Nobel per la pace a Navy Pillay: un riconoscimento a chi difende diritti umani”

Nota della consigliera Maddoli

date
12 ottobre 2026
- Redazione
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“Esprimo grande soddisfazione per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay, una donna che ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti umani, del diritto internazionale e alla lotta contro le discriminazioni. Un riconoscimento ancora più significativo in un momento storico in cui questi principi e le istituzioni chiamate a garantirli sono sempre più sotto attacco”.
Così Lucia Maddoli, capogruppo di Orchestra per la Vittoria in Consiglio comunale, con delega all’educazione alla pace, commenta il riconoscimento alla giurista sudafricana, protagonista della lotta contro l’apartheid e figura centrale della giustizia internazionale.
“Dalla battaglia contro l’apartheid al ruolo di giudice della Corte penale internazionale, fino alla presidenza della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati, Navi Pillay ha dimostrato quanto sia fondamentale disporre di istituzioni capaci di accertare le responsabilità e perseguire i crimini più gravi. La sua storia ci ricorda che i diritti non sono mai conquiste definitive, ma vanno difesi ogni giorno”.
Particolarmente significativo il lavoro della Commissione ONU da lei presieduta, che nel 2025 ha concluso che le autorità israeliane hanno commesso atti di genocidio nella Striscia di Gaza.
“Quel lavoro richiama la comunità internazionale alle proprie responsabilità. Non possiamo accettare che la tutela dei diritti e il rispetto del diritto internazionale dipendano dagli interessi dei Paesi più potenti. Le regole devono valere per tutti, dalla Palestina all’Ucraina, dal Sudan al Myanmar. Ogni vita umana ha lo stesso valore e nessuna ragione politica può giustificare l’impunità”.
Maddoli sottolinea anche il significato del Nobel alla luce delle nuove sanzioni statunitensi contro la Corte penale internazionale.
“È profondamente preoccupante che, proprio mentre si riconosce il valore di chi ha contribuito alla costruzione della giustizia internazionale, si tenti di indebolirne le istituzioni. La pace non può fondarsi sulla legge del più forte, ma sul rispetto del diritto, sull’accertamento delle responsabilità e sulla tutela delle vittime”.
“Questo riconoscimento parla anche a Perugia e al nostro impegno per l’educazione alla pace. Significa conoscere la storia, contrastare le discriminazioni e promuovere una cultura dei diritti, a partire dalle giovani generazioni. Il Nobel a Navi Pillay ci ricorda che la pace non è soltanto assenza di guerra: è giustizia, dignità e uguaglianza. E senza giustizia non potrà mai esserci una pace duratura” conclude Maddoli.

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