Su 53 beneficiarie del progetto Sostegno Donna della Fondazione Prevenzione Usura Umbria, la metà vive nella Zona sociale 2. Si tratta di donne che sono state aiutate a sostenere spese come bollette scadute, rate del mutuo, tariffe delle mense scolastiche. La concentrazione degli interventi nell’area di Perugia, Torgiano e Corciano è un dato emerso per la prima volta nel 2025 a seguito della collaborazione avviata lo scorso settembre dalla Fondazione con l’Assessorato alle politiche sociali del capoluogo. Nel caso dei progetti sociali delle annate precedenti, infatti, la percentuale dei beneficiari appartenenti alla Zona sociale n. 2 si fermava al 20 per cento.
I cinque Uffici di cittadinanza del Comune di Perugia, su input dell’assessora Costanza Spera, si sono messi a disposizione per dare visibilità al progetto Sostegno Donna, che conta sui contributi della Regione Umbria e della Consulta delle fondazioni delle Casse di risparmio dell’Umbria, partecipando anche alle audizioni delle donne che hanno fatto domanda.
Ad oggi ne sono state sentite 62, di cui 53 sono risultate in possesso dei requisiti richiesti dal bando (tra cui un Isee uguale o inferiore a 20mila euro e presenza di un nucleo familiare), per una erogazione totale di 101.760 euro. In 13 casi le risorse sono state erogate a nuclei familiari di cittadine straniere (24 per cento).
L’intervento nella maggioranza dei casi è stato per il pagamento di affitti arretrati e mutui, oltre che tasse dei rifiuti, bollette dell’energia e cartelle esattoriali scadute, mense e libri scolastici. Oltre la metà delle assistite sono donne sole con figli minorenni. Il 30% hanno contratti di collaboratrici domestiche, in parte a tempo indeterminato. Il 15% sono partite Iva, il 20% disoccupate in cerca di lavoro e, per il resto, risultano impegnate solo in lavori saltuari.
“L’avvio della collaborazione con l’Assessorato alle politiche sociali – afferma il presidente della Fondazione Prevenzione Usura, Fausto Cardella – sta dando buoni frutti, tanto che la percentuale degli assistiti provenienti dalla Zona sociale n. 2 quest’anno risulta più che raddoppiato. Per affinare tale collaborazione sono stati fatti incontri congiunti fra i volontari della Fondazione e i responsabili degli Uffici di Cittadinanza. Così è stata possibile un’informazione più capillare e puntuale su forme di sostegno che, per il 2025, hanno riguardato specificamente le donne, visto che in passato le istanze sono arrivate soprattutto da questa fascia della popolazione umbra. Ricordiamo che le risorse erogate non sono ‘regalate’, ma prestate con un piano di rimborso sostenibile. I rimborsi, inoltre, vengono rimessi in circolo per alimentare lo stesso progetto. In questo modo, chi viene aiutato contribuisce ad aiutare altre persone che vivono le stesse difficoltà. La Fondazione non può che esprimere soddisfazione per una positiva collaborazione interistituzionale che rafforza i suoi scopi”.
“In base ai dati condivisi con il Comune – nota l’assessora Spera -, le beneficiarie hanno presentato un Isee che in media si aggira intorno ai 7.800 euro, 18 su 53 un Isee inferiore a 5mila euro e ben 20 sono donne sole con figli. Ciò significa che gli interventi di Sostegno Donna si concentrano su soggetti particolarmente fragili dal punto di vista economico. Siamo lieti di contribuire a far conoscere bandi che schiudono nuove possibilità a fasce della popolazione che rischiano di diventare sempre più marginali. Ho subito pensato fosse giusto mettere in campo i nostri Uffici di cittadinanza per far conoscere di più nei territori un progetto meritevole. Esprimo il più vivo ringraziamento alla Fondazione per la preziosa attività che svolge, ribadendo la piena disponibilità del Comune a fornire supporto anche in futuro”.




