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KUM! Festival, la rassegna ideata e diretta dallo psicoanalista Massimo Recalcati, con il coordinamento scientifico del filosofo Federico Leoni, taglia il traguardo della decima edizione con una sostanziale novità: il festival ha trovato una nuova casa in Perugia, città che lo accoglierà dal 23 al 25 ottobre 2026.
KUM! è stato ideato per mettere al centro del discorso pubblico e della diffusione dei saperi i temi della cura e del prendersi cura, della salute e della malattia, del benessere e del disagio, nelle loro tante declinazioni filosofiche e psicologiche, mediche e scientifiche, sociali e politiche.
Il passaggio a Perugia segna non soltanto un cambiamento geografico, ma anche l’apertura di un nuovo spazio di riflessione e dialogo. Al centro dell’edizione 2026 del festival il tema “La Tentazione della violenza”.
Gli incontri si svolgeranno negli storici spazi dell’Auditorium San Francesco al Prato, del Teatro del Pavone, del Salone Notari di Palazzo dei Priori e della Sala delle Colonne di Palazzo Graziani. Una città ricca di storia e cultura, luogo di incontro e di scambio, che per l’occasione diventerà lo spazio in cui il Festival potrà tracciare nuovi percorsi di riflessione, dialogo e confronto.
Venerdì 23 ottobre
Il Festival sarà inaugurato ufficialmente venerdì 23 ottobre alle 17.00 con i saluti istituzionali presso l’Auditorium San Francesco al Prato.
Dopo l’inaugurazione, il direttore scientifico Massimo Recalcati aprirà il cartellone di eventi con una lectio magistralis che, a partire dalla parola che dà il nome al Festival, entrerà nel cuore dei temi che da sempre ne guidano la riflessione: la cura, la guarigione e la ripartenza. Kum!, dall’aramaico, significa «sveglia!», «alzati!» ed è una chiamata al movimento e alla possibilità di riprendere il cammino della vita.
Si proseguirà alle 18.45 al Teatro del Pavone con il filosofo Rocco Ronchi che proporrà una riflessione sulla figura di Benito Mussolini, analizzando il rapporto tra mito e violenza all’origine del fascismo.
Successivamente alle 19.00, presso Salone dei Notari di Palazzo dei Priori, la scrittrice Daniela Padoan affronterà il tema della cura della democrazia di fronte alla crescente presenza della violenza nelle sue forme concrete e simboliche, interrogandosi sul ruolo dello Stato, della comunicazione e della propaganda politica e sul rapporto tra conflitto e democrazia.
La prima giornata si concluderà alle 21.30 all’Auditorium San Francesco al Prato con l’evento speciale “Meglio fragili che violenti” del poeta Franco Arminio, dedicato alla fragilità come condizione costitutiva dell’essere umano e alla possibilità di trasformarla in una forza.
Sabato 24 ottobre
Il festival entra nel vivo con una nuova giornata ricca di appuntamenti.
Si parte alle 9.15 al Salone Notari, Palazzo dei Priori con la lectio “Bruciare il nido. Le aggressioni agli oggetti d’amore”, lo psicologo Mauro Grimoldi esplorerà il tema della violenza adolescenziale all’interno dei legami familiari interrogandosi sulle fragilità dei legami affettivi e sulle forme che la violenza può assumere.
A seguire alle 10.00 all’Auditorium San Francesco al Prato, il filosofo Roberto Esposito sarà protagonista della lectio “La macchina metafisica del fascismo”. Al centro del suo discorso il fascismo come evento storico, ideologia politica e regime, ma anche come macchina del consenso capace di articolare polarità opposte, dal mito alla tecnica, dalla reazione alla rivoluzione. L’obiettivo sarà comprendere e smontare una macchina mitologica che a distanza di decenni non ha smesso di produrre violenza.
Come si intrecciano violenza e intelligenza artificiale nella vita quotidiana? È da questa domanda che prenderà avvio la lectio del giurista Massimo Durante, in programma alle 11.15, presso il Teatro del Pavone.
Alle 12.00, presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, la psicoterapeuta Micaela Ucchielli e il filosofo Luca Taddio dialogheranno sulla violenza nel mondo digitale.
Il pomeriggio proseguirà alle 14.15 nella Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, con il filosofo Roberto Mancini che ripercorrerà il pensiero di Gandhi, tra amore politico, nonviolenza e ricerca della giustizia, interrogandosi sulla sua attualità e sulla possibilità di trasformare lo scontro in conflitto nonviolento.
Alle 14.30 presso il Salone Notari, Palazzo dei Priori, la filosofa spagnola Marina Garcés rifletterà sul rapporto tra adulazione e violenza, dalle pratiche antiche della vita di corte alle nuove forme contemporanee., che oggi ritroviamo nel funzionamento dei social network e nelle dinamiche dell’adulazione programmata dei chatbot. La riflessione della pensatrice spagnola indagherà le forme di violenza che si insinuano in queste dinamiche e il rapporto tra potere e servitù nello specchio algoritmico.
Il tema del perdono sarà al centro della riflessione di Padre Guidalberto Bormolini, alle 15.45 al Teatro del Pavone. Un’occasione per interrogarsi sul perdono come possibile forma di cura e liberazione, sulla sua natura paradossale e sulla possibilità di trasformare quel gesto raro e difficile in un dono per gli altri e per se stessi.
Alle 16.00 al Salone Notari, Palazzo dei Priori, la Responsabile del Centro regionale Veneto di Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche Franca Benini e lo psichiatra e psicoanalista Michele Rugo, con l’introduzione di Monica Beccaro, responsabile dell’Accademia di Scienze di Medicina Palliativa – ASMEPA, analizzeranno il tema della violenza in sanità. L’incontro è a cura di Fondazione Hospice Mt. Chiantore Seràgnoli.
Successivamente alle 17.15 all’Auditorium San Francesco al Prato, lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini rifletterà sul ruolo delle relazioni nella crescita degli adolescenti e sulla loro capacità di contrastare solitudine e violenza, mettendo al centro l’importanza dei legami autentici e della dipendenza affettiva come dimensioni fondamentali dell’esperienza umana.
Alle 17.30, nella Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, Carlotta Cossutta, filosofa della politica dell’Università degli Studi di Milano, Alessia Fusilli de Camillis, psicoterapeuta e psicoanalista della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) rifletteranno sul rapporto tra violenza e legami umani. Al centro dell’incontro, le forme di violenza che possono nascere all’interno delle relazioni più comuni e familiari e la possibilità di riconoscerle e affrontarle proprio a partire da quei legami.
Da non perdere alle 18.45, al Teatro del Pavone, l’intervento di uno dei massimi scrittori spagnoli contemporanei, Manuel Vilas, che affronterà il tema della periferia come luogo in cui si riflettono le trasformazioni e le contraddizioni della società contemporanea, attraverso uno sguardo sui margini delle nostre città, tra memoria e disuguaglianza.
La serata si chiuderà alle 21.30 presso l’Auditorium San Francesco al Prato con il regista Matteo Garrone, che, accompagnato dal critico cinematografico Andrea Bellavita, dell’Università dell’Insubria (Varese), ripercorrerà la costante presenza del tema della violenza nella sua ormai ricchissima filmografia: violenza non come semplice accidente ma come elemento inestricabilmente legato alla condizione umana.
PROGRAMMA
Domenica 25 ottobre
L’ultima giornata del festival si aprirà alle 9.15 presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani con la filosofa Cristina Guarnieri, che proporrà una riflessione sulla figura della filosofa Rachel Bespaloff e sulla sua rilettura dell’Iliade come testo chiave per una riflessione sulla barbarie della guerra.
Se la famiglia è la nostra scatola nera, è una scatola nera a sé stante o si trova a sua volta dentro un’altra scatola nera? La violenza famigliare estrema, e il trauma che essa produce in un bambino, è una bomba che uno si porta dentro per sempre oppure si può disinnescare? Da queste domande prende avvio la riflessione di uno dei maggiori scrittori italiani, Antonio Moresco, in programma alle 10.30 al Teatro del Pavone.
Alle 10.45 presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, si terrà un incontro organizzato in collaborazione con l’Università di Perugia e dedicato al ruolo che i saperi umanistici e l’università nel suo complesso possono avere nella comprensione della violenza che segna il nostro tempo e nell’elaborazione di un futuro diverso e migliore. A confrontarsi saranno il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli e un panel di docenti dell’Ateneo.
Si proseguirà alle 12.00 all’Auditorium San Francesco al Prato, dove il giornalista e saggista Gad Lerner e il filosofo Davide Assael dialogheranno sul tema delle guerre di religione. A partire dalla storia di Caino e Abele ripercorreranno l’eterno rovello della circolarità dei conflitti, cioè di quel fenomeno per cui è raro poter dire chi ha iniziato per primo le ostilità e poter chiudere la partita indicando responsabilità definitive e riparazioni davvero risolutive.
Segue alle 14.00 al Teatro del Pavone, lo storico Marcello Flores D’Arcais, che proporrà la lectio “La violenza e le riforme: le contraddizioni degli anni di piombo”. L’incontro rileggerà gli anni Settanta italiani attraverso il rapporto tra violenza politica, terrorismo e stagione delle grandi riforme civili, mettendo a confronto le diverse matrici della violenza e il contesto nazionale e internazionale nel quale si svilupparono.
Alle 14.15, presso Sala delle Colonne, Palazzo Graziani, il filosofo Giacomo Petrarca affronterà il tema della “Violenza di Dio” tratteggiando la figura di Mosè a partire dall’episodio biblico del vitello d’oro.
Alle 15.15, presso il Teatro del Pavone, la Sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi e Raffaele Giuliani, studente e divulgatore sui social, saranno protagonisti dell’evento speciale “Una conversazione su giovani e violenza”.
Successivamente alle 15.30 al Teatro del Pavone, l’economista Giovanna Melandri si soffermerà sul rapporto tra violenza e capitalismo. Un’occasione per interrogarsi sulle diverse forme assunte dal capitalismo nella storia, tra conflitti, trasformazioni e responsabilità.
Il pomeriggio proseguirà alle 16.15 presso l’Auditorium San Francesco con un dialogo tra Don Luigi Epicoco e Padre Lino Breda che analizzeranno la figura di San Francesco. Un percorso a partire dalla sua prima e più radicale guerra: quella contro se stesso, fino alla pace con Dio e alla scoperta degli altri come fratelli.
Alle 16.30 al Teatro del Pavone, sarà il momento di Federico Leoni, filosofo dell’Università di Verona, curatore scientifico del festival KUM!, che dedicherà un ritratto alla figura di Karl Marx, primo grande pensatore della violenza delle macchine e profeta dei conflitti e delle possibilità che vediamo esplodere nel nostro tempo attorno alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale.
Il rapporto tra violenza, disagio e civiltà sarà al centro della lectio magistralis di Massimo Recalcati, in programma alle 17.45 presso l’Auditorium San Francesco al Prato. A partire dalla riflessione di Freud sul disagio della civiltà, Recalcati indagherà il rapporto con l’altro, la rinuncia pulsionale e la tentazione della violenza ritorno a un godimento senza limiti.
Alle 19.00, presso Teatro del Pavone, sarà poi il momento della biologa e divulgatrice scientifica Antonella Viola, che esplorerà la biologia della violenza e gli effetti che lo stress prodotto dalla sopraffazione può avere sul nostro corpo, dal cervello al sistema immunitario, fino al cuore e al metabolismo.
Infine, alle 21.30 all’Auditorium San Francesco al Prato, appuntamento con Geppi Cucciari, un evento speciale che accompagnerà il pubblico alla chiusura del festival. Dalla comicità ai grandi temi della convivenza civile, dalla condizione femminile alla violenza e al linguaggio dell’odio, un dialogo capace di tenere insieme il comico e il tragico, il quotidiano e l’eterno.
Per informazioni: https://www.kumfestival.it/



