Il Consiglio comunale ha approvato con 24 voti favorevoli e 7 astensioni la proposta di deliberazione consiliare presentata dalla consigliera Laura Tanci del gruppo consiliare Anima Perugia: Modifica del Regolamento di funzionamento della Consulta per la famiglia del Comune di Perugia. L’atto è stato presentato dal presidente della prima commissione Affari istituzionali Antonio Donato.
E’ stato quindi ricordato che, con deliberazione del Consiglio comunale n. 16 del 09/03/2020, è stato approvato il “Regolamento di funzionamento della Consulta per la Famiglia del Comune di Perugia”.
Nel tempo l’esperienza applicativa del regolamento vigente ha evidenziato l’esigenza di un aggiornamento complessivo volto a rendere l’organismo maggiormente rispondente al mutato contesto normativo, sociale e istituzionale.
L’intervento proposto con le modifiche, quindi, è finalizzato a rafforzare il ruolo della Consulta quale sede stabile di confronto, ascolto, partecipazione e proposta tra Amministrazione comunale, servizi territoriali e realtà sociali operanti a favore delle famiglie.
La revisione regolamentare è orientata, in particolare, a:
-riconoscere la pluralità delle forme familiari e i nuovi bisogni sociali emergenti;
-rafforzare le funzioni consultive e propositive della Consulta e il raccordo con i servizi comunali, il Terzo Settore e gli strumenti di programmazione delle politiche familiari;
-rendere più chiaro ed efficace l’assetto organizzativo e il funzionamento dell’Assemblea e degli organi della Consulta;
-garantire maggiore trasparenza, continuità operativa e capacità propositiva dell’organismo.
Nel dettaglio, le modifiche riguardano tutti gli articoli (dieci) che compongono il regolamento a partire dal titolo che diventa “Regolamento per l’istituzione e il funzionamento della consulta comunale per le famiglie” (non più “famiglia” come in precedenza).
Ecco le disposizioni su cui sono intervenute modifiche:
Art 1 (principi generali): Il Comune di Perugia, con riferimento ai principi sanciti dalla Costituzione, alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e alla normativa nazionale e regionale in materia di servizi sociali e educativi, riconosce e sostiene le famiglie, in tutte le loro forme, quali soggetti sociali e nuclei fondanti della comunità cittadina. Esso valorizza i compiti di cura, educazione e tutela dei figli, la promozione delle pari opportunità e il sostegno alle fragilità familiari, nonché le capacità di auto-aiuto e solidarietà comunitaria.
Art.3 (finalità e scopi): si prevede che la Consulta opera quale sede stabile di confronto tra l’Amministrazione e le realtà sociali ed educative del territorio ed ha tra le sue funzioni: a) stimolare l’attivazione di studi, ricerche e attività di monitoraggio sulla situazione delle famiglie nelle loro diverse forme nel contesto comunale, nonché sull’attuazione, a livello locale, della normativa nazionale e regionale in materia di politiche familiari;
- b) promuovere iniziative volte a diffondere una cultura favorevole alle famiglie, in ambito sociale, culturale ed istituzionale, anche mediante attività di sensibilizzazione e informazione; h) promuovere progetti orientati al sostegno delle famiglie e alla prevenzione delle fragilità sociali; i) favorire il raccordo stabile con i Servizi Sociali e i Servizi Scolastici, contribuendo a una visione integrata delle politiche per le famiglie;
- j) promuovere e valorizzare le azioni in materia di affido familiare, adozione, tutela dei minori e contrasto alla povertà educativa; k) collaborare stabilmente con i Centri per le Famiglie del Comune di Perugia, quale presidio territoriale dedicato alla genitorialità e al sostegno delle famiglie; l) sostenere, valorizzare e rappresentare i bisogni delle diverse tipologie familiari, comprese le famiglie monogenitoriali, ricomposte, affidatarie, adottive, omogenitoriali e di fatto; m) promuovere le pari opportunità, la parità di genere e le politiche di conciliazione famiglia–lavoro.
All’art. 4 (organi) viene sostituita alla figura dell’assessore competente (che potrà partecipare ai lavori della Consulta in qualità di invitato permanente e senza diritto di voto) quella dell’ufficio di presidenza.
Art. 5 (assemblea) si richiede per la partecipazione alla consulta l’iscrizione delle associazioni al RUNTS; inoltre le stesse devono svolgere “attività prevalente o significativa in almeno uno dei seguenti ambiti: genitorialità; tutela dell’infanzia e dell’adolescenza; pari opportunità di tutte le formazioni familiari; sostegno alle famiglie fragili; affido familiare e adozione; contrasto alla povertà educativa.
Art. 6 (modalità di costituzione) si prevede che “Gli organi della Consulta rimangono in carica per tutta la durata del mandato amministrativo”.
Art. 7 (presidente e vice presidente), si stabilisce che vengono eletti con voto segreto alle rispettive cariche i due soggetti più votati (in caso di parità ballottaggio). Le determinazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza dei presenti (non più dei componenti come stabilito in precedenza).
Art. 8 (lavori assemblea) viene ampliato l’elenco di coloro che possono partecipare ai lavori senza diritto di voto, includendo ex novo: “una/un referente dei Centri per le Famiglie del Comune di Perugia; funzionarie/i dei Servizi Sociali o dei Servizi Scolastici invitati/e dal Presidente, soggetti qualificati, rappresentanti di Enti, Organismi pubblici o Associazioni, invitati dal Presidente per la trattazione di specifici argomenti all’ordine del giorno.
Aperto il dibattito, Tanci (Anima Perugia) ha affermato che è un principio cardine sostenere le famiglie quale nucleo fondante della comunità cittadina. Di qui il lavoro lungo e complesso sul regolamento, condotto una serie di obiettivi principali. Tra l’altro, si è scelto di specificare meglio protagonisti e stakeholder della Consulta per renderne l’attività più precisa ed efficace ed è stato anche incrementato il numero delle convocazioni durante l’anno. La consigliera ha ringraziato tutti i membri della commissione permanente per la costruttiva collaborazione che ha portato anche a 4 emendamenti.
Secondo Nicola Volpi (FdI), lo strumento, nella impostazione originaria, non era chiuso ma in grado di garantire rappresentatività e pluralità attraverso il coinvolgimento delle realtà associative. Nel percorso che ha portato alle modifiche si evidenzia una volontà di rafforzare il ruolo della consulta e di aggiornarne il funzionamento. Per Volpi, tuttavia, rafforzare lo strumento non significa ampliare il modo indistinto il perimetro: una consulta per funzionare bene ha bisogno di un ambito definito, di interlocutori chiari e di un rapporto strutturato con chi è chiamato a decidere. Quando questo equilibrio cambia, il rischio è quello di indebolire lo strumento. E’ necessario mantenere chiarezza su funzione e composizione.
Per Lorenzo Ermenegildi Zurlo (Pd) con il lavoro svolto in commissione si è dimostrato la capacità della coalizione di maggioranza di saper dialogare e trovare sintesi mai al ribasso, in ossequio al principio della pari dignità e dell’autodeterminazione. Anche nella precedente consulta erano presenti associazioni come Omphalos, ma è stata convocata solo poche volte. Ora la volontà è dare dignità a tutte le famiglie, comprese quelle omogenitoriali, omoparentali, affidatarie e adottive, perché la società è cambiata e le istituzioni, a partire dai Comuni, devono prenderne atto.
Edoardo Gentili (FI) ha confermato il voto favorevole in commissione pur lanciando una riflessione: il concetto di “famiglia”, al singolare, per come interpretato dalla Corte costituzionale nel tempo, già ingloba quello di una pluralità di aggregazioni affettive, sicché non si deve per forza parlare di “famiglie”. L’auspicio, ad ogni modo, è che la consulta possa funzionare al meglio.
Chiara Calzoni (Perugia civica) ha ribadito che le famiglie oggi sono cambiate e la consulta può essere il luogo per intercettarne le difficoltà. Per questo deve essere messa in condizione di lavorare bene e con reale capacità propositiva. Se resterà un organismo formale conterà poco; se diventerà spazio vivo capace di intercettare la voce di tutte le famiglie avrà un senso.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha parlato di un atto caratterizzante dell’attuale amministrazione per i principi in esso confluiti. Dal canto suo, ha ricordato di aver dato un contribuito con due emendamenti tecnici. Ha infine affermato, citando Crepet, che la nostra società è fatta di “sfamiglie”, cioè di famiglie in gravi difficolta dal punto di vista educativo e gravate da ferite difficili da gestire.
Per Riccardo Vescovi (Anima Perugia) non è il caso di dividersi su questioni lessicali. Compito dei politici è dare dignità e riconoscimento a ogni persona senza contrapposizioni. Si messo mano al regolamento proprio con questo spirito, per rendere la consulta uno strumento ancora più attivo ed efficace.




