Conferito il Baiocco d’oro al professore Paolo Brunetti
Conferito il Baiocco d’oro al professore Paolo Brunetti

È stata presentata al pubblico, a Perugia, la mostra “Lu Santo jullare Francesco”, una delle iniziative che rientrano in “Dario Fo Pittore”, il progetto diffuso promosso dalla Regione Umbria in collaborazione con la Fondazione Fo Rame ETS in occasione del centenario della nascita di Dario Fo.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027.
Alla inaugurazione, giovedì 24 settembre, al Centro per le Arti contemporanee di Palazzo della Penna, hanno partecipato Tommaso Bori, vicepresidente Regione Umbria, Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia, Marco Pierini, vicesindaco con delega alle politiche culturali, Mattea Fo, presidente Fondazione Fo Rame Ets, e Stefano Bertea, direttore archivi Fondazione Fo Rame Ets. Fo e Bertea sono intervenuti in qualità di curatori della mostra.
L’esposizione perugina presenta bozzetti, dipinti e canovacci visivi dedicati alla figura di Francesco d’Assisi, letta da Fo come figura popolare, giullaresca e profondamente umana. La mostra, prodotta grazie anche al contributo del Comune di Perugia, si colloca nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo e restituisce il dialogo tra la ricerca di Fo, le tradizioni umbre e la cultura francescana.
Il percorso comprende fotografie inedite di Massimo Menghini, realizzate in occasione della prima dello spettacolo a Spoleto nel 1999 e pubblicate anche nel catalogo.
A Palazzo della Penna sono inoltre presentati due video: uno dedicato a Lu Santo Jullare Francesco e al rapporto di Fo con l’Umbria; l’altro, Dario Fo Pittore, racconta il legame di Fo con l’arte pittorica.
I video sono costruiti attraverso interventi e testimonianze di Dario Fo, Chiara Frugoni, Vincenzo Mollica, Philippe Daverio, artisti e collaboratori. Il video Dario Fo Pittore è visibile anche a Palazzo dei Consoli di Gubbio.
“Come Regione – ha detto il vicepresidente Tommaso Bori – siamo protagonisti nel centenario di un Premio Nobel che aveva scelto l’Umbria come luogo di ritiro, di stacco e di riflessione. In questi mesi abbiamo potuto apprezzare quanto sia poliedrica la figura di Dario Fo, e direi anche quella di Franca: pensatore, attivista, scrittore, attore, autore. È questa contaminazione tra le tante realtà e anche i tanti festival che ci permette di costruire un percorso, iniziato da Spoleto nel contesto del Festival dei Due Mondi con una mostra spettacolare e proseguito ora a Perugia e Gubbio. Il Centenario ci consente non solo di valorizzare alcuni dei luoghi più belli della nostra regione, dalla Rocca Albornoz di Spoleto a Palazzo della Penna a Perugia, fino a Palazzo dei Consoli e Palazzo Ducale di Gubbio, ma anche di tenere insieme esperienze e realtà diverse attraverso un progetto comune e in un percorso che andrà avanti nel tempo con tanti altri appuntamenti”.
Questo il pensiero della sindaca Vittoria Ferdinandi: “Accogliere a Perugia Dario Fo pittore, Lu Santo Jullare Francesco è per noi motivo di profondo orgoglio e, insieme, un’emozione particolare. Perché attraverso lo sguardo, le parole e i colori di Dario Fo torna a parlarci Francesco, non il santo immobile delle celebrazioni, ma un uomo vivo, inquieto, radicale, capace di scegliere gli ultimi, di spogliarsi del potere e di pronunciare la parola pace quando intorno a lui si combatteva. Credo sia proprio questo Francesco che Fo ha amato e nel quale, forse, ha riconosciuto qualcosa di sé, due giullari lontani otto secoli che hanno saputo usare linguaggi comprensibili a tutti per rovesciare il nostro sguardo sul mondo, dare voce a chi non l’aveva e ricordarci che si può stare dalla parte dei più fragili senza rinunciare alla forza, all’ironia e alla gioia. Che questo incontro torni a vivere oggi in Umbria, nell’anno del centenario della nascita di Dario Fo e degli ottocento anni dalla morte di Francesco, assume un significato ancora più profondo. Palazzo della Penna ci restituisce inoltre un Fo più intimo e forse meno conosciuto, il pittore, mostrandoci quanto per lui colore, immagine, corpo, teatro e parola fossero parte dello stesso bisogno di raccontare l’essere umano. In un tempo nuovamente attraversato dalle guerre, dalle disuguaglianze e dalla paura dell’altro, Francesco e Fo tornano così a consegnarci una domanda che non possiamo eludere, da quale parte scegliamo di guardare il mondo? È questo, credo, il dono più prezioso di questa mostra, ricordarci che pace, dignità, fraternità e libertà non sono parole fragili o ingenue. Sono parole esigenti, radicali e, oggi più che mai, necessarie”.
Marco Pierini, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Perugia, commenta: “La mostra di Dario Fo a Palazzo della Penna non è soltanto un omaggio alla sua incessante attività di pittore ma – costruita com’è a partire da uno spettacolo – aiuta a far comprendere il metodo di lavoro del Fo più noto: il drammaturgo, l’attore. Lu santo jullàre Françesco è qui raccontato fin dalle origini e non sfuggirà neppure al più disattento dei visitatori come il tessuto narrativo, le scene, persino i dialoghi abbiano le loro radici nelle immagini, tanto quelle affrescate da Giotto nella Basilica superiore di Assisi, quanto quelle partorite dalla fantasia di Fo. Il suo pensiero creativo lega indissolubilmente parola e immagine e sarebbe impresa destituita di ogni possibilità di successo il tentativo di separare l’una dall’altra o di capire, volta per volta, quale venga prima. Un drammaturgo che scrive con gli strumenti del pittore insomma, o il contrario, se si preferisce. Canovacci, bozzetti, schizzi, appunti che sono serviti alla definizione dello spettacolo, una volta sedimentati, sono stati poi ripresi in una più tarda serie di dipinti, questa volta svincolati da qualunque ‘utilità’, opere nelle quali si rivela non soltanto la vicinanza emotiva dell’artista con Francesco, ma anche tutta la gioia – intima, piena – del dipingere. Lo stesso Fo, sapendo di suscitare sorpresa, eppur convinto delle sue parole, dichiarò di essersi sempre considerato in primo luogo un pittore. Mi pare che non avesse proprio tutti i torti”.
Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame ETS, presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario di Fo e curatrice delle mostre, dichiara: “Queste esposizioni nascono dal desiderio di restituire a Dario Fo tutta l’ampiezza del suo lavoro per immagini. Per lui il disegno era un modo di pensare, di scrivere e di costruire la scena: bozzetti, fondali, figure e dipinti non erano materiali accessori, ma il tessuto visivo da cui prendevano forma le parole, i personaggi e l’azione teatrale. L’Umbria, scelta da Dario e Franca come luogo di vita, di lavoro e di ricerca, è il contesto naturale per un progetto che intreccia memoria, patrimonio e partecipazione”.
Stefano Bertea, direttore degli Archivi della Fondazione Fo Rame ETS e curatore delle mostre, afferma: “Il progetto è costruito come un unico racconto articolato in quattro sedi. Ogni mostra possiede una propria autonomia tematica, ma dialoga con le altre e con l’identità storica del luogo che la ospita. Dalle grandi macchine sceniche di Spoleto al Francesco popolare di Perugia, dalla Bibbia dei villani nella Sala dell’Arengo alle tele civili di Palazzo Ducale, il pubblico può seguire il processo che porta dal disegno alla scena e dalla scena alla pittura. Mettere in relazione opere, bozzetti, fotografie e documenti significa rendere accessibile un patrimonio che mostra Dario Fo come artista visivo pienamente consapevole, oltre ogni distinzione tra teatro e pittura”.
Le mostre umbre si inseriscono nel programma internazionale Dario Fo: 100 anni per 100 Paesi, dedicato a uno degli artisti italiani più rappresentati all’estero.
Tutti i prossimi appuntamenti dedicati al Centenario di Fo in Umbria, in Italia e nel mondo sono disponibili su www.centenariodariofo.it.
Palazzo della Penna, Perugia – Lu Santo jullare Francesco
Da gennaio a marzo e nei mesi di novembre e dicembre, apertura dalle 10.00 alle 18.00. A maggio, giugno, luglio, settembre e ottobre, dalle 10.00 alle 19.00. Ad aprile e agosto, dalle 10.00 alle 19.00. Chiuso il lunedì e il 25 dicembre. Biglietto intero 10 euro; ridotto 7 euro. Per ulteriori tariffe e informazioni: tel. +39 075 3745273 (chiuso il lunedì); e-mail info.perugia@lemacchinecelibi.coop.










