I commissione: approvate le modifiche al regolamento sulla consulta per le famiglie

Proposte dalla consigliera Tanci

date
28 marzo 2026
- Redazione
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La I commissione consiliare affari istituzionali, nel corso della seduta di venerdì 27 marzo, ha approvato con 10 voti a favore la proposta di deliberazione consiliare presentata dalla Cons. Laura Tanci del gruppo consiliare Anima Perugia: Modifica del Regolamento di funzionamento della Consulta per la famiglia del Comune di Perugia.

Illustrando l’atto Laura Tanci ha sostenuto che il Comune di Perugia riconosce e sostiene le famiglie quali nuclei fondamentali della comunità cittadina e promuove politiche integrate di carattere sociale, educativo e culturale.

Ha poi ricordato che, con deliberazione del Consiglio Comunale n. 16 del 09/03/2020, è stato approvato il “Regolamento di funzionamento della Consulta per la Famiglia del Comune di Perugia”.

Nel tempo l’esperienza applicativa del regolamento vigente ha evidenziato l’esigenza di un aggiornamento complessivo volto a rendere l’organismo maggiormente rispondente al mutato contesto normativo, sociale e istituzionale.

L’intervento proposto con le modifiche, quindi, è finalizzato a rafforzare il ruolo della Consulta quale sede stabile di confronto, ascolto e proposta tra Amministrazione comunale, servizi territoriali e realtà sociali operanti a favore delle famiglie.

La revisione regolamentare è orientata, in particolare, a:

-riconoscere la pluralità delle forme familiari e i nuovi bisogni sociali emergenti;

-rafforzare le funzioni consultive e propositive della Consulta e il raccordo con i servizi comunali, il Terzo Settore e gli strumenti di programmazione delle politiche familiari;

-rendere più chiaro ed efficace l’assetto organizzativo e il funzionamento dell’Assemblea e degli organi della Consulta;

-garantire maggiore trasparenza, continuità operativa e capacità propositiva dell’organismo.

Nel dettaglio le modifiche riguardano tutti e 10 gli articoli che compongono il regolamento cominciando dal titolo che diventa “Regolamento per l’istituzione ed il funzionamento della consulta comunale per le famiglie”.

Ecco le principali (in grassetto le modifiche).

Art 1 (principi generali): Il Comune di Perugia, con riferimento ai principi sanciti dalla Costituzione, alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e alla normativa nazionale e regionale in materia di servizi sociali e educativi, riconosce e sostiene le famiglie, in tutte le loro forme, quali soggetti sociali e nuclei fondanti della comunità cittadina. Esso valorizza i compiti di cura, educazione e tutela dei figli, la promozione delle pari opportunità e il sostegno alle fragilità familiari, nonché le capacità di auto-aiuto e solidarietà comunitaria.

Art.3 (finalità e scopi): si prevede che la Consulta opera quale sede stabile di confronto tra l’Amministrazione e le realtà sociali ed educative del territorio ed ha tra le sue funzioni: a) stimolare l’attivazione di studi, ricerche e attività di monitoraggio sulla situazione delle famiglie nelle loro diverse forme nel contesto comunale, nonché sull’attuazione, a livello locale, della normativa nazionale e regionale in materia di politiche familiari;

b) promuovere iniziative volte a diffondere una cultura favorevole alle famiglie, in ambito sociale, culturale ed istituzionale, anche mediante attività di sensibilizzazione e informazione; h) promuovere progetti orientati al sostegno delle famiglie e alla prevenzione delle fragilità sociali; i) favorire il raccordo stabile con i Servizi Sociali e i Servizi Scolastici, contribuendo a una visione integrata delle politiche per le famiglie;

j) promuovere e valorizzare le azioni in materia di affido familiare, adozione, tutela dei minori e contrasto alla povertà educativa; k) collaborare stabilmente con i Centri per le Famiglie del Comune di Perugia, quale presidio territoriale dedicato alla genitorialità e al sostegno delle famiglie; l) sostenere, valorizzare e rappresentare i bisogni delle diverse tipologie familiari, comprese le famiglie monogenitoriali, ricomposte, affidatarie, adottive, omogenitoriali e di fatto; m) promuovere le pari opportunità, la parità di genere e le politiche di conciliazione famiglia–lavoro.

All’art. 4 (organi) viene sostituita alla figura dell’assessore competente (che potrà partecipare ai lavori della Consulta in qualità di invitato permanente e senza diritto di voto) quella dell’ufficio di presidenza.

Art. 5 (assemblea) si richiede per la partecipazione alla consulta l’iscrizione delle associazioni al RUNTS; inoltre le stesse devono svolgere “attività prevalente o significativa in almeno uno dei seguenti ambiti: genitorialità; tutela dell’infanzia e dell’adolescenza; pari opportunità di tutte le formazioni familiari; sostegno alle famiglie fragili; affido familiare e adozione; contrasto alla povertà educativa.

Art. 6 (modalità di costituzione) si prevede che “Gli organi della Consulta rimangono in carica per tutta la durata del mandato amministrativo”.

Art. 7 (presidente e vice presidente), si stabilisce che vengono eletti con voto segreto alle rispettive cariche i due soggetti più votati (in caso di parità ballottaggio). Le determinazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza dei presenti (non più dei componenti come stabilito in precedenza).

Art. 8 (lavori assemblea) viene ampliato l’elenco di coloro che possono partecipare ai lavori senza diritto di voto, includendo ex novo: “una/un referente dei Centri per le Famiglie del Comune di Perugia; funzionarie/i dei Servizi Sociali o dei Servizi Scolastici invitati/e dal Presidente, soggetti qualificati, rappresentanti di Enti, Organismi pubblici o Associazioni, invitati dal Presidente per la trattazione di specifici argomenti all’ordine del giorno.

DIBATTITO

L’assessora Costanza Spera ha parlato di revisione necessaria per consentire una piena ripresa del’attività della consulta, poco utilizzata nella precedente consiliatura anche a causa di alcune problematiche emerse nel tempo soprattutto da punto di vista organizzativo.

Utili e necessari anche i riferimenti normativi inseriti nel testo, ma la modifica più importante riguarda l’art 3 con riferimento a finalità e scopi. Tra essi spicca l’attenzione particolare a tutte le tipologie di famiglie ed alle fragilità. Importante l’inserimento della figura, prima assente, del centro per le famiglie, così come gli istituti dell’affido e dell’adozione.

Ne è emerso un testo migliorato che amplia le possibilità di discussione, inserendo nel regolamento tutte quelle componenti prima escluse.

L’assessora ha accolto con favore anche la modifica del titolo ove si passa dal termine “famiglia” a “famiglie”; ciò garantisce la visibilità di tutte le componenti familiari spesso non riconosciute a sufficienza.

La dirigente Roberta Migliarini ha spiegato che i regolamenti in vigore, spesso datati, richiedono modifiche al fine di adattarsi alle nuove esigenze ed alle normative europee, nazionali e regionali intervenute. Migliarini ha posto l’accento sull’importanza dell’inserimento della figura del centro per le famiglie e per l’interazione della consulta con gli uffici dei servizi sociali e scolastici. Ciò per realizzare un costante confronto anche su temi sentiti, come affido o adozione.

Dopo alcune segnalazioni tecniche (es. art. 5 e 8) il consigliere Edoardo Gentili (FI) ha parlato di tema giuridico con riferimento al termine “famiglia”: tale componente – ha detto è specificatamente definita dall’art. 29 della Costituzione, ma è stata poi integrata dalle sentenze della Corte Costituzionale. Ha quindi sostenuto che la modifica linguistica inserita nel regolamento (da famiglia a famiglie), pur se di particolare valore simbolico, dal punto di vista tecnico e giuridico è già di per sé stata recepita in ambito giurisprudenziale.

Il capogruppo Pd Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha accolto con favore le modifiche, frutto di un lavoro condiviso. Il dato più significativo – ha spiegato – è la possibilità di tutelare tutte le formazioni familiari presenti nella comunità, dando voce a chi finora non l’ha avuta; le modifiche al regolamento consentono di inviare, pertanto, un preciso segnale in tal senso alla comunità.

Zurlo non ha concordato con Gentili sull’interpretazione dell’art. 29 della Costituzione, trattandosi di tema ormai ampiamente superato dalla giurisprudenza. Infine ha spiegato che la modifica del termine famiglia in famiglie ha anche una valenza riparatoria rispetto a quanto accaduto nella precedente consiliatura.

Per l’assessora Spera il linguaggio plasma la nostra capacità di guardare ciò che ci circonda. Ha quindi concordato con quanto sostenuto da Ermenegildi Zurlo sull’importanza del cambiamento del termine famiglia in famiglie come espressione di una precisa visione.

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha detto che nelle modifiche proposte non vi è la sua visione della materia, pur rispettando l’impostazione della maggioranza.

Ha poi sollevato la questione tecnica sull’art. 4 (organi), ritenendo che il vice presidente non possa essere organo a sé stante.

Dopo una sospensione sono stati condivisi 4 emendamenti relativi agli articoli 4 (introduzione tra gli organi dell’ufficio di presidenza), 5 (riformulazione ultimo comma), 7 e 8 (validità delle convocazioni).

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