La III commissione consiliare urbanistica nel corso della seduta di giovedì 15 ottobre ha trattato tre atti.
E’ stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Mazzanti su: Interventi di riqualificazione e valorizzazione del Parco di Montegrillo.
Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia) ha spiegato che la Regione Umbria, nell’ambito degli interventi previsti dalla L.R. n. 28 del 19 novembre 2001 “Testo unico regionale per le foreste”, finanzia annualmente interventi di riqualificazione ambientale e valorizzazione di aree verdi pubbliche realizzati tramite AFOR. Annualmente il Comune di Perugia individua con Afor le aree ritenute prioritarie ai fini della riqualificazione ambientale.
Per il Parco di Montegrillo è in corso la previsione di interventi di manutenzione e riqualificazione nell’ambito della programmazione di cui alla L.R. 28/2001; tra le richieste pervenute dalla cittadinanza vi è quella di inserire in tale strumento la realizzazione di un’area per cani.
Fatte queste premesse con l’odg Mazzanti impegna l’Amministrazione:
-a sostenere, nell’ambito della programmazione degli interventi previsti ai sensi della L.R. 28/2001, la riqualificazione del Parco di Montegrillo valutando, compatibilmente con la fattibilità tecnica, urbanistica ed economica degli interventi, ulteriori opere integrative rispetto al progetto che sarà predisposto da AFOR, tra cui la possibile realizzazione di un’area cani;
-a promuovere momenti di confronto con le associazioni di quartiere e con i residenti del territorio, al fine di individuare ulteriori azioni di-valorizzazione e miglioramento del parco;
-a demandare agli uffici competenti ogni ulteriore verifica e adempimento conseguente.
I rappresentanti del centro socio culturale di Montegrillo Alessandro Bocci (presidente) e Laura Cibeca (vicepresidente) hanno sottolineato che il parco, tra i più estesi di Perugia, è stato valorizzato grazie agli interventi del Comune e dei cittadini. Ci sono però nell’area anche l’anfiteatro, struttura importante, ma poco utilizzata per l’assenza di servizi igienici, ed il campetto da calcio, anch’esso privo di spogliatoi. Tra le criticità si segnalano le problematiche legate alla manutenzione del verde e della piattaforma (in precedenza campo da basket), nonché l’assenza di un’area per cani, oggi assente con tutti i disagi del caso.
Il centro socio culturale chiede quindi un intervento organico sull’intero parco e non singole opere disarticolate l’una dall’altra.
L’assessore David Grohmann ha ringraziato il centro socio-culturale per il lavoro che si sta facendo a Montegrillo insieme all’Amministrazione sperimentando peraltro una nuova forma di collaborazione concretizzatasi in un virtuoso patto di collaborazione.
L’assessore, nel porre l’accento sulle peculiarità del parco di Montegrillo, tra i più estesi a Perugia, e su alcune iniziative innovative assunte (ad esempio assegnazione della cura delle piante d’olivo), sui progetti citati nell’odg ha espresso apprezzamento, specificando che quello di Afor è in corso di valutazione da parte degli uffici.
Il progetto di Afor, rispetto a quelli del passato, è un po’ differente a causa di una diversa impostazione imposta dalla Regione; quest’ultima, infatti, ha ristretto molto la possibilità di intervento su ambiti che non siano strettamente legati ai fondamenti della legge 28, ossia la norma che si concentra sulla tutela del patrimonio forestale e sul rischio idrogeologico, escludendo di fatto le aree verdi.
Questi aspetti di cui alla legge 28 sono comunque molto presenti e rilevanti presso il parco di Montegrillo; per questo l’Amministrazione spingerà affinché nel progetto si tenga conto di questi elementi (gestione delle acque meteoriche, interazione tra illuminazione e rami delle alberature, cura dei camminamenti, ecc.).
Per il campo da calcio si sta negoziando con Afor la possibilità di riqualificare il fondo, mentre per gli altri arredi (es. reti) sarà necessario procedere con fondi comunali.
Anche per la realizzazione dell’area per cani sarà necessario procedere con risorse comunali.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha confermato che l’attività del centro socio-culturale è proficua ormai da tempo, così come non rappresenta una novità la complessità del parco di Montegrillo, oggetto di riflessione e di interventi a cura dell’Amministrazione anche in passato.
L’auspicio, infine, sul progetto riguardante la cura degli olivi è di coinvolgere quanto prima anche i singoli cittadini, prevedendo tale possibilità nel costituendo regolamento.
Entrando nel merito dell’odg Varasano ha sostenuto che dei tre indirizzi contenuti nell’atto due sono estremamente generici, mentre il terzo (area cani) è di dettaglio. Il consigliere si è detto favorevole all’area cani purché sia individuata una zona adeguata nel parco al fine di limitare il più possibile gli inevitabili conflitti tra i cittadini che ne potrebbero derivare.
In replica finale Lorenzo Mazzanti ha sostenuto che l’Amministrazione sul parco sta facendo un lavoro importante in condivisione con il centro socio-culturale. Sull’area cani ha confermato che è stata già individuata la zona adatta (ex pallaio) per concretizzare l’eventuale progetto.
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E’ stato approvato all’unanimità l’Ordine del giorno del gruppo PD: Valorizzazione e messa in sicurezza delle colonie feline autorizzate nel territorio comunale, realizzazione di segnaletica orizzontale e verticale e di rifugi artigianali colorati.
Francesca Pasquino ha riferito che nel territorio del Comune di Perugia sono presenti numerose colonie feline regolarmente autorizzate e registrate, gestite da referenti volontari.
La presenza di colonie feline in spazi pubblici o aperti al pubblico – parchi, aree verdi, cortili condominiali, margini stradali – non è adeguatamente segnalata, con conseguente rischio di incidenti a danno degli animali e di incomprensioni con residenti e gli utenti degli spazi.
Inoltre La mancanza di rifugi adeguati espone i gatti a condizioni climatiche avverse e non favorisce quella percezione di ordine e cura dello spazio pubblico che è condizione essenziale per la convivenza civile tra la colonia e la città.
Alla luce di quanto illustrato i consiglieri impegnano l’Amministrazione a:
-Adottare uno schema di segnaletica orizzontale e verticale standardizzato per le aree in cui insistono le colonie feline autorizzate, recante almeno: denominazione della colonia, numero di registrazione SINAC (banca dati nazionale degli animali da compagnia), nominativo del referente, indicazione della pratica TNR in corso, logo del Comune di Perugia, provvedendo all’installazione in via prioritaria nelle zone a maggiore traffico veicolare e pedonale, valutando ove possibile anche l’installazione di telecamere di sicurezza, specialmente nelle aree critiche, utile anche come deterrente e strumento di indagine per identificare chi abbandona i gatti;
-Promuovere, in collaborazione con la USL n. 1 servizio veterinario le associazioni di protezione animale attive sul territorio, gli istituti scolastici secondari di primo e secondo grado, gli istituti di alta formazione e le botteghe artigiane locali, un progetto partecipato per la realizzazione di segnaletica verticale, prevedendo che la presentazione pubblica della cartellonistica e le attività di educazione civica connesse si tengano in occasione della Giornata Mondiale del Gatto (17 febbraio) o della Giornata Mondiale della Cura (29 marzo), così da massimizzare la visibilità dell’iniziativa e il coinvolgimento della comunità scolastica e cittadina;
-Promuovere, in collaborazione con la USL n. 1, il servizio veterinario, le associazioni di protezione animale attive sul territorio, gli istituti scolastici secondari di primo e secondo grado, gli istituti di alta formazione e le botteghe artigiane locali, un progetto partecipato per la realizzazione di rifugi per gatti di colonia artigianali, colorati e personalizzati, di ridotte dimensioni, amovibili e non ancorati stabilmente, rientranti nell’edilizia libera (mi. 6 d.P.R. 380/200I) e che, conseguentemente, non necessitino di titoli abilitativi, privilegiando materiali di recupero, tecniche di costruzione accessibili e la valorizzazione delle competenze locali. La presentazione pubblica dei manufatti e le attività di educazione civica connesse potranno essere previste in occasione della Giornata Mondiale del Gatto (17 febbraio) o della Giornata Mondiale della Cura (29 marzo), così da massimizzare la visibilità dell’iniziativa e il coinvolgimento della comunità scolastica e cittadina;
-Valutare l’inserimento di tali rifugi tra i manufatti di arredo urbano sostenibile finanziabili nell’ambito dei bandi europei attivi, con particolare riferimento al Programma Nuovo Bauhaus Europeo e al Quadro Finanziario Pluriennale;
-Destinare a tali finalità una quota dei fondi disponibili nel bilancio comunale per la tutela del benessere animale, ovvero attivare specifici accordi con associazioni iscritte al RUNTS per il cofinanziamento delle iniziative.
La Dott.ssa Brigitta Favi Dirigente Responsabile della U.O.S. Randagismo e Igiene Urbana dell’Asl ha spiegato che la colonia felina non nasce per volontà del responsabile dell’area ma dalla spontanea frequentazione del posto da parte degli animali. Avere volontari che si prendono cura giornalmente di queste colonie è un vantaggio per tutta la comunità, precisando sempre che la gestione sanitaria (sterilizzazioni, ecc.) resta di competenza di asl.
Rispetto alla gestione dei cani, assolutamente sotto controllo, la dirigente Asl ha spiegato che quella dei gatti è molto più complessa perché spesso le colonie sono soggette a forti mutamenti a causa di abbandoni, della “mobilità” dei felini e della necessità di procedere a continue sterilizzazioni.
Rendere riconoscibili le colonie feline e sviluppare progetti con le scuole appare quindi auspicabile per favorire una cultura di tutela delle colonie.
L’assessore David Grohmann ha rappresentato l’urgenza di affrontare questo tema, visti i numeri del fenomeno: le colonie censite sono infatti ben 136 nel Comune di Perugia.
Servono quindi azioni specifiche e soluzioni pratiche, come proposto nell’odg, anche al fine di portare la cittadinanza a conoscenza della situazione favorendo la convivenza e la cultura del rispetto degli animali.
L’assessore ha auspicato quindi l’approvazione di questa progettualità per dare un sostegno concreto ai tanti volontari che si occupano delle colonie ma che non sempre sono in grado di poterle gestire al meglio (malattie, alimentazione, ecc.).
Su segnaletica ed arredi Grohmann ha manifestato massima adesione riconoscendone la necessità ed ha auspicato il coinvolgimento anche degli istituti di formazione pubblici e privati.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha sostenuto che il primo obiettivo (apposizione di segnaletica) proposto rappresenta un atto di civiltà ed un riconoscimento a chi si prende cura di queste colonie con impegno e passione facendo comunità.
Varasano ha proposto di coinvolgere nel progetto anche l’accademia di belle arti e gli istituti di alta cultura.
Le 136 colonie feline presenti nel territorio di Perugia sono un numero importante che conferma la rilevanza del fenomeno; per priorità andranno individuate quelle da tutelare anche tramite la presenza di telecamere.
Il consigliere ha quindi proposto un esempio di questa situazione, citando la presenza di una colonia felina all’interno del cimitero monumentale, ove manca segnalazione adeguata (quella presente è molto precaria) e per la quale occorre valutarne l’opportunità essendo posizionata nei pressi del forno crematorio. Oggi lì si registra un problema ulteriore, visto che sta partendo il cantiere per la seconda linea del forno crematorio con rischi per l’incolumità dei gatti.
Sarebbe utile a tal proposito valutare lo spostamento della colonia per trovare una soluzione più sicura ed adeguata per i gatti.
La dott.ssa Brigitta Favi ha spiegato che la presenza di telecamere è utile come deterrente per disincentivare gli abbandoni e per perseguire i responsabili di quello che rappresenta un vero e proprio reato. Sulla questione della colonia del cimitero, ha detto di aver effettuato già un sopralluogo e di averne in calendario un altro insieme alla presidente della consulta degli animali ed al funzionario comunale, al fine di trovare una soluzione al problema tramite spostamento visto che col cantiere in essere ci sarà anche un’interdizione fisica all’area.
In senso generale ha sostenuto che in futuro sarà necessario regolamentare la collocazione delle colonie perché vi sono posti critici, come ad esempio i cimiteri o presidi sanitari, dove occorre disincentivare la presenza degli animali.
Antonio Donato (M5S) ha spiegato che si sta procedendo, in collaborazione con Gesenu, ad apporre telecamere mobili che, al bisogno, possono essere spostate in varie aree della città al fine di tutelare la sicurezza delle colonie feline, ma anche per disincentivare atti vandalici ed abbandoni di rifiuti. Questo rappresenta un preciso segnale che si vuole rivolgere alla comunità.
In replica finale Francesca Pasquino (PD) ha spiegato che questo progetto è finalizzato a determinare un cambiamento culturale nella comunità. Ha accolto infine l’invito di estendere la collaborazione anche agli istituti di alta formazione.
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Infine è stato approvato con 8 voti a favore l’Ordine del giorno presentato dai gruppi Anima Perugia ed Orchestra per la Vittoria su: Promozione del ripristino della natura negli spazi urbani attraverso interventi di depavimentazione e rinaturalizzazione.
Simone Cenci ha riferito che, alla luce degli effetti del cambiamento climatico, è cresciuta la consapevolezza dell’importanza del ripristino della natura quale strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita delle persone e accompagnare i territori nell’adattamento.
In attuazione di specifico regolamento UE del 2024, gli Stati membri sono chiamati a predisporre specifici Piani Nazionali di Ripristino della Natura finalizzati a tradurre in azioni concrete gli obiettivi di recupero degli ecosistemi degradati, compresi quelli urbani.
Tra le pratiche che stanno trovando crescente applicazione nelle città europee e italiane vi è la depavimentazione (depaving), consistente nella rimozione di superfici impermeabili non più necessarie o sottoutilizzate e nella loro sostituzione con alberature, aree verdi, aiuole drenanti e altre soluzioni basate sulla natura.
Secondo i proponenti la promozione della depavimentazione e di interventi di rinaturalizzazione urbana rappresenti un’opportunità per migliorare la qualità dello spazio pubblico, valorizzare il patrimonio ambientale cittadino e contribuire ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
In ragione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione a:
-proseguire e rafforzare le politiche comunali orientate all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla valorizzazione del verde urbano e al miglioramento della qualità ambientale degli spazi pubblici;
-valorizzare, nell’ambito degli strumenti comunali di pianificazione e programmazione in materia ambientale, di verde urbano, lavori pubblici e riqualificazione degli spazi pubblici nonché nelle future progettualità e negli interventi di riqualificazione urbana, le opportunità offerte dalle pratiche di depavimentazione e rinaturalizzazione urbana, ove compatibili con le caratteristiche e le finalità degli interventi;
-promuovere occasioni di approfondimento e sensibilizzazione sul ruolo della depavimentazione, delle infrastrutture verdi e delle soluzioni basate sulla natura nel miglioramento della qualità della vita urbana e nell’adattamento ai cambiamenti climatici;
-seguire il percorso di definizione e successiva attuazione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, valutando le opportunità e gli strumenti che potranno favorire il contributo degli enti locali agli obiettivi di ripristino della natura nei contesti urbani;
-promuovere, attraverso gli uffici competenti, una mappatura delle aree pubbliche comunali potenzialmente interessabili da interventi di depavimentazione e rinaturalizzazione, individuando le priorità di intervento sulla base di criteri ambientali, urbanistici e di adattamento ai cambiamenti climatici.
Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria) ha confermato la rilevanza del tema dei cambiamenti climatici, ormai drammaticamente davanti ai nostri occhi con fenomeni atmosferici sempre più violenti. Il timore è che la situazione, già difficile, possa ulteriormente peggiorare.
Maddoli ha poi sottolineato che le situazioni climatiche estreme si legano anche al tema delle ingiustizie sociali, poiché vi sono tante persone che non si possono permettere strumenti (climatizzatori ecc.) per contrastare le perduranti ondate di caldo.
Ha quindi evidenziato che occorre fare qualcosa, ad esempio introducendo nei piani comunali interventi di depavimentazione e rinaturalizzazione, per contribuire a migliorare o quantomeno a mitigare la situazione.
L’assessore David Grohmann ha parlato di tema di assoluta centralità, spiegando che la sfida della depavimentazione è molto complessa e rischia di gravare solo sulle spalle delle amministrazioni comunali.
Nel vasto territorio di Perugia (449 chilometri quadrati) risulta urbanizzato solo il 12%, pari a 50 km quadrati). La condizione è quindi privilegiata rispetto a città dove l’urbanizzazione è stata molto serrata. Il Comune ha già intrapreso la strada di individuare le aree non più utilizzate da depavimentare, partecipando ad un bando regionale del 2025 su fondo interministeriale per il contrasto al consumo di suolo. Le aree individuate dal Comune sono due, una in via del Lavoro ed una in via Pian della Genna, che verranno sottoposte a proposta di finanziamento.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha detto che l’indirizzo nella sua generalità è di buon senso; tuttavia ha constatato come esso si scontri con normative e situazioni di fatto di segno opposto. In particolare poche settimane fa sono state inaugurate alcune piste ciclabili (ad esempio al percorso verde) dove è stata eseguita un’operazione opposta rispetto alla depavimentazione, mettendo asfalto al posto della terra.
Francesca Pasquino (PD) ha preannunciato un voto a favore dell’odg, perché si tratta di un tema molto attuale e di un’esigenza divenuta prioritaria visto che il clima italiano si sta sempre più avvicinando a quello dei paesi torridi, ma senza che tutti i cittadini abbiano la possibilità di contrastare adeguatamente il caldo estremo.
Affrontare l’emergenza climatica è quindi possibile e fattibile come stanno facendo alcune città vicine (es. Cesena).
Stefano Nuzzo (M5S) ha detto di condividere pienamente la proposta perché rappresenta un ulteriore tassello nel percorso avviato, volto a determinare la revisione del piano regolatore.
Nuzzo ha poi presentato un emendamento aggiuntivo al fine di invitare l’Amministrazione ad “attivare attraverso un’interlocuzione istituzionali con la giunta regionale un percorso di approfondimento finalizzato a promuovere una revisione della legge 1 e del regolamento regionale 2 di attuazione, con particolare riferimento alle disposizioni che disciplinano la determinazione degli standard urbanistici destinati al verde e alle superfici permeabili nel caso di nuove edificazioni e trasformazioni urbanistiche al fine di introdurre criteri che valorizzano l’effettiva presenza di superfici permeabili verdi, la dotazione arborea, la qualità dell’ambiente e degli spazi favorendo la riduzione delle impermeabilizzazione del suolo e il miglioramento della resilienza climatici degli insediamenti urbani”.
L’emendamento è stato accolto dai proponenti.
Margherita Scoccia ha parlato di tema condivisibile ma su cui si fatica a realizzare un’inversione di tendenza rispetto al principio del consumo di suolo.
Per Scoccia la proposta va calata comunque nella singola realtà, e quindi su Perugia, dove il bilancio del verde è positivo. Vi sono però microzone ove si può intervenire in maniera mirata, anche apportando soluzioni architettoniche adeguate
Scoccia ha detto però di non condividere l’assolutezza delle soluzioni proposte, ossia la sola depavimentazione.




