II commissione: approvati gli indirizzi per l’affidamento del servizio di concessione pubblicitaria

Votazione a maggioranza

date
28 ottobre 2026
- Redazione
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La II commissione consiliare bilancio nel corso della seduta di mercoledì 28 ottobre ha approvato con 8 voti a favore e 4 astenuti la proposta n. 364 del 20/10/2026: affidamento in concessione del servizio di gestione, accertamento e riscossione, anche coattiva, del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, componente pubblicitaria di cui all’art. 1, comma 819, lett. b), della legge 27 dicembre 2019, n. 160 e del servizio delle pubbliche affissioni per il periodo 1° gennaio 2027-31 dicembre 2031. determinazione della forma di gestione e atto di indirizzo.

L’assessora Alessandra Sartore ha ricordato che a seguito di procedura aperta la concessione del servizio di gestione delle pubbliche affissioni e di accertamento e riscossione ordinaria e coattiva dell’ICP (Imposta comunale Pubblicità) e del DPA (diritto pubbliche affissioni), per il periodo 01/03/2020 – 31/12/2025, è stata aggiudicata alla società DOGRE S.R.L.

A seguito dell’abolizione dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni disposta dall’art. 1, comma 816, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 e della contestuale entrata in vigore, a decorrere dal 1° gennaio 2021, del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, l’oggetto della concessione, è venuto a riguardare, a far data dal medesimo anno, non più l’imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni, bensì la componente pubblicitaria del canone anzidetto.

L’affidamento della concessione a Dogre è stato poi prorogato per l’anno 2026.

Gli uffici, a seguito dello studio effettuato, segnalano che le forme di gestione contemplate dalla normativa vigente non appaiono agevolmente praticabili nel contesto del Comune di Perugia; infatti, alla luce della vigente disciplina in materia di società a partecipazione pubblica nonché dei principi di razionalizzazione e contenimento delle partecipazioni pubbliche, non risulta al momento, nel novero degli organismi partecipati dal Comune di Perugia, alcuna società in possesso dei requisiti necessari per l’espletamento del servizio in esame, mentre la costituzione o l’acquisizione di una nuova partecipazione societaria non risulterebbe coerente con gli obiettivi di razionalizzazione dell’assetto delle partecipazioni dell’Ente.

Pertanto dall’istruttoria svolta è emerso che la gestione dei servizi mediante affidamento in concessione a un soggetto terzo abilitato per legge, iscritto nell’albo di cui all’art. 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, risulta la più rispondente agli interessi dell’Ente sotto il profilo economico, organizzativo e funzionale. Tale strumento infatti consente:

– di trasferire in capo al concessionario il rischio operativo connesso alla gestione del servizio e all’andamento della riscossione;

– all’Ente di avvalersi di specifiche competenze professionali, organizzative e tecnologiche, senza dover reclutare o riallocare le risorse umane e strumentali necessarie per svolgere internamente tutte le attività ricomprese nel servizio;

– di mantenere la titolarità in capo al Comune dell’entrata derivante dal canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, nonché la competenza dello stesso in materia di indirizzo, programmazione, vigilanza e controllo sul corretto svolgimento del servizio.

Ritenuto quindi di procedere ad un nuovo affidamento del servizio a soggetto esterno, si determina che lo stesso dovrà ricomprendere, in modo organico, le attività di gestione, liquidazione, accertamento e riscossione, anche coattiva, del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, componente pubblicitaria, nonché il servizio delle pubbliche. Esso dovrà, inoltre, comprendere: a) la gestione, l’accertamento e la riscossione delle partite residue relative all’imposta comunale sulla pubblicità e ai diritti sulle pubbliche affissioni di cui al capo I del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, riferite a presupposti impositivi antecedenti al 01/01/2021 e rimaste insolute alla scadenza della precedente concessione; b) la gestione delle istanze di rimborso già presentate al concessionario uscente e non ancora istruite o definite nonché di quelle presentate nel corso della nuova concessione ancorché riferite a entrate riscosse anteriormente alla decorrenza della stessa; c) il completamento dell’attività di accertamento e di riscossione coattiva e ogni onere afferente alle procedure esecutive, fino alla riscossione del credito o alla dichiarazione di inesigibilità, relativamente alle entrate oggetto di affidamento alla data di scadenza del precedente rapporto concessorio (31.12.2026).

I principali dettagli tecnici dell’affidamento saranno i seguenti:

-durata della concessione di 5 anni (2027-2031);

-previsione di un aggio a base di gara, soggetto a ribasso, pari al 14% (quattordici per cento), oltre IVA di legge;

-esclusione dalla base di calcolo dell’aggio delle somme rimborsate dal Comune, delle somme riscosse a titolo di maggiorazione, delle somme riscosse a titolo di rimborso delle spese di notifica ed esecutive, nonché degli oneri di riscossione a carico dei contribuenti;

– previsione di un minimo garantito annuo in favore del Comune di Perugia pari a € 3.350.000,00.

Il valore della concessione, determinato secondo i criteri di cui all’art. 179 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, avuto riguardo al complesso dei ricavi stimati derivanti dalla gestione dei servizi oggetto dell’affidamento per l’intera durata della concessione, sulla base dell’andamento storico delle entrate relative alla componente pubblicitaria del canone e al servizio delle pubbliche affissioni nonché delle stime relative alle attività di recupero dell’evasione e delle ulteriori componenti economiche previste dal Piano Economico-Finanziario, è allo stato stimato in € 3.083.799,97 (Iva esclusa) per l’intero quinquennio

Edoardo Gentili (FI) ha spiegato che la scelta di procedere con l’affidamento del servizio all’esterno è motivata da ragioni economiche, di efficienza e gestione. Nell’ultimo anno e mezzo/due in una parte del servizio (controllo e sanzione) l’attuale gestione – ha detto il consigliere – ha posto in essere una attività “spinta” che ha messo in difficoltà cittadini, imprese, famiglie ed attività economiche. Ha quindi chiesto se sia possibile scorporare dalla concessione, nell’ambito della prossima gara pubblica, la parte relativa a controllo e sanzionamento. Ha infine rivolto un invito affinché nella gara vengano inseriti precisi obblighi di trasparenza e informazione in capo al concessionario onde tutelare al meglio i cittadini.

Nicola Paciotti (PD) ha chiesto ulteriori specificazioni sul minimo garantito indicato in delibera.

Il dirigente Stefano Baldoni ha spiegato che scorporare dall’affidamento del servizio l’attività relativa a controllo e sanzionamento sarebbe piuttosto complesso ed economicamente svantaggioso, con conseguenze negative anche in termini di efficienza.

Il valore della concessione è stato determinato, ha poi rappresentato, sulla base dell’andamento storico degli incassi ed, in particolare, di quelli relativi all’ultimo triennio.

Il minimo garantito, innalzato rispetto alla precedente gara, è stato calcolato tenendo conto delle riscossioni ordinarie ed è stato spinto fino a quasi il limite del gettito ordinario per far sì che la concessione abbia quei caratteri di rischio operativo richiesti dalla normativa.

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