Ad inizio di seduta sono state proposte tre comunicazioni.
La prima, della consigliera Francesca Pasquino (PD), ha riguardato il tema della riduzione (disposta dal decreto “scuola”) delle risorse del fondo per le attività educative nelle scuole contro la violenza sulle donne (istituita dalla legge di bilancio 2026). Pasquino ha espresso preoccupazione e contrarietà per la decisione assunta dal Governo con taglio di risorse (4 milioni l’anno) nei confronti di quella che rappresenta un’emergenza a fronte di numeri costantemente crescenti.
La seconda comunicazione, a cura del consigliere Antonio Donato (M5S), si è incentrata sui dati diffusi dal Sole 24 ore sul calo (meno 8,04%) dei delitti denunciati nella provincia di Perugia. Per Donato è un segnale positivo che merita di essere riconosciuto; ha quindi ringraziato le forze dell’ordine e la polizia locale per l’attività che svolgono a tutela della sicurezza dei cittadini.
La terza, di nuovo della consigliera Francesca Pasquino, ha riguardato la decisione del garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza di far uscire l’Italia da Enoc ossia la rete europea dei garanti per l’infanzia. Per la consigliera si tratta di una decisione che doveva essere assunta quantomeno sentendo prima i garanti regionali. In ogni caso la scelta, motivata da un mero dissenso su una questione (in particolare la mancata pubblicazione in un atto della rete di un’opinione del garante dissenziente sulla questione dei diritti dei bambini/e e ragazzi/e LGBTQIA+), non appare condivisibile.




