Sì del Consiglio all’odg per il rafforzamento della presa in carico delle vittime di violenza

All’interno dei pronto soccorso

date
21 settembre 2026
- Redazione
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E’ stato approvato all’unanimità (28 voti a favore) l’ordine del giorno presentato dal consigliere Carini del Gruppo Pensa Perugia e dal consigliere De Salvo del Gruppo Anima Perugia: “Rafforzamento della presa in carico delle vittime di violenza di genere nei Pronto Soccorso attraverso l’integrazione della refertazione psicologica”

Illustrando l’atto Cesare Carini, dopo aver posto l’accento su alcune norme vigenti in materia (convenzione del Consiglio d’Europa 77 del 2013, legge regionale 14 del 2016) ha riferito che, in base alle linee guida nazionali rivolte ad asl ed aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittima di violenza, si prevede un percorso strutturato di presa in carico della donna vittima di violenza fin dal primo accesso in Pronto Soccorso, che si attiva fin dal triage. Ciò include la valutazione clinica e la rilevazione del rischio di recidiva e letalità mediante il questionario DA5.

Alla luce della costante crescita dei fenomeni di violenza, non solo fisica, ma anche psicologica, la relazione della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul femminicidio ha individuato buone prassi a Napoli ed in Emilia Romagna sulla refertazione psicologica tempestiva in Pronto Soccorso. Nel primo caso presso gli ospedali San Paolo e Santa Maria di Loreto di Napoli è stato strutturato un percorso che integra stabilmente la valutazione e la refertazione psicologica, finalizzata a far emergere la violenza psicologica, il controllo coercitivo e le minacce subite dalle donne vittime di violenza. In Emilia Romagna, invece, sono state sviluppate e formalizzate procedure standardizzate di refertazione psicologica che consentono di documentare lo stato traumatico della vittima sin dal primo accesso in Pronto Soccorso.

Nello specifico la refertazione psicologica tempestiva costituisca uno strumento essenziale per documentare anche la violenza priva di segni fisici evidenti, cristallizzare nell’immediatezza lo stato traumatico della vittima, garantire una più adeguata tutela in sede giudiziaria attraverso una corretta interpretazione delle reazioni al trauma, contribuire alla valutazione precoce del rischio di recidiva e letalità e favorire percorsi di consapevolezza e fuoriuscita dalla violenza, superando sentimenti di colpa e vergogna.

In considerazione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione:

-a promuovere, in qualità di Comune capofila della zona sociale, nell’ambito della rete territoriale interistituzionale di cui alla l.r. n. 14/2016, il rafforzamento del raccordo operativo con i presidi di emergenza-urgenza presenti sul territorio, al fine di favorire l’integrazione della valutazione e refertazione psicologica nel percorso di presa in carico delle vittime di violenza;

-a promuovere, presso la Regione Umbria, la valutazione circa l’opportunità di introdurre, nell’ambito del sistema sanitario regionale, un modello strutturato e stabile di refertazione psicologica specialistica nei Pronto Soccorso, quale strumento idoneo a rafforzare la presa in carico multidisciplinare delle vittime di violenza e a garantirne una più completa tutela sanitaria e in sede giudiziaria.

Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha parlato di atto importante perché consente di favorire il percorso di sostegno delle donne vittime di violenza, rafforzandone la tutela.

Anche la presidente Elena Ranfa ha espresso apprezzamento per la proposta che, non a caso, ha ottenuto un voto favorevole unanime.

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