In apertura della seduta del Consiglio comunale del 18 maggio, Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha presentato una mozione urgente su “Difesa e valorizzazione della medicina generale e della pediatria di libera scelta nell’ambito della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal Pnrr”. La consigliera, motivando l’urgenza dell’atto, ha ricordato che in queste ore risulta aperto un tavolo ministeriale con la Conferenza delle Regioni e le rappresentanze sindacali della medicina territoriale e si stanno prendendo decisioni che possono cambiare la sanità territoriale.
Entro il 30 giugno – ha proseguito Calzoni – devono essere attivate le Case di comunità previste dal Pnrr; ciò ha portato alla proposta di un decreto calato dall’alto, sbagliato nel metodo (non si può riformare la medicina territoriale senza confrontarsi con chi la vive ogni giorno) e anche nel merito. Il problema, infatti, a suo avviso non è la disponibilità dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta a lavorare nelle Case di comunità: essa è già stata data e gli strumenti organizzativi già esistono negli accordi collettivi nazionali e integrativi regionali. I medici di medicina generale, dunque, sono pronti a essere protagonisti della nuova sanità territoriale.
Il vero problema è “la carenza dei professionisti, che non riguarda solo la medicina generale”. Secondo Calzoni, non si può pensare di risolverlo creando un doppio canale tra convenzione e dipendenza proprio sul territorio, perché ciò rischia solo di frammentare la categoria. Ogni persona – sostiene inoltre la consigliera – deve poter scegliere il medico a cui affidare la propria salute. La mozione chiede pertanto che il Comune si attivi affinché nella Conferenza delle Regioni si schieri a favore della medicina territoriale e del rapporto fiduciario tra medico e paziente.
Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd) ha ringraziato Calzoni per aver sollevato una questione di centrale importanza; tuttavia, in tal modo è emerso l’errore del ministro, ovvero l’assenza di una vera interlocuzione con le parti sociali e gli ordini professionali. Quindi, nessuna chiusura rispetto all’atto proposto dalla consigliera, ma, secondo Ermenegildi Zurlo, è imprescindibile sentire i rappresentanti di ordini professionali e parti sindacali.
In sede di votazione l’urgenza è stata respinta (11 voti favorevoli e 19 contrari) sicché la mozione seguirà l’iter ordinario.




