Il Consiglio comunale ha approvato con 19 voti favorevoli e 11 astensioni la proposta di deliberazione presentata dai consiglieri Ermenegildi Zurlo (PD) e Tanci (Anima Perugia) avente ad oggetto il Regolamento per l’istituzione del garante comunale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Il regolamento – ha spiegato in aula il presidente della prima commissione Antonio Donato – istituisce il Garante con l’obiettivo di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi di bambini e adolescenti, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo e con la normativa nazionale e regionale.
Particolare attenzione è riservata ai principi di non discriminazione, superiore interesse del minore, diritto alla vita e allo sviluppo, partecipazione e ascolto. Il testo introduce inoltre un approccio interculturale e antidiscriminatorio, prevedendo attenzione alle differenze linguistiche, culturali e alle condizioni di disabilità e vulnerabilità.
Il Garante viene configurato come organo monocratico di garanzia, promozione, ascolto, impulso e monitoraggio, chiamato a operare con autonomia di giudizio, imparzialità e indipendenza funzionale. Tra i suoi compiti figurano la vigilanza, per quanto di competenza comunale, sull’attuazione delle convenzioni e delle norme a tutela dell’infanzia; la diffusione della conoscenza dei diritti di bambini e adolescenti; la promozione di forme di partecipazione e consultazione dei più giovani; la possibilità di ascoltarli direttamente con modalità adeguate all’età e alle condizioni personali; la ricezione di segnalazioni su possibili violazioni dei loro diritti e la loro eventuale trasmissione ai servizi, alle amministrazioni o alle autorità competenti. Il Garante potrà inoltre formulare raccomandazioni e segnalare situazioni di discriminazione, oltre a collaborare con il Garante nazionale e quello regionale.
Un aspetto centrale riguarda proprio l’accessibilità della figura. Bambini e adolescenti potranno rivolgersi direttamente al Garante senza necessità di una preventiva autorizzazione, attraverso canali adeguati alla loro età. Le segnalazioni potranno essere presentate in forma scritta, orale o digitale e il supporto comunale dovrà assistere gratuitamente chi incontri difficoltà linguistiche, comunicative, sensoriali o digitali. Il regolamento disciplina inoltre in maniera specifica la riservatezza e la protezione dei dati personali.
La nomina sarà preceduta da un avviso pubblico di almeno trenta giorni. I candidati dovranno possedere una comprovata competenza nella promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, maturata per almeno cinque anni nei diversi ambiti indicati dal regolamento. La scelta spetterà al sindaco, con decreto motivato sulla base delle competenze professionali, dell’esperienza e dell’idoneità allo svolgimento delle funzioni. Il mandato avrà durata di tre anni e potrà essere rinnovato una sola volta. Il testo stabilisce inoltre requisiti e cause di inconferibilità e incompatibilità, nonché regole in materia di conflitto di interessi, astensione e revoca.
Nello svolgimento della propria attività il Garante potrà chiedere agli uffici comunali dati, informazioni e documenti pertinenti alle proprie funzioni e, secondo le modalità concordate con l’amministrazione, effettuare visite presso strutture e locali comunali, senza esercitare poteri ispettivi. Potrà inoltre promuovere presso l’amministrazione iniziative, misure e progetti rivolti all’infanzia e all’adolescenza e favorire il coordinamento tra istituzioni, soggetti pubblici e realtà del privato sociale impegnati sul territorio.
Sul versante organizzativo, il Garante si avvarrà del personale del Servizio Organi istituzionali e avrà una sezione dedicata e facilmente riconoscibile nel sito istituzionale del Comune, con informazioni sulle funzioni, i recapiti, le modalità di segnalazione, le relazioni annuali e le raccomandazioni. L’incarico sarà svolto a titolo gratuito. Donato ha infatti ricordato che in commissione è stato discusso ampiamente anche l’articolo 7, comma 3, relativo alla gratuità dell’incarico: un emendamento ha escluso, oltre ai compensi, anche rimborsi spesa.
È previsto infine un rapporto costante con gli organi comunali. Entro il 31 marzo di ogni anno il Garante dovrà presentare al Consiglio comunale una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente, dando conto, in forma anonima e aggregata, delle segnalazioni ricevute, delle criticità rilevate, delle attività di ascolto e partecipazione, delle raccomandazioni formulate e della collaborazione con servizi, scuole, istituzioni e organizzazioni del territorio. Il Consiglio dovrà discutere la relazione entro sessanta giorni dalla presentazione, mentre la giunta sarà chiamata a comunicare entro i successivi novanta giorni le determinazioni assunte sulle raccomandazioni di competenza comunale.
Ermenegildi Zurlo ha affermato che l’atto potrà essere utilizzato come riferimento per i regolamenti che riguarderanno l’istituzione di altri garanti. Tanci a sua volta ha ripercorso le ragioni che hanno portato a elaborare la proposta.
Leonardo Varasano (Progetto Perugia) ha invece ribadito la sua perplessità sulla coesistenza di figure analoghe di diverso livello. Anche Edoardo Gentili (Forza Italia) ha espresso timori rispetto alla mancata regolazione dei rapporti tra garanti incardinati in diverse amministrazioni. Ha inoltre sottolineato la sproporzione tra i compiti attribuiti, giudicati molto onerosi, e la mancata previsione di compensi. Elena Fruganti (FdI) ha affermato la possibilità di conflitti di attribuzione tra garanti di diversi livelli; così ha motivato l’astensione del suo gruppo.
Pieno sostegno alla proposta ha espresso Antonio Donato (M5s), escludendo che l’istituzione di garanti a livello locale possa far sorgere problemi.




