La IV commissione del Consiglio comunale di Perugia, presieduta da Fabrizio Ferranti, ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno “Promozione e sperimentazione di progetti di portierato di quartiere nell’ambito dei percorsi SAL, anche attraverso strumenti di co-programmazione e coprogettazione con il Terzo Settore”, proposto dai consiglieri Augusto Peltristo e Edoardo Gentili (Fare Perugia con Romizi – Forza Italia), già illustrato in una precedente seduta.
Questi gli impegni ipotizzati per la sindaca e la giunta: valutare l’introduzione di progetti sperimentali di portierato di quartiere nell’ambito dei percorsi SAL; promuovere percorsi di co-programmazione e coprogettazione con gli enti del Terzo Settore ai sensi del D.Lgs. 117/2017; favorire il coinvolgimento di soggetti privati, amministratori di condominio e realtà economiche locali anche in un’ottica di integrazione e cofinanziamento; individuare uno o più quartieri pilota caratterizzati da fragilità sociali nei quali avviare la sperimentazione; definire le funzioni del portiere di quartiere includendo attività di presidio sociale, supporto ai cittadini, facilitazione dell’accesso ai servizi e cura degli spazi comuni; monitorare gli esiti della sperimentazione attraverso una relazione al Consiglio comunale sugli impatti sociali e occupazionali; valutare percorsi di continuità e inserimento lavorativo per i partecipanti in raccordo con il sistema dei servizi sociali e del lavoro.
La dirigente Roberta Migliarini, invitata in commissione, si è soffermata sull’istituto del Sal, strumento su cui il Comune di Perugia investe da anni e che trova applicazione in numerosi ambiti. La dirigente ha sottolineato che esso, attraverso un progetto personalizzato finalizzato a far emergere competenze, risorse e attitudini, deve condurre persone a rischio di esclusione ed emarginazione sociale a un possibile inserimento nel mondo del lavoro e viene attivato con l’intervento di servizi sociali e mediatori che cercano di inserire la persona nel contesto più adatto. Quanto al portierato di quartiere, Migliarini ha ricordato che si tratta di una misura a sua volta esistente da tempo e collegata a progetti di rigenerazione urbana. Per quanto, inoltre, il portierato si sia rivelato positivo offrendo un presidio per le collettività di riferimento quando è stato sperimentato, ora si guarda al condominio solidale, strumento di housing sociale che punta a creare “reti” capaci di perdurare al di là delle progettualità.
Alla luce dell’audizione, Lucia Maddoli (Orchestra per la Vittoria) è intervenuta rilevando che dall’odg emerge un approccio al Sal non corretto.
Gentili, in conclusione, ha manifestato disponibilità a emendare il testo per tenere conto del dibattito.
La IV commissione ha poi avviato l’esame dell’ordine del giorno “Sulla necessità di una disciplina organica e paritaria in materia di attribuzione del cognome ai figli”, proposto dal consigliere Cesare Carini (Pensa Perugia).
La proposta affronta il tema dell’attribuzione del cognome ai figli alla luce dei principi di uguaglianza tra i genitori sanciti dalla Costituzione e delle più recenti pronunce della Corte costituzionale. L’ordine del giorno ripercorre l’evoluzione della normativa e della giurisprudenza in materia, evidenziando il superamento del tradizionale automatismo del cognome paterno e richiamando la sentenza n. 131 del 2022 della Corte costituzionale, che ha stabilito come regola generale l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori nell’ordine concordato dagli stessi. L’atto sottolinea inoltre la necessità di un intervento legislativo organico capace di garantire certezza giuridica, uniformità applicativa e piena tutela dell’identità personale dei figli, anche alla luce delle questioni ancora aperte relative alle famiglie omogenitoriali e ai casi di mancato accordo tra i genitori.
Questi gli impegni specifici formulati per la sindaca e la giunta: sollecitare le istituzioni competenti, anche tramite ANCI, affinché il Parlamento giunga all’approvazione di una disciplina organica sull’attribuzione del cognome ai figli che assicuri certezza giuridica, uniformità applicativa e piena attuazione del principio di pari dignità dei genitori nel rispetto dell’interesse preminente del minore; sollecitare una disciplina chiara e uniforme anche per l’attribuzione del cognome ai figli nelle famiglie omogenitoriali; promuovere momenti di aggiornamento e coordinamento per gli operatori dello stato civile affinché le procedure siano applicate in modo uniforme e rispettoso dei diritti dei minori; assicurare un’informazione istituzionale tempestiva e chiara rivolta alle famiglie in merito agli sviluppi normativi e alle procedure applicative concernenti l’attribuzione del cognome ai figli.
L’assessora Francesca Tizi (Servizi al cittadino) ha espresso condivisione rispetto al significato politico dell’ordine del giorno, sottolineando come la storia della madre abbia la stessa dignità di quella del padre e come debba essere garantita alle famiglie la libertà di scelta nell’esercizio, su basi di uguaglianza, della trasmissione del cognome.
Tizi ha evidenziato il principio della pari dignità dei genitori anche nella trasmissione del cognome, ricordando che il compito delle istituzioni è assicurare che tutte le possibilità previste dall’ordinamento siano riconosciute e che nessuna venga considerata meno legittima delle altre.
L’assessora ha inoltre condiviso la richiesta di sensibilizzare le istituzioni competenti affinché si arrivi a una disciplina chiara e uniforme. La materia dello stato civile, ha osservato, necessita infatti di certezze normative.
Tizi ha espresso apprezzamento anche per l’attenzione rivolta alle famiglie omogenitoriali, ribadendo che il criterio guida, ad ogni modo, resta sempre quello dell’interesse del minore. Giudicato positivo, infine, il riferimento all’aggiornamento e alla formazione del personale comunale.
Anastasia Ciarapica, dirigente Unità operativa Servizi al cittadino, ha poi illustrato alcune criticità applicative emerse nella pratica quotidiana degli uffici e ha evidenziato che, anche dopo la sentenza della Corte costituzionale, rimangono aperti diversi profili interpretativi che incidono direttamente sull’attività degli ufficiali di stato civile.
Per questo motivo, anche gli uffici auspicano l’approvazione di una disciplina organica della materia. Quanto alla formazione, è stato ricordato che l’aggiornamento del personale è già svolto regolarmente, per quanto un ulteriore potenziamento resta auspicabile.
Il consigliere Leonardo Varasano (Progetto Perugia) si è detto pienamente concorde con il dispositivo, ma non con le premesse dell’atto: troppa enfasi, a suo avviso, nello scalfire la figura del padre.
La seduta è stata quindi rinviata per una ulteriore audizione.




