
Chiusa la fase di restituzione alla cittadinanza del lavoro svolto dai Laboratori di Comunità sulle future Case della partecipazione. Nella serata di mercoledì 21 maggio, al Cva di Ponte San Giovanni, l’ultima assemblea di comunità del progetto Partecipa Perugia è stato un appuntamento che ha riunito cittadini e rappresentanti delle istituzioni per condividere risultati, proposte e prospettive. Per il Comune di Perugia erano presenti la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessore Andrea Stafisso, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa e numerosi consiglieri.
Come sempre, sono stati i componenti dei laboratori attivati nel 2026 a illustrare le proposte elaborate su possibili funzioni, sedi e modelli organizzativi per le Case della partecipazione che l’amministrazione comunale intende realizzare. Nel corso dell’incontro le preferenze rispetto alle varie proposte sono state espresse con l’apposizione di bollini. Ancora una serata di riflessione e impegno, dunque, da parte di numerosi “cittadini attivi”.
E’ stata la sindaca Ferdinandi a soffermarsi sul significato del percorso appena concluso e a tirare le fila rispetto a quello che avverrà nei prossimi mesi. “Oggi giunge a compimento, per chi ha preso parte ai laboratori, un anno di lavoro. Un cammino per cui ringrazio l’Università degli studi, che ci sta accompagnando in questo percorso, insieme agli uffici comunali”, ha detto evidenziando la natura collettiva del progetto.
Il progetto Partecipa Perugia si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo della partecipazione nei sistemi democratici contemporanei: “Pensiamo – ha ribadito la sindaca – che la partecipazione possa aiutare un sistema democratico dove si evidenzia uno scollamento tra cittadinanza e politica. In questo quadro, è necessario che la cittadinanza attiva torni a farsi interlocutore primario dell’amministrazione”.
Ecco perché le Case della partecipazione sono state individuate come uno degli strumenti chiave su cui investire. Esse – è questa la scommessa dell’amministrazione – potranno essere “lo strumento riconosciuto e strutturale per rimettere i territori al centro dell’azione amministrativa, ma anche palestre di pace e luoghi dove riaffermare il senso della comunità, un’eredità fondamentale anche per chi verrà dopo di noi”.
La sindaca ha messo in luce il valore formativo degli stessi laboratori, considerati “una grande palestra politica”, capace di stimolare confronto, responsabilità e collaborazione tra le persone. Si entra ora nella fase dell’elaborazione istituzionale in vista delle prime sperimentazioni.















