Dal 29 ottobre al 1° novembre prima edizione di Ricreazione

Quattro giorni per tornare a parlare di scuola partendo dalla scuola: l’appuntamento promosso dalla Regione Umbria a Perugia

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02 ottobre 2026
- Redazione
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Educazione presente per costruire il futuro. Dal 29 ottobre al 1 novembre quattro giorni di incontri, laboratori, tavole rotonde, assemblee, letture e momenti di confronto nel cuore di Perugia. Una prima edizione, promossa dall’assessorato all’Istruzione e alla Formazione della Regione Umbria, pensata per insegnanti, educatori, studenti, famiglie e per tutta la comunità: non una rassegna di emergenze, ma uno spazio per discutere, condividere pratiche e immaginare la scuola che ancora non c’è.

 

Quattro giorni per tornare a parlare di scuola partendo dalla scuola. È questo l’obiettivo di Ricreazione, festival della scuola pubblica, democratica, coraggiosa, alla sua prima edizione, in programma a Perugia dal pomeriggio di giovedì 29 ottobre alla mattina di domenica 1 novembre. Un appuntamento, presentato il 1 ottobre in Regione, promosso dalla Regione Umbria, in collaborazione con il Comune di Perugia, la Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria, che nasce con l’ambizione di diventare uno spazio stabile di confronto e di elaborazione, capace di mettere in relazione chi ogni giorno vive, attraversa e costruisce la scuola: insegnanti, educatori, dirigenti, studenti, famiglie, ricercatori e operatori culturali. Alla presentazione sono intervenuti: Fabio Barcaioli, assessore al Diritto allo Studio e Istruzione della Regione Umbria; Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia; Moira Sannipoli, professoressa associata di Didattica e Pedagogia Speciale – Università degli Studi di Perugia; Dario Ianes (in video collegamento), presidente della Fondazione Scuola e Ricerca, co-fondatore del Centro Studi Erickson; Christian Raimo (in video collegamento), insegnante, giornalista, scrittore.

 

Come spiega Fabio Barcaioli, assessore all’Istruzione e alla Formazione della Regione Umbria: “Sul futuro della scuola serve un dibattito molto più ampio di quello che stiamo ascoltando in questi ultimi anni. L’attenzione si concentra purtroppo sul burqa nelle scuole, sul divieto di utilizzare il cellulare e su quali sono i filosofi da proporre alle studentesse e agli studenti, fino a escludere quelli ritenuti scomodi al Governo. Questioni che finiscono per occupare tutto lo spazio della discussione, mentre rimangono sullo sfondo i tagli decisi dal Ministro dell’Istruzione, la riduzione degli organici, il personale Ata che diminuisce, i docenti che mancano e il precariato senza una soluzione. Eppure è da qui che bisogna partire se vogliamo capire quale scuola stiamo costruendo.

 

Ricreazione nasce per allargare questo spazio e rimettere al centro ciò che riguarda davvero il futuro dell’istruzione. Cominceremo dalla voce delle ragazze e dei ragazzi e dalle loro proposte. Parleremo di una scuola di pace, della formazione degli insegnanti e ci confronteremo sulle pluriclassi, sul tempo integrato, sulle comunità educanti e sull’ampliamento dell’obbligo scolastico. Discuteremo del rapporto tra scuola, quartieri e città e di come l’istruzione possa accompagnare i cambiamenti della nostra società. Il centro storico di Perugia diventerà una grande aula a cielo aperto, attraversata da idee, esperienze e proposte. Ringrazio la Fondazione Erickson, il Comune di Perugia, la Camera Commercio Umbria, Sviluppumbria per il sostegno al festival e rivolgo un ringraziamento particolare al direttore artistico di Ricreazione, Christian Raimo, e a tutte e tutti coloro i quali hanno costruito questo appuntamento insieme a noi“.

 

RAIMO: “Questo festival non sarà solo la messa in rete di pratiche e pensieri sulla scuola democratica, ma sarà un magnete che attirerà tutte le persone che hanno a cuore l’educazione sia a scuola che fuori dalla scuola: bambine e bambini, educatrici e educatori, famiglie e studenti. Un momento di confronto sui temi centrali per la democrazia: l’inclusione, la valutazione formativa, l’antirazzismo, l’antiabilismo, la pace, il valore della ricerca”.

 

FERDINANDI: “Il fatto che oggi siano seduti allo stesso tavolo Comune, Regione e Università, rappresentata da Moira Sannipoli, dice molto del lavoro che dobbiamo fare insieme. A Perugia, del resto, Aldo Capitini ci ha insegnato a pensare la politica anche come pedagogia, nella convinzione che la riflessione collettiva sia lo strumento attraverso il quale una comunità può tornare a interrogarsi e ripensare le questioni fondamentali. Stiamo assistendo a un tentativo di progressivo smantellamento dei valori fondanti della nostra Costituzione. Pensare che Perugia possa trasformarsi in una grande comunità educante significa allora costruire anticorpi di fronte a questo processo. In particolare, dobbiamo chiederci quale idea di sicurezza e di pace sociale costruiamo se accettiamo che la scuola sia pensata come un luogo nel quale porre limiti e confini, anziché abbatterli. E se la scuola abdica alla propria missione di costruzione dell’uguaglianza, si indebolisce uno dei pilastri della democrazia. Per questo considero questa iniziativa uno degli atti politici più importanti e necessari. E credo sia particolarmente significativo che parta da Perugia, città che porta con sé il messaggio di san Francesco e l’eredità civile e culturale di Aldo Capitini”.

 

Ad aprire il festival, giovedì 29 ottobre, sarà proprio la voce degli studenti. Alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, dalle 10.30 alle 12.30, studentesse e studenti saranno protagonisti di una mattinata di dialogo dedicata alle loro domande, ai loro desideri e alle loro critiche. Un modo per rovesciare la prospettiva e rimettere al centro il punto di vista di chi la scuola la abita quotidianamente. Interverranno, tra gli altri, Roberto Contu e Christian Raimo, con i saluti della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Fabio Barcaioli.

 

Nel pomeriggio il festival affronterà uno dei temi che più direttamente interrogano oggi il ruolo educativo della scuola: cosa vuol dire educare alla pace? A Perugia, città legata alla figura di Aldo Capitini e alla storia della marcia per la pace, filosofi, insegnanti, dirigenti scolastici e istituzioni si confronteranno sul significato della nonviolenza come pratica educativa quotidiana. Tra gli ospiti Fabio Barcaioli, Vittoria Ferdinandi, Massimiliano Marianelli, Massimo Pomi, Alberto Stella e Denise Vincenti. Modera Matteo Santarelli.

 

Particolare attenzione sarà dedicata anche a una figura centrale, ma ancora troppo spesso marginalizzata nella scuola: l’educatore e l’educatrice scolastica. Venerdì 30 ottobre, dalle 15 alle 16.30, l’incontro Un nuovo ruolo dell’educativa scolastica: dalla serie C alla figura di sistema metterà a confronto Alberto Contu, Dario Ianes e Benedetta Zagni, con la moderazione di Loris Antonelli. Al centro, la proposta della Rete Nazionale Nuova Educativa Scolastica di riconoscere l’educativa scolastica come vera e propria figura di sistema, superando una condizione di precarietà e invisibilità, valorizzandone il ruolo nei processi di inclusione.

 

Sabato 31 ottobre lo sguardo si sposterà sui primissimi anni dell’educazione, con un incontro dedicato al sistema integrato 0-6, definito nel programma come “il pezzo più importante del sistema scolastico”. Nidi e scuole dell’infanzia sono infatti il luogo nel quale, secondo la prospettiva proposta dal festival, le disuguaglianze possono formarsi oppure essere contrastate. Ne discuteranno Edoardo Mantelli, Claudia Ricci, Moira Sannipoli e Samantha Bonucci, con la moderazione di Valentina Bendini della Regione Umbria.

 

Sempre sabato, alle 19, la Sala dei Notari ospiterà Inclusione e democrazia, un’assemblea aperta dedicata a disabilità, plurilinguismo, povertà educativa e diritti. Valentina Carbonara, Elisa Di Toro, Enrico Galiano, Federico Gasparetto, Giulia Paciello e Alberto Stella, insieme ad Anna Granata e Lavinia Bianchi in collegamento, si confronteranno su cosa significhi costruire oggi una scuola nella quale “nessuno è di troppo”. L’inclusione viene così affrontata non come un capitolo tecnico o specialistico, ma come una questione che riguarda la natura stessa della scuola democratica.

 

La giornata di sabato si concluderà con Ascanio Celestini, protagonista alle 21.30 alla Sala dei Notari dell’incontro con letture Storie di scuola. Attraverso la lingua dell’oralità e della memoria popolare, l’attore, autore e regista racconterà la scuola dal basso, tra aule, maestri e periferie, portando sul palco storie capaci di intrecciare esperienza individuale e memoria collettiva.

 

Domenica 1 novembre RICREAZIONE entrerà anche nel modo in cui la scuola viene raccontata dai media. Raccontare la scuola riunirà alcune delle firme che seguono il mondo dell’istruzione per importanti testate nazionali: Anna Franchin di Internazionale, Danilo Fastelli di Domani, Viola Giannoli de la Repubblica, Gianna Fregonara del Corriere della Serae Luciana Cimino de Il Manifesto. Un confronto sul giornalismo scolastico, tra emergenze educative, cronaca, stereotipi e retoriche del merito, per interrogarsi su come informare meglio su uno dei temi decisivi per il futuro del Paese.

 

Al centro dell’ultima giornata ci sarà poi la scuola al tempo del disastro ecologico. Alla Sala dei Notari, dalle 11.30 alle 13, insegnanti, sociologi, ricercatori ed esperti discuteranno di come affrontare in classe la crisi climatica non come semplice argomento del programma di scienze, ma come condizione concreta nella quale cresceranno le nuove generazioni. All’incontro parteciperà in collegamento anche Giorgio Parisi, fisico teorico, accademico e premio Nobel per la fisica nel 2021.

 

A chiudere RICREAZIONE sarà infine La scuola fuori dalla scuola, domenica pomeriggio alla Sala dei Notari. Vera Gheno, Rahma Nur e Stefania Auci, insieme a Mila Spicola, si confronteranno su tutto ciò che educa oltre le aule: le parole pubbliche, i social, i territori e gli spazi nei quali ragazze e ragazzi costruiscono quotidianamente la propria esperienza. Un dialogo conclusivo sul rapporto tra scuola e società e sulla possibilità per la scuola pubblica di abitare questo “fuori” senza inseguirlo.

 

Accanto agli incontri, il programma di RICREAZIONE propone per tutta la durata del festival laboratori, attività e spazi dedicati anche ai più piccoli, con una libreria temporanea alla Loggia dei Lanari, un’area di giochi in legno in Piazza IV Novembre e una mostra di materiale scolastico d’epoca in via Oberdan.

 

Un programma, dunque, che mette in relazione ricerca pedagogica, pratiche educative, esperienza degli insegnanti e voce degli studenti, con l’obiettivo di fare di Perugia, per quattro giorni, uno spazio pubblico di discussione sulla scuola e sul suo ruolo nella società.

 

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