Cantiche: la rassegna alla sala dei Notari il 26 novembre

Con Virginia Risso

date
27 ottobre 2026
- Redazione
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Pronta a ripartire la rassegna “Cantiche”, promossa da Aucma e Mea Concerti nell’ambito della stagione Tourné, nata lo scorso anno per celebrare gli 800 anni del Cantico delle Creature, intrecciando l’estetica francescana con i grandi temi del nostro tempo. Il cartellone porta in scena appuntamenti tra teatro, musica e nuove forme di narrazione digitale, valorizzando la figura femminile come protagonista in quasi tutti i ruoli artistici e creativi.

Si inizia il prossimo 26 novembre alle 21 alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia, con “Ballate femministe del terzo millennio”, un reading teatrale di e con Virginia Risso (attrice, autrice e regista teatrale) e Giglio (cantautrice). L’appuntamento si realizza in collaborazione con il Comune di Perugia.

E se per una sera smettessimo di parlare della violenza sulle donne nel modo in cui ce ne parlano solitamente? “Ballate femministe del terzo millennio” è un reading teatrale che attraversa poesia, musica, letteratura, cronaca, articoli di giornale, dichiarazioni, sentenze pronunciate nei tribunali. Il gioco è semplice: prendere quelle parole, metterle una accanto all’altra e lasciarle suonare.

Così, tra un verso e una battuta, tra un frammento letterario e un verdetto, il pubblico ride. Poi ride un po’ meno. E quando ha smesso di ridere, quello che resta arriva dritto allo stomaco.

Perché la violenza non comincia sempre con un pugno. A volte inizia con una battuta, altre con un giudizio. Con una parola detta talmente tante volte da sembrare normale. “Ballate femministe del terzo millennio” è un attraversamento ironico, feroce e poetico di quello che ancora oggi viene detto, scritto e pensato sulle donne e sui loro corpi, sulle loro scelte, sulla loro libertà e sulla violenza che le riguarda.

E quando le parole non bastano più, arriva la musica a dire il resto. Sul palco, accanto a Virginia Risso, sale Giglio: la sua voce prende in prestito i brani di altre donne – le artiste italiane che quella libertà l’hanno già cantata – e le fa esplodere nell’aria a volte come un urlo, altre come una carezza.

Un reading che non vuole dare lezioni, ma mettere in cortocircuito le parole.

·       Ingresso libero

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