Azioni integrate e valutazione d’impatto per massimizzare il benessere culturale: il progetto del Comune di Perugia

Con l’assistenza di un gruppo di esperti del Formez, il capoluogo umbro ha promosso la costituzione di un partenariato locale

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19 gennaio 2026
- Alessandra Borghi
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Accrescere il “benessere culturale” della comunità sperimentando nuovi metodi e strumenti. È l’obiettivo di medio-lungo periodo che l’amministrazione perugina ha condiviso con altri attori del territorio e che porterà non solo a individuare politiche e azioni da realizzare in modo integrato, ma anche a misurarne l’impatto, ossia la capacità effettiva di generare “valore pubblico”.

 

L’iniziativa, che si inscrive nell’ambito del progetto “ASK Public Value” del Dipartimento della Funzione pubblica realizzato da Formez, coinvolge gli istituti di alta formazione già firmatari dell’accordo quadro Reciprocittà e altri attori che rivestono da sempre un ruolo rilevante nella promozione della cultura e della conoscenza a livello territoriale. Queste, attualmente, le realtà in campo insieme al Comune di Perugia: Università degli Studi di Perugia, Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, Conservatorio di musica “Francesco Morlacchi”, Fondazione Perugia, Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz, Fondazione Teatro Stabile dell’Umbria, Fondazione Perugia Musica Classica, Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale musei nazionali Umbria.

 

Il percorso avviato negli ultimi mesi del 2025, con l’assistenza dagli esperti del Formez Andrea Bonomi Savignon, Sonia Moi e Irene Salerno, si ricollega peraltro alla linea programmatica n. 8 dell’amministrazione, “Vince la cultura”, che interpreta il patrimonio culturale come fattore di crescita personale, collettiva ed economica e quindi come fonte di benessere diffuso della collettività.

 

Nei giorni scorsi, un incontro operativo a Palazzo dei Priori ha portato a confermare l’obiettivo di valore pubblico (“accrescere il benessere culturale”), declinato in due obiettivi strategici connessi sia alla domanda sia all’offerta di cultura (“promuovere un sistema culturale fruibile, inclusivo accessibile anche alle nuove generazioni” e “favorire l’integrazione dell’offerta culturale valorizzando i talenti e le idee e rafforzando l’identità locale nei circuiti culturali nazionali e internazionali”). Gli indicatori necessari per l’analisi di impatto, relativi a diverse dimensioni (sociale, economica, ambientale e della salute), saranno definiti in modo specifico per ogni realtà del partenariato locale.

 

La sindaca Vittoria Ferdinandi, sin dal primo incontro avvenuto a Palazzo della Penna, si è detta “orgogliosa di guidare un’amministrazione che, anche grazie al supporto della direzione generale, ha deciso di mettersi alla prova affrontando il tema, di solito assente nel discorso pubblico, della misurazione d’impatto delle politiche”. “Spendere risorse pubbliche non sempre crea valore pubblico – ha sottolineato -. Per questo è necessario avere strumenti per valutare e, eventualmente, correggere le azioni che l’amministrazione mette in campo”. Il primo ambito scelto per sperimentare tale approccio è quello della cultura perché “fattore centrale per la costruzione delle identità individuali e collettive, per il benessere fisico e mentale e quindi per la tenuta delle comunità”. Fondamentale base di partenza per il progetto perugino è stato anche “l’accordo quadro Reciprocittà, nato con l’obiettivo di custodire ed esaltare l’identità di Perugia come città di sapere e cultura, un passo avanti per cui ringrazio l’assessore Andrea Stafisso”.

 

Secondo il vicesindaco con delega alle politiche culturali, Marco Pierini, “è rilevante che per la prima volta si punti a consolidare una filiera di attori interessati a una programmazione e progettazione integrata di azioni ponendosi anche l’ulteriore sfida di misurare l’impatto di quanto sarà realizzato”. “Questa filiera – prosegue – dovrà altresì trovare una convergenza su ciò che caratterizza l’anima della città, la sua dimensione profonda, per far sì che l’offerta culturale esprima al meglio il contesto locale”.

 

Il direttore generale Roberto Gerardi rileva che “nel programma di mandato sono presenti i concetti di benessere e partecipazione, fondanti anche nell’ambito della valutazione di impatto”. Quest’ultima prospettiva, in cui “il focus si sposta dall’output all’outcome”, è anche “fortemente connessa al tema della trasparenza, che non è produzione di atti, ma un coinvolgimento effettivo dei cittadini che permetta loro di capire sin dal principio cosa fanno le amministrazioni”. “Formez – conclude il direttore generale – ci accompagnerà fino a giugno in un percorso di innovazione in cui la condivisione è decisiva: quasi mai, infatti, è un solo ente a generare impatto, ma più attori in rete, in una logica di filiera. Questo è un primo esperimento di analisi d’impatto e l’auspicio è che il Comune lavori così anche in altri ambiti alla luce del Piano integrato di attività e organizzazione e del Documento unico di programmazione”.

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