Commissione congiunta: approvato l’odg sulla continuità territoriale in favore dell’aeroporto

Respinto quello sulla riduzione della tassa d’imbarco

date
24 settembre 2026
- Redazione
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La II (bilancio) e III (urbanistica) commissione consiliare permanente in seduta congiunta nel corso della riunione di giovedì 24 settembre hanno trattato due atti.

E’ stato respinto a maggioranza l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri di opposizione: Diminuzione dell’addizionale comunale sui Diritti di imbarco dei passeggeri e azioni urgenti a sostegno del rilancio dell’aeroporto dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”.

Illustrando l’atto, Margherita Scoccia ha riferito che nell’ambito della fiscalità regionale e locale, oltre all’IMU, nel 2003, su proposta dell’Associazione Nazionale dei Comuni Aeroportuali Italiani (ANCAI), fu istituita l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri sugli aeromobili con l’obiettivo di compensare, almeno in parte, i costi sostenuti dai Comuni che ospitano o sono limitrofi agli aeroporti per i servizi pubblici e infrastrutturali connessi all’operatività aeroportuale.

L’importo di tale tassa, che per l’aeroporto di Perugia era inizialmente fissato in un euro a passeggero in partenza, ha subito nel tempo progressivi aumenti fino ad arrivare agli attuali 6,50 euro, incidendo in modo significativo sul costo complessivo dei biglietti aerei.

L’aumento dei prezzi dei voli costituisce oggi un ostacolo sia per le comunità locali che per l’utenza imprenditoriale e turistica, che potrebbe preferire l’utilizzo di scali alternativi più competitivi o ricorrere ad altri mezzi di trasporto.

In tale contesto una riduzione o rimodulazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco potrebbe costituire una misura immediata di alleggerimento dei costi per i vettori e per i passeggeri, stimolando la domanda e rendendo più attrattiva la programmazione di nuove rotte nazionali e internazionali.

Parimenti alla luce delle difficoltà attuali e dell’importanza strategica che lo scalo “San Francesco d’Assisi” riveste per l’intera regione, appare necessario un impegno politico e amministrativo forte da parte del Comune di Perugia -socio dell’aeroporto stesso- volto non solo a sollecitare la riduzione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, ma anche a richiedere l’adozione di una visione strategica complessiva che includa il potenziamento delle rotte, la diversificazione dei mercati di riferimento e la piena integrazione dell’aeroporto nel sistema di mobilità, turismo e sviluppo economico regionale.

In ragione di ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione:

ad intraprendere ogni iniziativa utile nei confronti della Regione Umbria e del Governo nazionale per promuovere la riduzione dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri presso l’aeroporto dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”, quale misura di sostegno immediato alla competitività dello scalo.

Allo stesso tempo, si chiede di sollecitare la società SASE Spa e la Regione Umbria, in qualità di soggetti competenti, a fornire un quadro aggiornato e trasparente sulla gestione economica, sulle rotte operative e sui piani di sviluppo, nonché di attivare un tavolo permanente di confronto con gli operatori turistici, le categorie economiche e le istituzioni locali, finalizzato all’individuazione di azioni condivise per il rilancio dello scalo e la sua piena sostenibilità economica e ambientale.

Umberto Solimeno (Direttore Generale Sase), dopo aver fornito un quadro del mercato aereo evolutosi nel corso del tempo (con particolare riferimento agli incentivi pubblici e privati), ha spiegato che le linee guida future dell’U.E. stanno disegnando un mercato privo degli incentivi alle compagnie aeree.

In merito all’oggetto dell’odg, ha parlato di tassa (per ogni passeggero che parte da un aeroporto italiano) di 6,50 euro il cui importo così si “scompone”: 5 euro vanno all’Inps per il cosiddetto “fondo volo” per il sostegno ai lavoratori in cassa integrazione, 1 euro andrebbe versato dallo Stato ai comuni limitrofi all’aeroporto per incentivare la ricettività, ma di fatto ciò non è mai avvenuto (rimanendo quindi in capo allo Stato), 50 centesimi sono per il fondo antincendio.

Di fatto la tassa doveva essere inizialmente di scopo, ma poi è diventata strutturale. Per favorire la maggiore concorrenzialità dei propri impianti alcune regioni hanno iniziato a determinarne l’abolizione (es. Friuli Venezia Giulia con Trieste, Abruzzo, Calabria, Sicilia con gli aeroporti minori, Emilia-Romagna con Forlì, Parma e Rimini, Sardegna che l’ha eliminata solo d’inverno ecc.).

Il problema è che la decisione dell’eliminazione della tassa deve essere assunta dalla regione nei confronti dello Stato centrale che non può fare a meno di un importo che deriva da questa tassa; occorre quindi negoziare con lo Stato tale provvedimento.

In Umbria l’eventuale abolizione comporterebbe una somma da pagare allo Stato di circa 2,1 milioni di euro l’anno.

Sase (che funge di fatto da agente contabile) come aeroporto incassa la tassa dalle compagnie aeree, rendicontandola a fine mese e trasferendola subito allo Stato centrale. Va segnalato che se una compagnia non versa la tassa, è costretta Sase a farsene carico in sua vece.

L’Italia è uno dei pochi (2 in totale) paesi dell’Europa che mantiene questa tassa.

L’assessora al bilancio Alessandra Sartore ha specificato che al momento della tassa ai Comuni non entra praticamente nulla; per ottenere risorse, infatti, gli enti locali dovrebbero alzare l’importo della tassa dagli attuali 6,50 euro con un’addizionale come avviene in alcune città (Napoli, Venezia ecc.).

La tassa d’imbarco di fatto è stata introdotta negli anni ’90 per sostenere il fondo legato ai gravissimi problemi registrati dalla compagnia di bandiera italiana.

Sartore ha confermato che Sase svolge solo un ruolo di agente contabile, trasferendo i singoli importi della tassa complessiva (pari a 6,50 euro) in parte 5 euro all’Inps per il fondo-volo, 1 euro circa alla ragioneria territoriale dello Stato, la parte residua all’antincendio.

Sulla tassa di fatto, dunque, il Comune di Perugia non ha competenze.

Ove si volesse eliminare la tassa, essendo un tributo statale con finalità definite per legge, bisognerebbe compensare integralmente l’introito annuale, soprattutto la quota significativa in favore di inps. Le regioni che hanno abolito la tassa si sono dunque fatte garanti del gettito, versandolo direttamente ad inps e Stato.

Occorre quindi avviare un’interlocuzione con la regione e Governo sul punto; l’assessora ha riferito di non avere alcuna riserva in tal senso.

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha spiegato che l’aeroporto di Sant’Egidio rientra nel novero delle strutture in crescita che devono consolidare il proprio sviluppo.

Togliere ora la tassa aiuterebbe la crescita dell’aeroporto consentendo alle compagnie aeree di proporre tariffe più convenienti. In questo momento storico ciò sarebbe opportuno; per questo sarebbe utile che il Comune si facesse portatore della proposta presso la regione ed il governo nazionale per dare un segnale concreto ai cittadini rigenerando ricchezza.

Edoardo Gentili (FI) ha segnalato l’assenza della regione nel dibattito in aula, evidenziando che tutti gli odg proposti dai consiglieri comunali (soprattutto di maggioranza) sul tema dei trasporti sono rimasti “lettera morta”.

Il consigliere ha chiesto al direttore Solimeno di sapere quali siano le prospettive future per l’aeroporto di Sant’Egidio.

L’assessore Andrea Stafisso ha parlato di tema cruciale per lo sviluppo del territorio vista la crescita dell’aeroporto. Crescita che deve accompagnarsi ad una contemporanea crescita dell’infrastruttura aeroporto adeguandone la struttura pensata in origine per un massimo di 500mila passeggeri l’anno. Proprio questa valutazione ha spinto la regione a redigere un piano industriale che prevede 6-7 milioni euro l’anno di investimento sull’infrastruttura che, altrimenti, al momento non può crescere oltre un certo limite.

Stafisso ha aggiunto che il sostegno del Comune di Perugia in quest’ottica è stato garantito anche dalla convinta adesione (con 119mila euro circa) all’aumento di capitale di Sase.

Federico De Salvo (Anima Perugia) ha sostenuto che l’aumento delle rotte non rappresenta per forza un investimento valido, come testimoniano errori del passato. E’ ben preferibile, come si sta facendo, dunque, puntare su un piano industriale dettagliato per favorire la crescita dell’aeroporto.

Per Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) il Comune di Perugia non ha poteri diretti sulla tassa d’imbarco né introita alcunché dalla stessa.

Trattandosi di un’entrata nazionale, stabilita per legge, il centro-destra, che esprime la maggioranza di governo, potrebbe chiedere l’eliminazione del tributo all’Esecutivo nazionale.

Pertanto ha espresso un voto contrario sull’atto.

Anche Federico Phellas (PD) ha preannunciato un voto contrario della maggioranza sull’odg sia perché esula dalle competenze del Comune sia perché non ritenuta la scelta strategica migliore per favorire lo sviluppo dell’aeroporto.

La consigliera Margherita Scoccia in replica finale ha sollevato qualche perplessità sulla posizione manifestata dalla maggioranza, evidenziando che nel dispositivo dell’odg si chiede di interloquire con la regione Umbria e Governo nazionale per assumere una misura che altre regioni e città di diverso colore politico hanno già deliberato. Scoccia ha spiegato che per coprire la tassa (4milioni l’anno circa trattandosi di 6,50 euro per 622mila passeggeri) servirebbero 4,89 euro a cittadino, ma con una forte crescita legata all’aumento dei turisti stranieri ed un guadagno per il territorio del 150% circa (220 euro a cittadino).

***

E’ stato approvato maggioranza l’Ordine del giorno presentato dai Consiglieri Lorenzo Mazzanti e Federico Maria Phellas: Sostegno alla richiesta di “continuità territoriale” a favore dell’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi e collegamento giornaliero con Milano Linate.

In sede di illustrazione Federico Phellas (PD) ha spiegato che Regione Umbria, Sviluppumbria e Camera di Commercio dell’Umbria hanno intrapreso l’iter per attivare la ”continuità territoriale” a favore dell’aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi”.

La “continuità territoriale” è lo strumento, previsto dalla normativa europea sugli oneri di servizio pubblico (Reg. CE 1008/2008), che consente a Stato e Regioni di imporre determinate condizioni minime di servizio su rotte considerate essenziali, prevedendo ove necessario il sostegno economico pubblico per garantire collegamenti aerei stabili, a tariffe


accessibili, da e verso aree svantaggiate o periferiche, come già fatto ad esempio da Friuli e Marche.

Visto lo storico deficit infrastrutturale (treni, strade) di cui l’Umbria soffre da sempre, l’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi rappresenta una leva strategica di sviluppo e uno strumento essenziale per superare l’isolamento infrastrutturale, permettendo



spostamenti rapidi per motivi di lavoro, studio e salute, maggiore attrattività per investimenti, eventi, congressi, filiere turistiche e culturali, nuove opportunità per giovani, professionisti e imprese, in particolare nei comparti ad

,
alto valore aggiunto.

Il quadro normativo europeo consente peraltro di applicare la continuità territoriale non solo su rotte interne, ma anche su collegamenti intra-UE, aprendo la possibilità, per il futuro, di valutare collegamenti stabili dell’Umbria anche con hub europei strategici, fermo restando che la priorità immediata è l’accesso agli hub nazionali principali.

In particolare per l’area vasta perugina e per l’intera regione sarebbe necessario disporre già dal 2026 di: un collegamento giornaliero Perugia – Milano Linate, con orari accessibili che consentano l’andata e ritorno in giornata; collegamenti stabili, in continuità territoriale, con almeno un altro hub nazionale (Roma Fiumicino)

Per questo i consiglieri impegnano l’Amministrazione:

1. A esprimere formalmente, con apposita comunicazione alla Regione Umbria, a Sviluppumbria, alla Camera di Commercio dell’Umbria, al Governo e ad ENAC, il sostegno del Comune di Perugia all’iter per l’attivazione della continuità territoriale aerea a favore dell’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi;

2. A sollecitare il riconoscimento di collegamenti in continuità territoriale anche con almeno due hub nazionali (Roma Fiumicino-Milano Linate), valutando contestualmente, nel rispetto della normativa europea, la possibilità di estendere in prospettiva il modello anche a rotte intra-UE che risultino strategiche per lo sviluppo economico e turistico regionale;

3. A inserire il tema dell’accessibilità aerea e della continuità territoriale tra le priorità delle politiche comunali per la mobilità e lo sviluppo economico, coordinandolo con gli strumenti di pianificazione vigenti (PUMS, strumenti urbanistici, strategie per il turismo e l’attrattività).

Il direttore Umberto Solimeno, dopo aver illustrato le caratteristiche della continuità territoriale, ha spiegato che molte città (es. Ancona, Trieste e Napoli) hanno richiesto la misura.

Sase ha preparato un dossier per dar corso alla richiesta ed è in attesa di riscontro da parte della regione; la proposta riguarda un volo in partenza in mattinata (ore 7-7.40) ed un volo di rientro la sera (19.30-20.30) nella tratta Perugia-Milano Linate. Ciò per una tariffa, per la proposta all’U.E., per i cittadini umbri di 85 euro a tratta.

L’iter è molto complesso: accoglimento da parte dell’U.E. (commissione trasporti), recepimento da parte dello Stato italiano, indizione di bando europeo rivolto alle compagnie aeree a cura dell’Enac. E’ previsto il sostegno necessario all’iniziativa da parte della Regione che ha il compito di presentare la richiesta/dossier non potendolo fare autonomamente l’aeroporto.

Elena Fruganti (FdI) ha chiesto di sapere a che punto è l’interlocuzione con la regione e quali passi dovranno essere compiuti.

Umberto Solimeno ha spiegato che il dossier è stato completato e che l’interlocuzione con la regione è stata avviata da qualche settimana; a conclusione della stessa e della valutazione sulla fattibilità della proposta si potrà stabilire se l’iter finale (invio atti alla commissione trasporti dell’U.E.) potrà essere iniziato tenuto conto che per completare la procedura serviranno almeno 9 mesi.

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha espresso rammarico per l’assenza della regione nell’ambito del dibattito visto che le competenze sul tema sono esclusivamente in campo ad essa e non al governo nazionale.

Edoardo Gentili (FI) ha evidenziato che un importo di 170 euro per andata e ritorno Perugia-Milano non rappresenta un’ipotesi particolarmente vantaggiosa e si dovrebbe quindi lavorare per ridurla un po’.

In replica finale Federico Phellas (PD) ha ribadito che si tratta di una misura fondamentale per contribuire a rompere l’isolamento del territorio. Ovviamente sul quantum della misura al momento incide tantissimo il costo dei carburanti, ma si tratta comunque di un provvedimento che consentirebbe di raggiungere in tempi brevi e con spese contenute un importante hub italiano come è Milano Linate.

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