Attenzione a false comunicazioni Cup
Attenzione a false comunicazioni Cup
La IV commissione consiliare Cultura, nel corso della seduta di martedì 3 febbraio, ha trattato due atti.
E’ stato approvato con 14 voti a favore ed un astenuto l’ordine del giorno presentato da un consigliere di opposizione fatto proprio dalla IV commissione su: valorizzazione di un percorso per l’istituzione di una convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità) ed il Comune di Perugia riguardo l’uso della “Disability Card”.
Illustrando l’atto il proponente ha riferito che stata istituita dall’Unione Europea la cosiddetta “Disability Card”, una tessera che permette alle persone con disabilità l’accesso a servizi in coerenza e reciprocità con gli altri Paesi della UE, per contribuire alla piena inclusione delle persone con disabilità nella vita sociale delle comunità.
La carta, tra l’altro, può essere utilizzata per certificare la propria condizione di disabilità presso gli uffici pubblici e presso gli altri enti pubblici e privati che hanno aderito ad apposite convenzioni.
In questo contesto si evidenzia che la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità) ha già in essere con alcuni Comuni italiani apposite convenzioni sulla base delle quali i possessori di “Disability Card” possono usufruire di facilitazioni particolari per l’accesso a benefici e l’utilizzo di servizi comunali: es. ingresso gratuito per il titolare della carta (con ingresso gratuito o agevolato anche per il suo accompagnatore) a musei e spazi espositivi afferenti al Comune, a teatri comunali o agli impianti sportivi comunali, una priorità nell’accesso agli uffici ed alle farmacie comunali.
Ritenendo che la “Disability Card” sia uno strumento improntato ai principi della semplificazione e della piena inclusione ed evidenziato che al momento il Comune di Perugia ha comunque avviato l’iter per l’adozione di misure volte al riconoscimento di dette facilitazioni ed al concreto riconoscimento della carta, con l’odg il proponente impegna l’Amministrazione a promuovere ogni azione e previsione per completare l’iter per la sottoscrizione della Convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità), al fine di offrire ai propri cittadini con disabilità un approccio inclusivo che garantisca compiutamente i loro diritti e la loro piena autonomia; a promuovere strumenti di sensibilizzazione e promozione della disability card.
La referente del ministro per le disabilità dell’Unità di Supporto Territoriale ha sostenuto che si tratta di uno strumento strategico che permette l’accessibilità universale e mette le persone con disabilità in una condizione di uguaglianza in tanti ambiti.
La disability card ha questo scopo, ma, purtroppo, è poco conosciuta ed ha avuto scarsa applicazione finora; ben venga quindi ogni azione volta alla sua diffusione e conoscenza.
Fondamentale in tale percorso è la sottoscrizione di una convenzione con la presidenza del Consiglio (dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità); una circostanza, questa, non molto applicata nei Comuni italiani.
Il Garante Regionale dei Diritti delle persone con disabilità, impossibilitato a partecipare, ha inviato un intervento scritto manifestando pieno sostegno all’iniziativa. La proposta infatti punta a rendere più semplice ed uniforme l’accesso delle persone con disabilità ai servizi comunali. Un intervento che si colloca all’interno di un quadro di diritti garantiti dalle carte europee e nazionali. La carta inoltre rimuove ostacoli che oggi creano penalizzazione ed esclusione.
L’Amministrazione con l’assessorato alle politiche sociali ha spiegato che è già in atto un lavoro che va nella direzione auspicata dall’odg.
Il Comune, nell’attuare questo percorso che sarà in collaborazione con le associazioni (in particolare Anmic) accreditate che si occupano delle diverse forme di disabilità, ha avviato un’interlocuzione con minimetrò (che già oggi garantisce utilizzo gratuito), Busitalia e Saba onde fornire servizi in ambito trasportistico mettendoli a sistema. La disability card potrà favorire e snellire questo procedimento. Per questo l’Amministrazione ha trasmesso una nota (il 3 dicembre) al ministero per avviare il percorso volto alla sottoscrizione della convenzione. Oltre ad aver acquisito la disponibilità delle società trasportistiche, parallelamente si sta lavorando anche per favorire l’accesso alle strutture museali della città.
L’assessorato informa inoltre che si sta lavorando alla costituzione di un tavolo permanente sulle politiche rivolte alle persone con disabilità per favorire un confronto costante tra Comune, enti competenti ed associazioni del terzo settore.
La maggioranza ha parlato di strumento strategico che va in direzione della semplificazione e dell’accessibilità universale per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori.
Giusto quindi dare rilievo a questa misura che poteva essere adottata già in precedenza essendo disponibile fin dal 2022.
Si accoglie con soddisfazione il fatto che da qualche tempo il Comune di Perugia abbia intrapreso questo percorso. L’atto secondo la maggioranza è condivisibile nei principi ma appare superato in quanto il procedimento richiesto è già stato avviato dall’Amministrazione.
L’opposizione ha espresso perplessità per la scelta di voto preannunciata dalla maggioranza, ritenendo che su certe tematiche non ci dovrebbe essere ideologia politica. Peraltro è stato segnalato che l’odg risulta presentato a marzo 2025, ossia ben prima che l’Amministrazione si sia attivata (dicembre 2025), e che è giunto alla discussione in commissione in forte ritardo. Infine ha sottolineato che l’iter per la sottoscrizione della convenzione non è ancora concluso essendo stato solo avviato il percorso; per tali ragioni l’odg resta valido e si pone l’obiettivo di rafforzare politicamente un’azione dell’Amministrazione comunale.
La presidenza della Commissione ha riferito tuttavia che l’atto risulta pervenuto e protocollato il 26 novembre 2025 ed è stato quindi messo in discussione in tempi congrui.
Al fine di poter condividere un testo aggiornato è stata disposta una sospensione della seduta per emendare il testo dell’atto tenuto conto di quanto emerso in sede di discussione.
All’esito l’odg è stato emendato concordemente.
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Successivamente è stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno urgente presentato da alcuni consiglieri di maggioranza fatto proprio dalla IV commissione: Contrasto al body shaming e all’istigazione a pratiche discriminatorie mediante il linguaggio politico e istituzionale, in attuazione della L.150 del 03/10/2025.
Nell’atto si ricorda che il body shaming consiste in atti, espressioni o comportamenti che deridono, umiliano o discriminano una persona sulla base dell’aspetto fisico, del peso o di altre caratteristiche corporee. Si configura pertanto come una vera e propria forma di bullismo.
Ad oggi il body shaming non si configura come un reato a sé stante ma può ricondursi, in base alle circostanze, all’ipotesi di diffamazione o di stalking.
Secondo i proponenti, il Consiglio Comunale, in quanto espressione diretta della rappresentanza cittadina e luogo in cui prende fonrma la volontà della stessa cittadinanza, non può sottrarsi alla tutela della dignità di ogni individuo anche vigilando, con appositi interventi e strumenti, sulle forme e i contenuti della comunicazione e degli interventi che in esso, o in nome di esso, hanno luogo.
In particolare la comunicazione promossa dai soggetti che svolgono pubbliche funzioni in sede di Consiglio Comunale nelle sue varie forme (interventi consiliari, dichiarazioni pubbliche o contenuti diffusi sui media e sui social network) e il linguaggio utilizzato debbano quindi essere sempre improntati ai principi di responsabilità, rispetto, inclusività e tutela della dignità altrui.
Ritenendo che sia dovere dell’Amministrazione comunale mettere in campo tutti gli strumenti e le azioni previste per prevenire gli atti diretti e indiretti di body shaming, con l’odg i proponenti impegnano sindaca e giunta:
-a recepire i principi della L. 150 del 03/10/2025, estendendone l’applicazione al linguaggio e ai comportamenti comunicativi dei soggetti che svolgono pubbliche funzioni in sede di Consiglio Comunale;
-ad elaborare e adottare linee guida sul linguaggio istituzionale dei soggetti titolari di funzioni pubbliche, che vietino espressamente: espressioni di body shaming, interventi che istighino, incoraggino o giustifichino pratiche di derisione o discriminazione basate sul l’aspetto fisico, forme di ironia, allusione o delegittimazione che producano effetti discriminatori;
-ad integrare, in tal senso, il Regolamento del Consiglio Comunale, prevedendo che il/la Presidente del Consiglio possa richiamare e verbalizzare interventi che: contengano body shaming; istighino o legittimino comportamenti discriminatori;
-a prevedere strumenti di segnalazione e richiamo istituzionale, nel rispetto delle prerogative consiliari e della libertà di espressione, qualora tali condotte si verifichino anche al di fuori della sede consiliare e per mezzo di qualsiasi strumento di comunicazione pubblica;
-a promuovere percorsi formativi per amministratori e consiglieri sul linguaggio non discriminatorio e sull’impatto sociale dell’istigazione verbale;
-a sostenere iniziative pubbliche di sensibilizzazione contro il body shaming e ogni forma di discriminazione, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadinanza;
-a prevedere, in occasione della “Giornata nazionale contro il body shaming” (istituita con la L. 150 del 03/l 0/2025 e prevista per il giorno 16 maggio), eventi ed iniziative, promosse e/o patrocinate dall’amministrazione, a contrasto delle forme di discriminazione basate sull’aspetto fisico e a sostegno del linguaggio inclusivo e delle pratiche non discriminatorie.
L’opposizione ha accolto con favore la sensibilità posta alla base dell’odg; ben venga quindi un input consiliare in questo contesto. Nel merito, tuttavia, sono state espresse alcune perplessità sull’utilizzo del termine “vincolanti” relativo alle linee guida (poi tolto dal testo).
Sono stati accolti pienamente, invece, gli inviti relativi alla responsabilizzazione dei consiglieri comunali per i loro interventi e per i loro comportamenti, con l’auspicio affinché si riconosca dignità al ruolo di chi si dedica alla politica.
Per la maggioranza l’odg si innesta in un momento storico complicato, spesso contraddistinto dall’uso di linguaggi offensivi soprattutto sui social.
Ben venga quindi la proposta contenuta nell’atto per contrastare ogni offesa legata soprattutto agli aspetti fisici.
Si tratta, infatti, di un odg dalla profonda valenza politica che sensibilizza su un tema sempre più diffuso nella società con effetti devastanti sulle persone fragili.



