svolge attività di cura continuativa, l’impegno richiesto assorbe tempo ed energie del tutto analoghi a quelli derivanti da un’attività lavorativa ordinaria, incidendo sulle opportunità di accesso ai servizi e sulla conciliazione vita-famiglia.
Infatti spesso accade che i regolamenti comunali attribuiscono punteggi o priorità ai “genitori lavoratori”, mentre l’attività di cura sostitutiva o equiparabile al lavoro non risulta sempre adeguatamente riconosciuta e valorizzata.
Al contrario l’equiparazione riduce disuguaglianze indirette, sostiene la continuità educativa dei minori e risponde a principi di equità sostanziale, specie nei nuclei dove la cura familiare rappresenta un’attività stabile, necessaria e insostituibile.
In ragione di ciò Volpi impegna l’Amministrazione:
-Ad avviare entro 60 giorni una ricognizione dei regolamenti e degli avvisi comunali interessati incluse eventuali convenzioni con soggetti del Terzo settore, al fine di introdurre l’equiparazione del/la caregiver familiare alla condizione di lavoratore/lavoratrice ai soli fini dell’attribuzione di punteggi, priorità e accesso ai servizi;
– A definire una clausola-tipo regolamentare, da applicare uniformemente nei regolamenti comunali, così formulata: “Ai fini dell’attribuzione di punteggi e priorità per l’accesso ai servizi comunali per le famiglie lo svolgimento documentato di attività di cura continuativa in qualità di caregiver familiare è equiparato alla condizione di lavoro dipendente o autonomo.”
-A stabilire criteri chiari di riconoscimento della condizione di caregiver familiare tramite autodichiarazione corredata da idonea documentazione nel rispetto della normativa sulla privacy ed evitando aggravi documentali a carico delle famiglie.
– Ad aggiornare modulistica, portali e bandi, incluse FAQ e guide, e a formare il personale degli sportelli educativi e sociali affinché sia garantita una comunicazione uniforme e accessibile, anche mediante strumenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA).
– A monitorare gli esiti della misura e a riferire alla Commissione competente e al Consiglio Comunale entro 6 mesi dall’entrata in vigore delle modifiche, formulando eventuali proposte migliorative.
– A promuovere un tavolo inter-istituzionale con zone sociali, USL Umbria 1, istituzioni scolastiche e Terzo settore, al fine di coordinare la misura con le politiche per la conciliazione, i servizi territoriali e i percorsi individualizzati del Progetto di Vita.
– A garantire ampia diffusione pubblica della misura, attraverso sportelli comunali, canali scolastici, sociali e associativi, anche mediante strumenti informativi dedicati, per assicurare massima conoscenza e pari accesso da parte delle famiglie.
Il segretario regionale dell’associazione Forum delle Famiglie Paolo Pauselli ha concordato con la proposta, evidenziando le attuali difficoltà per i caregiver e per le persone assistite.
Ha quindi sollecitato la modifica delle normative e dei provvedimenti in vigore (in particolare i LEA) con attenzione specifica alla cura e sostegno domiciliari, ma soprattutto al riconoscimento del lavoro dei caregiver.
La referente del ministro per le disabilità dell’Unità di Supporto Territoriale nonché prima firmataria della Legge Regionale n. 16/2024 Paola Fioroni, impossibilitata a partecipare, ha inviato un intervento scritto definendo l’odg concreto ed utile e di grande impatto sociale.
L’assessora Francesca Tizi ha parlato di tema reale. Dall’analisi dei regolamenti comunali emerge che il sistema dei servizi educativi e scolastici del Comune di Perugia già tiene conto, seppur in maniera diversa, delle situazioni di fragilità e dei carichi di cura presenti nei nuclei familiari. Ciò ad esempio nel regolamento per l’accesso ai servizi educativi che prevede criteri di riconoscimento della disabilità e delle situazioni di bisogno. Anche sotto il profilo economico il sistema prevede il sostegno su base isee.
Ciò che manca al momento nei regolamenti è un’equiparazione del lavoro dei caregiver alla condizione lavorativa in senso stretto.
Secondo Tizi serve prudenza ed un approccio sistematico sulla proposta verificando l’impatto che la misura potrebbe determinare rispetto ai criteri prioritari oggi previsti.
L’odg può essere uno stimolo ed uno spunto utile, quindi, per avviare una riflessione sui regolamenti e sui criteri di accesso ai servizi, sena compromettere l’equilibrio del sistema.
Marko Hromis (PD) ha sostenuto che i temi indicati nell’odg sono particolarmente cari ed attenzionati dall’Amministrazione che si sta muovendo da tempo nella direzione segnalata, come riferito dall’assessora Tizi.
Il consigliere ha comunque sottolineato che identico invito dovrebbe essere rivolto anche al Governo centrale, i cui interventi in materia al momento sono carenti.
Pur evidenziato che non vi sono elementi ostativi nei confronti dell’atto, Hromis a nome della maggioranza ha chiesto a Volpi di poter approfondire il tema audendo l’assessora Spera e la dirigente Filippetti.
In replica finale Nicola Volpi ha ribadito che, rispetto all’esistente, l’odg chiede qualcosa di più, ossia riconoscere il lavoro del caregiver familiare. Ha manifestato in ogni caso disponibilità sia ad accogliere eventuali emendamenti migliorativi sia ad audire i relatori proposti dalla maggioranza.
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E’ stato approvato con 11 voti a favore e 4 astenuti l’Ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri Pasquino, Pannacci, Hromis, Ermenegildi Zurlo (PD), De Salvo e Tanci (Anima Perugia), Nuzzo (M5S), Falistocco (Avs) e Carini (Pensa Perugia): Tutela delle Consigliere di parità regionali e territoriali.
Nel ricordare che il 2026 segna 1’80° anniversario del diritto di voto per le donne in Italia, un traguardo fondamentale nella lotta per la parità di genere, Francesca Pasquino ha riferito che il D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle Pari Opportunità) definisce le figure delle Consigliere di Parità regionali e territoriali quali pubblici ufficiali preposti a promuovere e controllare l’attuazione dei principi di parità e non discriminazione nel lavoro, disciplinandone funzioni e competenze.
Recentemente il governo nazionale ha presentato decreti legislativi che prevedono l’istituzione di nuovi organismi centralizzati ed il superamento, di fatto, della figura delle Consigliere di parità sul lavoro.
Le Consigliere di parità territoriali, secondo i proponenti, svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la tutela dei diritti delle donne, offrendo assistenza e consulenza diretta;
In particolare la figura della Consigliera o del Consigliere di Parità, prevista dal Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. 198/2006), ha un ruolo fondamentale e strutturale che va oltre la semplice gestione delle controversie, svolgendo una funzione che integra strettamente la tutela legale.
In buona sostanza la rete delle Consigliere e dei Consiglieri di parità rappresenta da oltre vent’anni un presidio istituzionale di prossimità, radicato nei territori, volto alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni di genere nel lavoro e alla promozione dell’uguaglianza sostanziale tra donne e uomini.
Lo schema di decreto legislativo trasmesso al Parlamento il 19 febbraio 2026, invece, prevede l’istituzione di un nuovo Organismo per la parità come autorità amministrativa indipendente (art. 2), con subentro integrale alle funzioni dell’UNAR e della Consigliera/Consigliere nazionale di parità, e con conseguente abrogazione delle disposizioni che disciplinano la rete territoriale delle Consigliere e dei Consiglieri di parità.
Non condividendo tali proposte, pertanto, con l’odg i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-A prendere una posizione netta e pubblica a favore della tutela e del rafforzamento dell’Ufficio della Consigliera di parità a livello regionale e territoriale, facendosi portavoce anche in sede ANCI Nazionale delle istanze delle donne e delle Consigliere di parità, affinché venga garantito un futuro di diritti e opportunità per tutte;
-A promuovere un dialogo con le istituzioni competenti per garantire il mantenimento e il rafforzamento dell’Ufficio della Consigliera di Parità a livello regionale e territoriale che le donne in difficoltà possano continuare a ricevere supporto e assistenza adeguata;
-A far pervenire un messaggio chiaro e forte al Governo Nazionale in favore del mantenimento e rafforzamento dell’Ufficio della Consigliera di Parità regionale e territoriale così come previsto e disciplinato dal D.Lgs. 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle Pari Opportunità) e della parità di genere, sottolineando l’importanza di mantenere e valorizzare le figure istituzionali che già operano a favore delle donne, delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’assessora alle politiche sociali Costanza Spera ha condiviso i contenuti dell’odg, perché ha sostenuto che quanto sta accadendo sul tema sia particolarmente preoccupante.
Se dovesse venir meno, come ipotizzato, la presenza delle consigliere di parità presso gli enti locali italiani, si è chiesta chi dovrà assolvere le funzioni in precedenza attribuite ad esse, in particolare il supporto concreto offerto a donne vittime di violenze o discriminazioni.
La cancellazione rischia quindi di creare una forte disuguaglianza sociale soprattutto a fronte di un fenomeno, quello della discriminazione soprattutto lavorativa, ancora oggi emergenziale, sia in Italia che in Umbria.
Per Cesare Carini (Pensa Perugia) la questione è rilevante; ha quindi preannunciato un pieno sostegno all’odg perché le consigliere di parità rappresentano un presidio sociale territoriale fondamentale da rafforzare e non certo indebolire.
Elena Fruganti (FdI) ha sostenuto che il decreto citato nell’atto non elimina gli uffici territoriali, ma prevede l’istituzione di un nuovo organismo di parità autonomo rispetto ai ministeri, recependo le direttive europee vincolanti.
In replica Francesca Pasquino ha confermato invece che nel decreto è prevista espressamente l’abrogazione delle figure delle consigliere di parità.
A parere di Edoardo Gentili (FI) quanto sostenuto da Pasquino risponde a verità, visto che si sta andando verso un nuovo assetto con centralizzazione del servizio e superamento delle figure territoriali. L’auspicio è che si possa, comunque, attivare una riflessione a livello nazionale al fine di conservare una rete territoriale non burocratizzando eccessivamente il sistema. Gentili ha preannunciato quindi un sostegno all’odg.
Il capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo (PD) ha sostenuto che basta leggere le bozze degli atti nazionali per comprendere il problema. L’odg si pone quindi l’obiettivo di aprire una riflessione a livello nazionale con spirito prettamente collaborativo viste le ricadute concrete sulla tutela delle donne.
In conclusione Francesca Pasquino (PD) ha ribadito che nell’atto non vi è alcuna impostazione ideologica, bensì solo la volontà di avviare una riflessione affinché non si riduca il livello di protezione contro le discriminazioni, in linea con quanto sancito dalle direttive europee.
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E’ stato respinto con 8 contrari e 3 voti a favore l’Ordine del giorno presentato dai gruppi di opposizione: Sostegno istituzionale ad Eurochocolate, alla Città del Cioccolato già inaugurata presso l’Ex Mercato Coperto e alla piena valorizzazione del centro storico come polo di attrazione culturale, turistica ed economica.
Illustrando l’atto Chiara Calzoni (Perugia Civica), dopo aver ricordato la rilevanza di Eurochocolate per la città di Perugia, ha evidenziato che recentemente è stata ufficialmente inaugurata la Città del Cioccolato all’interno dell’Ex Mercato Coperto, che rappresenta oggi uno dei più innovativi poli europei dedicati al cacao.
A parere dei proponenti, le recenti tensioni e contestazioni pubbliche relative ai progetti Eurochocolate/Città del Cioccolato non hanno riguardato questioni tecniche o urbanistiche, ma hanno assunto toni di polarizzazione ideologica dannosi per l’immagine della città e per chi investe.
In questo contesto è compito dell’Amministrazione tutelare e valorizzare gli investimenti culturali privati che contribuiscono alla crescita economica e alla reputazione cittadina, tra cui appunto la città del cioccolato.
In ragione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione:
-Ad esprimere una posizione chiara, pubblica e ufficiale a sostegno di: Eurochocolate, Città del Cioccolato e progetti di rigenerazione e valorizzazione connessi al centro storico.
-A difendere l’immagine della città da narrazioni che rischiano di danneggiare la reputazione di Perugia come capitale del cioccolato e destinazione culturale internazionale.
– A promuovere un piano strategico di comunicazione turistica che integri Eurochocolate, la Città del Cioccolato e gli altri poli culturali in un’unica identità territoriale forte, riconoscibile e competitiva.
-A coinvolgere associazioni di categoria, università, scuole, operatori turistici e culturali nella creazione di un percorso stabile di valorizzazione della cultura del cioccolato, anche attraverso itinerari, eventi, educational tour, collaborazioni artistiche e internazionali.
-A monitorare gli impatti economici e turistici dell’apertura della Città del Cioccolato, rendendo pubblici i dati su flussi turistici, occupazione generata, indotto e ricadute per il centro storico.
-A condannare formalmente gli episodi di delegittimazione personale e di contestazione ideologica avvenuti nei confronti di chi investe nella città, riaffermando il valore del dialogo civile.
-A far sì che Perugia continui a essere una città capace di attrarre investimenti, innovazione culturale e turismo di qualità, tutelando chi produce valore per la comunità.
L’assessore al commercio Andrea Stafisso ha confermato il valore di Eurochocolate quale manifestazione di interesse nazionale e locale, così come la rilevanza della Città del cioccolato, investimento centrale e cruciale per il centro storico, nonché un’opportunità di rilancio dell’acropoli e della città.
Stafisso, in merito al sostegno ufficiale richiesto in atti, ha spiegato che l’Amministrazione, a partire da patrocinio, sale e spazi, collabora all’interno di tavoli tecnici con l’organizzazione affinché Eurochocolate si svolga nella maniera migliore possibile, contemperando le esigenze anche di residenti e commercianti.
Questa è la cifra di come l’Amministrazione sostiene un evento importante come Eurochocolate.
Nel corso dell’ultima edizione, ci sono state delle manifestazioni contrarie ad Eurochocolate su cui l’Amministrazione ha già preso posizione respingendo ogni forma di violenza e di delegittimazione, ma difendendo il diritto di poter manifestare liberamente il proprio pensiero.
Circa la promozione degli eventi, in particolare la città del cioccolato, ciò è già stato fatto nel periodo di Natale inserendo la stessa nel programma degli eventi della città.
Lo stesso avverrà nelle prossime rassegne in calendario.
Perugia, ha concluso Stafisso, continuerà a lavorare, come chiesto nell’odg, per attrarre investimenti e favorire i flussi turistici, anche sostenendo, come ha fatto, manifestazioni come Eurochocolate.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha sostenuto che in passato ci si è trovati di fronte ad una situazione anomala (manifestazione contraria ad Eurochocolate): in quel momento non si è capito quale fosse la posizione dell’Amministrazione, oggi invece chiarita con i fatti e le parole.
Per Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia) l’assessore ha chiarito ogni punto presente nell’odg che, per l’effetto, si appalesa come superfluo visto che il Comune agisce per atti amministrativi. Peraltro l’Amministrazione ha sempre sostenuto Eurochocolate anche a seguito della manifestazione di protesta.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (PD) ha detto di non comprendere, a fronte di quanto detto da Stafisso e degli atti prodotti dal Comune di Perugia (tavoli di confronto, sostegno, patrocinio), cosa dovrebbe fare di più l’Amministrazione a fronte di un legittimo dissenso espresso da alcuni manifestanti.
Francesca Pasquino (PD) ha concordato con l’intervento del capogruppo Pd, ritenendo che quella in oggetto sia una polemica inutile, superata dai fatti.
Margherita Scoccia ha sostenuto che, al di là della partecipazione di membri dell’Amministrazione ad inaugurazioni ed eventi di Eurochocolate e città del cioccolato, la domanda di chiarimenti è maturata dal fatto che sono avvenute contestazioni da parte di soggetti vicini alla parte politica al governo della città.
Altro aspetto su cui si sta discutendo molto riguarda un possibile ridimensionamento da parte dell’Amministrazione della manifestazione e cosa si intenda fare per il futuro anche alla luce di un cambiamento del calendario (spostamento da ottobre a novembre di Eurochocolate) che ha ingenerato alcune criticità.
Rispondendo l’assessore Andrea Stafisso, in merito al calendario, ha riferito che lo spostamento della manifestazione da ottobre a novembre è stato ereditato dalla precedente Amministrazione ingenerando alcune concomitanze (ad esempio con l’allestimento del Natale) che richiedono nel tempo una ragionevole armonizzazione. A questo servono i tavoli tecnici.
Sulla rimodulazione della manifestazione, va ricordato che si tratta di un evento privato, ma con impatto importante per la città; su questo le parti (comune e privato) sono chiamate a dialogare e lo stanno facendo da tempo.




