Respinto odg per realizzare il monumento dedicato ai “martiri delle foibe”

Dieci voti favorevoli e 21 contrari in Consiglio comunale per la proposta di Fdi e Scoccia

date
20 aprile 2026
- Redazione
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E’ stato respinto a maggioranza (10 voti favorevoli e 21 contrari) in Consiglio comunale l’ordine del giorno presentato da Riccardo Mencaglia, Paolo Befani, Elena Fruganti, Clara Pastorelli, Nicola Volpi (Fratelli d’Italia) e Margherita Scoccia per la “Realizzazione di un monumento dedicato ai martiri delle foibe presso il parco Vittime delle Foibe, nell’ambito del progetto di riqualificazione urbana”.

 

Illustrando l’atto in aula, Mencaglia ha riferito che rispetto al progetto di riqualificazione dell’area di Fontivegge, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, non è stato ancora realizzato il previsto monumento ai Martiri delle Foibe, quale elemento simbolico di valorizzazione del parco e di testimonianza storica e civile, con conseguente mancato utilizzo dei fondi dedicati.

 

Secondo i proponenti, realizzare un monumento all’interno del parco, in luogo della tabella segnaletica oggi presente, sarebbe “un gesto di verità, giustizia e riconciliazione nazionale, in coerenza con i principi di libertà, identità e memoria storica che animano la comunità cittadina”, nonché una occasione di piena valorizzazione dell’area verde.

 

Pertando, Fdi e Scoccia intendevano impegnare l’amministrazione a verificare la disponibilità di risorse, residue o aggiuntive, al fine di realizzare il monumento; a individuare un’adeguata collocazione nel parco; a coordinare la futura inaugurazione dell’opera in occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio) a testimonianza dell’impegno della città di Perugia nel custodire e tramandare la memoria delle Vittime delle Foibe.

 

Francesca Pasquino (Pd), spiegando le ragioni della posizione contraria del Pd, ha precisato che essa non ha a che fare con il rifiuto della memoria, ma, al contrario, con il pieno rispetto della stessa. Il parco si chiama già Vittime delle Foibe ed è quindi già un luogo di memoria. Un ulteriore monumento sarebbe una duplicazione, una ridondanza che, in materia storica, non appare neutra né innocua, suggerendo invece che il vero obiettivo non sia la memoria, ma, piuttosto, quello di ribadire una presenza politica. Vista l’esistenza di una tabella segnaletica, non si può inoltre parlare di un vuoto commemorativo. Il principio della riconciliazione – ha proseguito Pasquino – è un valore sostenuto convintamente dal Pd, ma, secondo il gruppo consiliare, non si costruisce sovrapponendo “strati di commemorazione” in uno stesso luogo e ignorando la complessità di una vicenda che richiede uno sguardo storico articolato, anziché esemplificazioni monumentali o la moltiplicazione di simboli. L’iniziativa – ha concluso – appare costruita per alimentare una narrativa identitaria e di parte che non serve né alla memoria né alla cultura.

 

Per Leonardo Varasano (Progetto Perugia) scegliere di non sostenere l’odg è legittimo, tuttavia le argomentazioni addotte non sono convincenti. Non si può parlare di “sovrapposizioni” se si parla di un monumento in un luogo già dedicato, visto che già esistono casi simili, come ad esempio piazza Garibaldi. Il consigliere ha fornito anche una motivazione pedagogica a sostegno della proposta illustrata da Mencaglia: il monumento, destinato a rimanere, serve a dare un segno visibile e duraturo e stimola anche l’osservatore più distratto. Peraltro, in città ci sono artisti che potrebbero mettere la loro conoscenza della storia e la loro creatività al servizio della città per realizzarlo. Varasano, ad ogni modo, ha ribadito di aderire alla proposta di Donato di lavorare insieme su questi casi.

 

Secondo Antonio Donato (M5s), tutti devono sentirsi uniti dal rispetto del Giorno del ricordo, che non può essere oggetto di contrapposizione politica, né essere sentito come appannaggio di una sola parte. Per rafforzare il valore delle commemorazioni, esse non possono essere frammentate in iniziative episodiche o fatte percepire come rivendicazioni di una parte. Si dovrebbe, quindi, avviare un lavoro di coordinamento per stabilire quale ruolo si vuole per Perugia nella cultura della memoria. Pur esprimendo voto contrario, ha riconosciuto che l’odg respinto in aula sarà un punto di partenza per un lavoro più ampio.

 

Anche Cesare Carini (Perugia Civica), motivando l’astensione, ha auspicato che su questi temi si possa realizzare un’ampia condivisione, tenendo anche conto che sono trascorsi 22 anni dall’approvazione della legge istitutiva del Giorno del ricordo.

 

Edoardo Gentile (FI) ha ritenuto non logico e coerente l’argomento secondo cui, rispetto a una ricorrenza di grande importanza, non si possa fare niente senza avviare un ampio coinvolgimento: la maggioranza non ha fatto così in altri casi. Inoltre, l’odg propone un’azione molto precisa che non avrebbe comportato “ridondanze”, ma aggiunto valore. Per Gentili si è anche persa una occasione per non dividersi sull’argomento.

 

Per Mencaglia l’esito della votazione riflette più che altro una scelta politica.

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