IV commissione: approvati gli odg su crioconservazione degli ovociti e promozione della salute mentale di comunità

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29 settembre 2026
- Redazione
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La IV commissione consiliare cultura nel corso della seduta di martedì 29 settembre ha trattato due atti.

E’ stato approvato con 11 a favore e 4 contrari l’Ordine del giorno presentato dai Consiglieri Carini e Mazzanti, del Gruppo Pensa Perugia, e dai Consiglieri Zurlo e Pasquino, del Gruppo Partito Democratico, avente ad oggetto: Accesso alle pratiche di crioconservazione degli ovociti.

Cesare Carini ha riferito che pur non consentendo alle donne single l’accesso alle tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita), la legge n. 40/2004 ammette all’art. 14, comma 8, la crioconservazione degli ovociti, previo consenso informato e scritto. Essa consente di conservare, in centri specifici e attrezzati, gli ovuli tramite congelamento ultrarapido in azoto liquido a circa -196°C (che protegge la qualità cellulare), al fine di poter intraprendere, in un secondo momento, una gravidanza.

Alla luce della significativa crisi demografica e della riduzione della fertilità femminile nel tempo, per i proponenti la crioconservazione può costituire uno strumento utile, pur non rappresentando una garanzia di futura gravidanza, essendo gli esiti condizionati da molteplici fattori, tra cui l’età al momento del prelievo, il numero e la qualità degli ovociti conservati e le condizioni cliniche individuali.

Tuttavia ciò si scontra con l’elevato costo delle procedure di crioconservazione circostanza che rischia di determinare una disparità nell’accesso a tali tecniche fondata sulla condizione economica delle donne.

Viste le iniziative assunte in tal senso dalla Francia (gratuità) e dal alcune regioni italiane (contributi economici), con l’odg i consiglieri impegnano l’Amministrazione a:

-farsi portavoce presso la Regione Umbria della necessità di rendere la procedura di crioconservazione degli ovociti un diritto accessibile mediante forme di gratuità, compartecipazione o contributo economico, anche in attesa della definizione di una disciplina nazionale uniforme;

-farsi promotori, presso le Istituzioni competenti, dell’esigenza di definire un quadro nazionale uniforme in materia di crioconservazione degli ovociti secondo criteri omogenei sul territorio nazionale, al fine di evitare situazioni di disparità tra le diverse Regioni;

-a promuovere la comunicazione e la diffusione delle informazioni relative alla pratica e alle modalità di accesso attraverso la collaborazione con medici di base, ginecologi e presidi territoriali quali i consultori.

La rappresentante dell’ordine delle ostetriche Francesca Fiandra, impossibilitata a partecipare, ha inviato un intervento scritto nel quale ha sollecitato un aggiornamento della normativa regionale in materia di procreazione assistita, ritenuto prioritario rispetto ad altre iniziative. Sulla crioconservazione ha rivolto un invito a non semplificare la questione che occorre affrontare in maniera plurisettoriale, tutelando la libertà di scelta delle persone e l’uguaglianza.

L’assessora Costanza Spera ha parlato di intervento importante, ma non necessariamente risolutivo per la procreazione come sottolineato dall’ordine delle ostetriche. Può tuttavia aiutare ed occorre quindi che il soggetto pubblico faccia di tutto per poter garantire alle donne un’opportunità in più. In ogni caso la proposta avanzata nell’odg appare importante per garantire nel tempo la libera scelta delle donne in tema di procreazione.

Per tale ragione ha accolto con favore l’opportunità di sostenere questi percorsi come sta avvenendo in altri contesti territoriali, onde favorire l’uguaglianza nell’accesso alla misura.

Elena Fruganti (FdI) ha chiesto di sapere se vi sia una stima dei costi della procedura e di quali fasi (stimolazione ovarica, conservazione, ecc.) il soggetto pubblico dovrebbe farsi carico.

Dalle parole dell’ordine – ha detto – è eloquente il succo della vicenda: non è questa iniziativa la risposta alla impossibilità di fare una scelta che vada incontro alla gravidanza. Parlare di autodeterminazione per questa procedura è illusorio, non potendo garantire la crioconservazione in alcun modo la maternità. Forse si possono aumentare in parte le possibilità di gravidanza, ma ciò dipende da molti fattori individuali che occorre considerare.

Fruganti ha quindi parlato di odg aleatorio.

Leonardo Varasano (Progetto Perugia) si è detto contrario all’indirizzo politico non ritenendola risposta sufficiente rispetto alla questione, complessa, del calo delle nascite.

Si tratta di una risposta sbagliata anche perché il successo atteso da questa pratica è inferiore al 20%, ossia piuttosto basoa. C’è poi un errore di prospettiva, perché la pratica in questione propone sempre di più genitori “nonni”.

Varasano ha sostenuto che con questa pratica i bambini diventano i soggetti meno tutelati e che i costi preventivati sono comunque considerevoli.

In replica l’assessora Costanza Spera, nel ribadire che il percorso in oggetto non garantisce la gravidanza, ha sostenuto che vi è autodeterminazione delle donne (ossia libera scelta) anche se non vi è certezza del risultato finale.

Marko Hromis ha rivolto un invito all’opposizione a concentrarsi sull’impegno dell’odg, contenente proposte di buon senso e molto misurate e che lasciano, pertanto, fuori l’ideologia di parte. Si può concordare quindi su quanto avanzato nell’odg.

Per Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) l’odg è equilibrato.

Per Nicola Volpi (FdI) l’ordine delle ostetriche ha ben chiarito quale è l’indirizzo delle professioni sanitarie. Nel concordare con gli interventi dei colleghi di opposizione, Volpi ha sostenuto di non condividere la pratica del cosiddetto “social freezing” né le valutazioni contenute nell’odg.

Il capogruppo del PD Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha concordato con Volpi sul fatto che tra i due schieramenti vi sono forti differenze ed impostazioni politiche che ognuno cerca di portare avanti. Tuttavia non ha accolto la valutazione di Fruganti sul fatto che non vi sarebbe autodeterminazione senza certezza del risultato finale.

Zurlo ha spiegato che l’odg è politico e non parla di tecniche mediche, bensì del concetto politico di “tempo”. Peraltro affronta una pratica già consentita dall’ordinamento ma che è accessibile, a causa dei costi, solo alle donne ricche. Ecco il senso della proposta finalizzata a garantire l’accesso al processo a tutte indipendentemente dal reddito.

Edoardo Gentili (FI) si è espresso a favore di questa pratica ritenendo che si tratti di un ampliamento delle sfere di libertà delle persone. Se tecnologie, come questa, possono aiutare a garantire una scelta anche futura, ciò appare condivisibile.

Se poi, come chiede l’atto, si vuole favorire l’equità nell’accesso alla misura, la proposta appare giusta, pur dovendosi valutare con attenzione la fattibilità economica.

L’auspicio in ogni caso è che si possa trovare una uniformità di indirizzo a livello nazionale onde evitare le disuguaglianze territoriali.

Margherita Scoccia ha manifestato la necessità, prima di esprimere un voto “laico” sull’atto, di poter conoscere meglio la materia magari grazie al contributo di qualche esperto.

Ciò in considerazione della complessità del tema che richiede, quindi, un opportuno approfondimento.

In chiusura Lorenzo Ermenegildi Zurlo ha ribadito che l’odg affronta una questione di giustizia sociale ed è, quindi, prettamente politico.

***

E’ stato approvato con 8 voti a favore e 4 astenuti l’Ordine del giorno presentato dai Consiglieri De Salvo, Tanci, Vescovi e Cenci del Gruppo Anima Perugia e dalla Consigliera Maddoli, del Gruppo Orchestra per la vittoria, avente ad oggetto: Promozione della salute mentale di comunità e sostegno alla sperimentazione di un modello territoriale stabile, partecipativo e inclusivo nel quartiere Borgo XX Giugno.

In sede di illustrazione Federico De Salvo ha spiegato che il Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030, approvato in sede di Conferenza Unificata il 29 dicembre 2025 e recepito dall’Umbria, individua tra i propri obiettivi strategici il rafforzamento della salute mentale di comunità, dell’integrazione tra servizi sanitari, sociali e educativi, della partecipazione delle comunità locali e della collaborazione tra istituzioni, enti locali e Terzo settore.

In questo contesto la Fondazione La Città del Sole ETS, il Consorzio Auriga, il Dipartimento di Salute Mentale della USL Umbria 1 e una più ampia rete di realtà del territorio, tra cui il Centro Diurno FuoriPorta, il ristorante inclusivo Numero Zero, l’Associazione Centrifuga e l’Associazione Borgobello APS, hanno promosso un percorso progettuale che, prendendo avvio dall’esperienza dell’Agorà della Salute Mentale e dalle iniziative previste in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, intende sviluppare nel quartiere Borgo XX Giugno una sperimentazione orientata alla costruzione di un modello territoriale stabile e inclusivo, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, servizi, Terzo settore, attività economiche, cittadini e persone con esperienza diretta di sofferenza psichica.

Tale proposta individua nell’Agorà della Salute Mentale non un’iniziativa isolata, ma uno dei principali strumenti attraverso cui avviare e consolidare un percorso permanente di partecipazione della comunità, di contrasto allo stigma e di promozione della salute mentale, individuando nel quartiere Borgo XX Giugno il luogo di sviluppo di tale modello.

Premesso ciò i consiglieri impegnano l’Amministrazione a:

-Promuovere, nell’ambito delle competenze comunali e in coerenza con gli indirizzi del Piano di Azioni Regionale per la Salute Mentale, politiche e percorsi orientati a rafforzare la salute mentale di comunità, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari, enti del Terzo settore, realtà associative e cittadinanza.

-Riconoscere, accompagnare e valorizzare il percorso progettuale sopra richiamato, orientato alla sperimentazione nel quartiere Borgo XX Giugno di un modello territoriale stabile, partecipativo e inclusivo di promozione della salute mentale, individuando nell’Agorà della Salute Mentale e nelle iniziative promosse in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale le azioni attraverso cui avviare e dare concreta attuazione a un percorso più ampio volto alla sperimentazione e al progressivo consolidamento di tale modello.

-Valutare, sulla base degli esiti della sperimentazione e del confronto con i soggetti coinvolti, le condizioni per sostenere il consolidamento del percorso avviato e, qualora ne siano riconosciuti il valore e l’efficacia, favorirne il progressivo sviluppo anche in ulteriori contesti cittadini.

Il Direttore generale della Fondazione La Città del Sole Marco Casodi, nel ricordare le esperienze già in atto sul tema a borgo XX giugno, ha espresso l’auspicio di poter ricevere il sostegno del Comune di Perugia nel percorso volto a rafforzare la salute mentale di comunità.

Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’USL Umbria 1 Marco Grignani ha sottolineato l’influenza del sociale in materia di salute mentale. In questo senso il progetto “Agorà” rappresenta un’iniziativa complessa che coinvolge molte città italiane e che dovrà sempre più coinvolgere tutta la cittadinanza. Ciò per contrastare l’isolamento e favorire l’emersione dei fenomeni, invitando la comunità a parlare di salute mentale.

Il direttore ha quindi richiesto il sostegno del Comune di Perugia al progetto.

L’assessora Costanza Spera ha confermato che la salute mentale è spesso determinata dai contesti sociali, trattandosi di ambiti strettamente connessi tra loro.

Agorà, progetto aperto a tutta la cittadinanza, è un ottimo strumento di prevenzione e consapevolezza che può favorire l’inclusione. Borgo XX giugno, in questo contesto, rappresenta il luogo ideale per potenziare la sperimentazione avviata da tempo.

Lorenzo Mazzanti (Pensa Perugia) ha suspicato che il progetto di borgo XX giugno possa diffondersi anche in altre aree della città, favorendo l’eliminazione di alcuni stigmi sociali nei confronti della malattia mentale ed, in generale, la conoscenza del tema da parte dei cittadini.

L’obiettivo è quindi di favorire sempre più l’inclusione e la sensibilità della comunità sulla salute mentale.

In replica finale Laura Tanci (Anima Perugia) ha parlato di percorso virtuoso avviato da tempo cui, con questa proposta, si vuole dare struttura e compimento.

La prossimità, secondo Tanci, è un tema cardine della società affinché anche la paura del diverso possa essere progressivamente superata.

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